L’azienda californiana Eon Reality punta a creare centro digitale interattivo in Emilia Romagna

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Eon Reality iCube realtà aumentata turbina
Nel Bolognese il possibile insediamento per sviluppare la realtà virtuale ed aumentata

Eon Reality iCube realtà aumentata turbinaUn centro digitale interattivo, un “hub” italiano per lo sviluppo di contenuti e applicazioni legati alla realtà virtuale aumentata. A metterlo in cantiere – puntando a insediarsi nel Bolognese, è la californiana Eon Reality fondata nel 1999, con quartier generale a Irvine e attiva nell’ambito della realtà virtuale e aumentata e nelle immagini 3D che opera con filiali in Francia, Mauritius, Singapore, Svezia, Sudafrica e Regno unito come sviluppatrice di software. 

L’azienda a stelle e strisce che ha collaborato con più di 400 istituzioni accademiche e con 55 istituzioni governative ha presentato l’investimento in Regione Emilia-Romagna, «nel contesto di Industria 4.0» e punta alla creazione di un centro digitale interattivo «che avrà la funzione di “hub” per lo sviluppo di contenuti e applicazioni legati alla realtà virtuale e aumentata che verrà affiancato dalla “Augmented and Virtual Reality School” che fornirà attività formative con accesso libero per gli studenti». 

Progetti simili, spiega in una nota Eon Reality, «sono già stati implementati in 30 altre location a livello globale, ad esempio a Manchester, in Gran Bretagna; Laval, in Francia; Tshwane, in Sudafrica; in Messico e Dubai. Tra i partner ci sarà anche l’Università di Bologna e il centro prevede anche la registrazione di nuovi brevetti innovativi». In Emilia-Romagna «vediamo una grande opportunità di trasferire la conoscenza delle competenze locali alla comunità globale. Il centro interattivo digitale garantirà alla Regione di rimanere all’avanguardia nell’innovazione e rappresenta un investimento per il futuro dei cittadini». A tale riguardo, «non vediamo l’ora di affrontare le esigenze del mercato Regionale e siamo entusiasti della capacità di sviluppare applicazioni di trasferimento di conoscenza uniche, che utilizzano competenze di settore locali». 

L’obiettivo, conclude l’azienda statunitense, «è generare ricchezza per la Regione Emilia-Romagna, creare posti di lavoro, migliorare le opportunità educative e creare una quantità significativa di personale altamente qualificato».