Confturismo Veneto denuncia il silenzio sugli incrementi della tassa di soggiorno da parte delle associazioni consumeristiche

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Michielli: «comportamento singolare, ci si straccia le vesti per qualche centesimo sui sacchetti compostabili, ma nessuno dice nulla sull’aumento anche di 4 euro al giorno per persona della tassa sul litorale veneto»

tassa soggiorno 2Due pesi e due misure in fatto di tasse da parte della associazioni consumeristiche: per il presidente di ConfturismoVeneto, Marco Michielli, «si stracciano le vesti per i sacchetti bio a pagamento, ma si voltano dall’altra parte di fronte all’aumento del 100% di una tassa che ci riguarda tutti. E non parliamo di un centesimo, ma di 2,3,4 euro in più a persona, al giorno». 

Michielli registra il singolare silenzio delle associazioni dei consumatori di fronte all’aumento dell’imposta di soggiorno che anche alcuni comuni delle maggiori località turistiche del Veneto hanno promesso o deciso di far scattare dai prossimi mesi. 

«La mano pesante di alcuni sindaci del litorale veneto (e non solo) sembra lasciare indifferenti le associazioni, che sembrano essere maggiormente sensibili a temi di impatto mediatico che di reale danno per i consumatori. Verrebbe da pensare che, prima di prendere posizione, effettuino qualche passaggio sui social per tastare “la pancia” ai consumatori. Tanto, si sa, siamo tutti popolo “bwe(b)” – sottolinea Michielli -. Se si crede che la tassa di soggiorno sia affare esclusivo delle imprese turistiche, allora è il caso di fare due conti per capire ce è anche affare di molte famiglie. A Bibione, località balneare sulla costa veneziana, da marzo si paga 1 euro a persona negli hotel a 4 stelle; dai prossimi mesi se ne potrebbero pagare 2. In questo caso, una famiglia di quattro persone in vacanza al mare per 10 giorni si ritroverebbe a sborsare, solo d’imposta, 80 euro. Quanti sacchetti bio potrebbe comprare con quei soldi?». 

Nel silenzio delle associazioni dei consumatori è passata anche la protesta che, partendo da Jesolo e passando per Caorle e Bibione (sul piede di guerra in questa località sono l’Associazione Bibionese Albergatori, quella delle agenzie immobiliari e turistiche, l’associazione dei campeggi e villaggi turistici, e quella dei locatori privati), attraversa tutto il litorale veneziano. «Questi sono incrementi che pescano dalle tasche di tutti e nella maggior parte dei casi non raggiungono lo scopo per il quale sono stati concepiti: quello di migliorare i servizi al turista. Che, fino a prova contraria, è un consumatore», conclude Michielli. Ma per qualche sindaco, il turista non è altro che una scocciatura, l’ennesimo pollo da spennare, dimenticandosi che le località di vacanza si decidono anche guardando al portafoglio.