Anfia mercato auto italiano zavorrato dall’eccessivo peso fiscale sull’acquisto e sull’uso

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In Valle d’Aosta e in Trentino Alto Adige il maggiore numero di immatricolazioni grazie alle società di noleggio. Calano i consumi e l’inquinamento. Ancora marginali le alimentazioni alternative a diesel e benzina

auto peso tasse gestioneAnfia ha diffuso una radiografia sull’andamento del mercato dell’auto nel corso del 2017 da cui emergono alcuni dati interessanti, tra cui, su tutti, l’eccessivo peso fiscale che grava sulla mobilità privata, sia all’acquisto dell’automobile che nel suo impiego quotidiano.

Nel corso del 2017, grazie alla maggiore efficienza dei nuovi veicoli e alle mutate abitudini d’uso, i consumi di carburante sono stati in calo: nei primi 11 mesi dell’anno, i consumi di carburante sono scesi per la benzina super del 3,8%, per il gasolio e per il gpl dello 0,5%. IVA e accise hanno pesato sul prezzo medio alla pompa di dicembre per il 65% benzina senza piombo, 61,5% gasolio autotrazione
e 39,8% per il gpl. 

Si conferma la tendenza alla riduzione dei consumi, dovuta alla migliore efficienza dei nuovi modelli immatricolati e ad un calo della percorrenza media annua. La mobilità sta cambiando moltissimo, gli italiani utilizzano mezzi diversi sia per raggiungere i luoghi di lavoro-studio nel quotidiano sia per i viaggi di piacere, abbinando treno o aereo per la tratta più lunga e l’auto a noleggio, da utilizzare in loco. 

Il carico fiscale complessivo gravante sulla motorizzazione italiana è nuovamente cresciuto nel 2016, raggiungendo i 73 miliardi di Euro, +1,4% rispetto all’anno precedente. A fronte di un incremento dell’1,6% del totale delle entrate tributarie nazionali rispetto al 2015, la quota percentuale del gettito proveniente dal settore automotive sul gettito complessivo, calcolato secondo il criterio di cassa, si mantiene stabile al 16%, come già nel 2015. La percentuale del gettito fiscale, derivante dal comparto, sul PIL risulta del 4,3%, la più alta tra i maggiori Paesi europei, visto che la media si aggira attorno al 3%. 

Il gettito derivante dall’utilizzo dell’autoveicolo resta la voce più rilevante, pari al 78,8% del gettito complessivo proveniente dal comparto, per un valore di 57,5 miliardi di Euro, di cui 34,8 derivanti dal prelievo fiscale sui carburanti. L’incidenza fiscale sul prezzo medio dei carburanti supera il 60% per benzina e gasolio, mentre per GPL e metano è rispettivamente attorno al 44% e al 22%. Il gettito derivante dall’acquisto e dal possesso, invece, cresce rispettivamente del 14,5% e del 9,1%, per un ammontare di 8,8 miliardi per il primo e 6,6 miliardi per il secondo. 

Quanto alle tipologie di alimentazione, nel 2017 oltre la metà delle vendite ha riguardato autovetture diesel, con volumi in crescita del 7% rispetto al 2016. Lo scandalo del “dieselgate” di Volkswagen e il mancato rispetto delle prestazioni energetiche e ambientali sui veicoli dichiarate da alcune case automobilistiche, nonché le imposizioni alla limitazione o allo stop della circolazione, in particolare per le auto diesel, per gli alti livelli di smog di molte città italiane, non hanno limitato la penetrazione delle auto a gasolio nel mercato italiano, che ha chiuso il 2017 su livelli alti, 56,4% (57% nel 2016), a differenza di quanto invece è accaduto in molti paesi europei che hanno visto ridimensionare il peso del mercato diesel, come la Germania al 39% (46% nel 2016), UK al 42% (48% nel 2016), Francia al 47% (52% nel 2016). 

Secondo la modalità di acquisto, nel 2017 si nota invece un evidente andamento differenziato tra le vendite di auto diesel ai privati in calo del 6% e alle società in aumento del 21%.
Le auto a benzina, grazie al calo dei prezzi alla pompa iniziato nel 2015, hanno conquistato mercato a spese delle auto a gas (in particolare a metano) e diesel. Nel 2017 le auto a benzina sono il 32% del mercato, con una crescita dei volumi venduti del 5%. Anche per le auto a benzina si nota una differenza tra il mercato dei privati e quello delle società: il 6% in meno di auto nuove a benzina intestate ai privati e il 27% in più di auto intestate alle società. 

Le auto ad alimentazione alternativa hanno conquistato l’11,7% del mercato, in crescita del 24% sui volumi del 2016; il comparto risulta composto da: 6,5% di auto a benzina-gpl, 1,7% di auto benzina-metano, 0,1% di auto elettriche, 3,4% di auto ibride (incluso plug-in). I volumi del mercato auto ad alimentazione alternativa fanno dell’Italia il primo mercato ad alimentazione alternativa dell’Europa e il secondo mercato dopo la Norvegia per quota sul proprio mercato. Questi risultati, ottenuti grazie allo sviluppo delle motorizzazioni a gas, hanno consentito all’Italia di avere un parco composto da oltre 911.000 auto a metano e 2,2 milioni di auto a GPL (dati 2016) e di avere la più ampia rete distributiva in Europa (che è ancora decisamente limitata e concentrata soprattutto nel Nord e Centro Italia). Il buon andamento delle vendite di auto a GPL (+27%) ha riguardato sia i privati (+25%) che le società (+36%). 

Le vendite di auto ibride (escluso plug-in) sono state 63.000, in aumento del 71%. L’Italia è diventata il terzo mercato di auto ibride (escluso plug-in) in Europa. I volumi delle auto ibride plug-in sono raddoppiati nel 2017.
Il principale target del mercato delle auto ibride (incluso plug-in) sono i privati, che con 48.000 unità, pesano per il 72% del mercato delle auto ibride. 

Le auto elettriche vendute sono state 1.967, di cui solo il 14% intestate a privati (280 auto da inizio anno, +33%), mentre le auto intestate alle società sono state l’86% (1.687 auto da inizio anno, +45%). Le auto elettriche registrano da inizio anno un incremento del 43%, con vendite medie mensili nel 2017 pari a 164 unità. 

Quanto all’impatto ambientale, le auto diesel di ultima generazione producono bassissimi livelli di particolato e di ossidi di azoto e hanno valori emissivi di CO2 inferiori alle auto a benzina; si tratta di un elemento importante da considerare nel raggiungimento degli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, che è un climalterante e non provoca un danno diretto alla salute delle persone. Il motore diesel, dunque, aiuta a rispettare i valori limite per l’emissione di gas serra, perché brucia in modo più efficiente di un motore a benzina ed emette fino al 15% in meno di CO2 rispetto a un motore a benzina comparabile. 

Guardando al mercato suddiviso per segmenti, l’alto di gamma registra un calo tendenziale del 4,2% a dicembre 2017 e una crescita del 5% nel cumulato. Le vendite di SUV di tutte le dimensioni totalizzano oltre 40.000 immatricolazioni (+13%) e conquistano il 33% del mercato a dicembre, da inizio anno la crescita è del 20,5% con una quota del 29,6%; in particolare, crescono le vendite dei SUV compatti e medi, mentre calano le vendite dei SUV grandi. 

Nel mese di dicembre le vendite dei segmenti A/B diminuiscono del 10% (+5% nel cumulato), la quota nel cumulato è del 42%. Calano a dicembre le vendite di auto del segmento C (medie-inferiori) del 12% (+5% nel cumulato) e del segmento D (medie) del 22% (-8% nel cumulato). In calo le vendite di monovolumi, del 2% a dicembre 2017 (-7% nel cumulato). 

Quanto all’area geografica, nel mese di dicembre, le vendite crescono solo nel NordEst del Paese, +2,6% (+9,2% nel cumulato), mentre risultano in calo in tutte le altre macro aree. Hanno segno positivo nel mese, le vendite in Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Umbria e Molise. Nel cumulato, tutte le regioni registrano mercati in crescita. L’area NordOvest è quella con l’aumento più significativo, +12%, e il Piemonte è la regione con la crescita più alta di immatricolazioni: +23%. Nel cumulato, le vendite aumentano in Valle d’Aosta del 20% e in Trentino Alto Adige del 16%; in queste due sole regioni è stato immatricolato il 18% del mercato complessivo, grazie al noleggio: in queste due regioni è immatricolato il 76% delle auto intestate a società di noleggio.