Autonomia Veneto, Emilia Romagna e Lombardia: proseguono le trattative a Roma

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Zaia: «incontro positivo, pre-intesa è vicina». Bonaccini: «chiusura molto vicina». Chiamparino: «dopo le elezioni anche il Piemonte chiederà di entrare nelle trattative. Potrebbe nascere una macroregione autonoma del NordOvest»

italia regioni autonomieProseguono a Roma le trattative tra i governatori di Veneto, Emilia Romagna e Lombardia con il Governo per avere maggiore autonomia. Oggi è toccato al veneto Luca Zaia incontrars con il sottosegretario Gianclaudio bressa, che ieri aveva incontrato il lombardo Roberto Maroni e l’emiliano Stefano Bonaccini.

Soddisfatto Luca Zaia: «anche oggi un buon incontro, produttivo, positivo. Ci avviamo verso la firma di una pre-intesa quadro, che è già una bella pietra miliare». Con Bressa il presidente del Veneto ha svolto un esame sull’andamento del negoziato, per le materia già oggetto di trattativa (sanità, ambiente, lavoro, rapporti con l’Europa, istruzione), e per il nuovo pacchetto di competenze che verranno successivamente discusse. Affrontata, ha riferito Zaia, anche «la necessità di mettere tempi certi per il lavoro che si farà in futuro, con altri interlocutori governativi». Per la firma del pre-accordo, Zaia ritiene che «avverrà prima dell’inizio vero e proprio della campagna elettorale. Noi continueremo a lavorare e quando arriverà il nuovo governo ci sarà la pre-intesa a regolare i tempi con il nuovo esecutivo».

Su quali siano le materie per le quali è in corso già il confronto, Zaia ha detto che «in questo momento, con serietà, sono la sanità, il lavoro, l’ambiente, i rapporti con l’Europa e l’istruzione. Ma si arriverà ad un nuovo pacchetto di materie che spero si andrà a concretizzare ancora prima del pre-accordo». Quanto al capitolo dei finanziamenti, Zaia ha spiegato che «sono legati in questa prima fase alle materie che si otterranno. I finanziamenti sono fondamentali, saranno discussi con il ministero delle Finanze, e saranno rispettosi di tutto le risorse che la Regione manda a Roma e che deve tornare poi sul territorio». 

Ieri analogo incontro con Bressa è toccato ai presidenti della Lombardia Roberto Maroni e a quello dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che sono apparsi soddisfatti al termine dell’incontro con il sottosegretario per gli Affari regionali. «Penso che potremo firmare la preintesa prima delle elezioni, come avevamo promesso – ha detto Maroni -: sono tante le materie che abbiamo chiesto e penso che arriveremo alla fine ad ottenere le più significative. Definiremo anche i criteri di finanziamento di queste materie e ci saranno novità importanti. Se andrà in porto questa intesa, la Lombardia davvero sarà riconosciuta come regione speciale, non a Statuto speciale ma speciale per competenze e risorse. L’intesa è che si arrivi a concludere l’accordo entro metà febbraio con la firma del presidente Gentiloni». 

«Su sanità, pubblica istruzione e ambiente si va verso l’accordo sulla proposta di riconoscimento di autonomia su varie competenze, si sta lavorando anche su lavoro e Unione europea. E’ un buon passo in avanti – ha aggiunto Stefano Bonaccini -. La Lombardia aveva chiesto 23 materie, noi ci eravamo attestati su 12 e aggiungeremo una richiesta sull’ordinamento sportivo. Oggi è stato fatto un buon passo avanti e sono fiducioso che nelle prossime settimane si arriverà a firmare una preintesa con il governo. Sarebbe già questo un risultato storico. Servirà poi la determinazione delle risorse per gestire le competenze date alle Regioni ed una legge da approvare nei due rami del Parlamento».

Sul treno della maggiore autonomia dopo la Liguria ha intenzione di salire anche il Piemonte. «All’avvio delle nuova legislatura nazionale vogliamo essere allo stesso tavolo con l’Emilia Romagna e la Lombardia, che sull’autonomia sono partite due mesi prima. Per questo ci siamo mossi ora, a ridosso della fase elettorale» ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, illustrando il documento approvato oggi dalla sua Giunta, che presenterà domani a Roma per dare il via ufficiale al confronto con il Governo. All’appuntamento sarà presente anche la Liguria. «Vogliamo cogliere la palla al balzo – sottolinea Chiamparino – e stare dentro la discussione aperta dai referendum sull’autonomia. Se Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Lombardia si muoveranno insieme potrebbe finalmente prendere piede l’idea della macroregione funzionale del NordOvest».