Firmato il contratto di servizio per il trasporto ferroviario tra Regione Veneto e Trenitalia

0
324
Iacono Zaia DelRio Mazzonicini De Berti contratto Trenitalia Fs
Zaia: «siamo la prima regione in Italia a sottoscriverlo. Entro il 2032 avremo tutti i treni rinnovati e la flotta più moderna d’Europa». Delrio: «ai pendolari saranno offerti servizi decisamente migliori»

Iacono Zaia DelRio Mazzonicini De Berti contratto Trenitalia FsLa sede della Regione del Veneto a Palazzo Balbi a Venezia ha ospitato la firma del nuovo contratto di servizio tra la Regione e Trenitalia per il periodo 2018-2032. Per il governatore del Veneto, Luca Zaia, «è una giornata storica: il Veneto è la prima Regione d’Italia a firmare il nuovo contratto di servizio con Trenitalia, un accordo del valore di 4,4 miliardi complessivi, dei quali uno di soli investimenti che consentiranno il totale rinnovo della flotta dei treni circolanti nel nostro territorio».   

Alla firma dell’accordo hanno partecipato l’amministratore delegato di Trenitalia, Orazio Iacono, presenti il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio e l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini.

«Nel rispetto dei regolamenti comunitari – ha spiegato Zaia – abbiamo proceduto a un affidamento diretto per 10 anni più 5 a Trenitalia, ottenendo, grazie a una seria e ponderata negoziazione con la stessa società, l’acquisizione dei servizi previsti alle migliori condizioni di mercato. Dico che stiamo vivendo una fase storica perché, dopo essere riusciti a migliorare gradualmente negli anni scorsi il servizio su ferro nella nostra regione, chiedendo a Trenitalia di fare un salto di qualità, ora abbiamo davanti a noi una programmazione concreta che porterà il Veneto a disporre di un sistema ferroviario tra i più efficienti e moderni d’Europa. Essendo Regione che ha firmato per prima, saremo anche i primi a ricevere i nuovi convogli, 78 in totale previsti dal contratto di servizio, 47 “Rock” e 31 “Pop”, treni confortevoli, più veloci, capaci di trasportare numerosi passeggeri, attrezzati per accogliere anche le biciclette, dotati di sistema di videosorveglianza e Wi-Fi».

«È un contratto – ha confermato l’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti – che si inserisce nell’accordo quadro che abbiamo con Rete Ferroviaria Italiana per migliorare nel suo complesso l’offerta del servizio, in termini anche infrastrutturali, al fine di renderlo sempre più competitivo rispetto all’uso del proprio mezzo: questa è la grande sfida alla quale siamo attesi tutti noi, in primis le amministrazioni e società pubbliche».

Zaia si è detto convinto della necessità che gli abbonamenti debbano essere differenziati in base alle fasce di reddito: «agli studenti e ai lavoratori meno abbienti deve essere garantita la possibilità di fruire di servizi indispensabili, come il trasporto, contribuendo secondo le proprie possibilità economiche».    

Delrio si è complimentato con la Regione del Veneto per aver dimostrato, anche in questa occasione, capacità programmatoria ed efficacia nella propria azione amministrativa: «ci accomuna – ha detto rivolgendosi al Governatore e all’assessore – l’impegno nel cercare di capire le difficoltà della gente comune, ma soprattutto la passione per far vivere meglio le persone nella loro esistenza quotidiana, di cui i trasporti e la mobilità sono una componente importante». Il ministro ha poi ricordato gli 8 miliardi di finanziamento, 4 a Trenitalia e 4 RFI, stanziati dal Ministero e ha evidenziato che gli investimenti attivano un’importante filiera industriale e assicurano un aumento di lavoro e occupazione. Investimenti che consentiranno non solo di produrre treni nuovi, quindi di cambiare tutta la flotta del Veneto e farla diventare la più giovane d’Europa in pochi anni, ma soprattutto di produrre nuovo lavoro e di consentire alle fabbriche italiane che producono i treni di avere nuovo lavoro». Delrio ha spiegato che «fa parte di una strategia che è la “cura del ferro”, che riguarda le città, il trasporto regionale e soprattutto i pendolari. Vogliamo promuovere sempre di più il trasporto quotidiano – ha concluso – il ferro è la scelta giusta per muoversi in Italia, più sostenibile, più qualità dell’aria e anche più puntualità e serenità per tutti». 

Iacono ha spiegato che con questo accordo «è previsto lo sviluppo di servizi anche nelle aree in cui il treno è meno utilizzato, puntiamo ad aumentare i passeggeri e a convincere un numero sempre maggiore di pendolari a lasciare la propria auto e a utilizzare il servizio pubblico».

«I cittadini veneti devono sapere che la Regione ha fatto per loro un lavoro eccezionale – ha affermato Mazzoncini –, dimostrando capacità programmatoria e lungimiranza: nei 15 anni di contratto di servizio c’è la garanzia dell’ammortamento degli investimenti ma soprattutto c’è la garanzia di poter disporre a regime di 110 nuovi treni che sostituiranno con maggior efficacia e funzionalità i 130 oggi in esercizio, disponendo di una flotta che non avrà uguali nemmeno nei Länder più evoluti della Germania».  

Mazzoncini si è poi soffermato su altri investimenti che interessano il NordEst, ad iniziare dalla rete ad Alta velocità ferroviaria tra Brescia e Vicenza che entrerà in funzione entro i prossimi 5-6 anni. «Abbiamo chiuso su Brescia e Verona e quindi nel primo semestre apriremo i cantieri. Contiamo per la fine dell’anno – ha detto Mazzoncini – di aprire anche su Verona-Vicenza. I due cantieri si muoveranno in parallelo e l’intera tratta sarà in funzione, secondo le nostre previsioni, entro 5-6 anni». Mazzoncini ha aggiunto che nel frattempo sono previste attivazioni parziali, quindi «i tempi di percorrenza cominceranno a ridursi progressivamente già dal 2018, perché entro fine anno chiudiamo il cantiere dell’ingresso a Brescia e guadagneremo 5 minuti sulla Milano-Verona». Mazzoncini ha parlato anche del progetto della bretella di collegamento ferroviario con l’aeroporto “Marco Polo” di Tessera: «siamo in fase di progettazione – ha detto – non è particolarmente complicata, ma è difficile che veda la luce prima di 4-5 anni».

Sulla firma del nuovo contratto di servizio, interviene anche il deputato bellunese Roger De Menech che auspica che  la Regione utilizzi i maggiori fondi a sua disposizione per risolvere i punti neri del servizio ferroviario veneto e bellunese in particolare. Ci sono situazioni non più sostenibili al giorno d’oggi: le ferrovie bellunesi, scontano una mancanza di investimenti cronica. Le priorità sono velocizzare le percorrenze almeno del 30-40% per entrambe le linee, perché non è più tollerabile impiegare due ore e venti per raggiungere il capoluogo di regione o 2 ore e 10 per arrivare a Padova; inoltre, chiediamo di ripristinare i collegamenti diretti da Belluno per Venezia e per Padova e sostituire i treni vetusti e soggetti a frequenti guasti ancora in circolazione».

Tutte azioni possibili già da tempo, sottolinea De Menech, «ma purtroppo è mancata la volontà politica di implementarle, anzi l’orario cadenzato ha portato allo spezzatino delle linee costringendo i residenti e i turisti che scelgono il treno – sempre meno purtroppo – a viaggi lunghi e scomodi. Nei prossimi quattro anni Rfi farà all’elettrificazione delle tratte fino a Belluno facilitando un processo di riorganizzazione del servizio che preveda la riduzione dei tempi e solo collegamenti diretti. Inoltre, chiedo alla Regione Veneto e al Ministero di valutare il ripristino dei servizi diretti su Milano e su Roma. Proprio l’elettrificazione dovrebbe facilitare questo tipo di collegamenti che furono soppressi negli anni scorsi per contenere i costi di Trenitalia relativi al cambio di trazione. In vista dei Mondiali di sci di Cortina, ma non solo limitandoci alla manifestazione, questi collegamenti diretti potranno contribuire allo spostamento veloce e sicuro dei turisti, degli sportivi e di tutti i bellunesi».