Inaugurazione anno giudiziario in Emilia Romagna: De Francisci «2017 di violenza impressionante»

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inaugurazione Anno Giudiziario bologna
Allarme Pg su donne e minori. Boom fascicoli di richieste asilo

inaugurazione Anno Giudiziario bolognaI delitti del 2017 in Emilia-Romagna hanno trovato spazio nel discorso del procuratore generale di Bologna Ignazio De Francisci: «la nostra Regione è stata investita nei mesi scorsi da una ondata di violenza veramente impressionante», ha detto durante l’apertura dell’anno giudiziario. 

Tra i dati emersi nel corso della cerimonia, l’escalation di violenze sulle donne e dei furti in appartamento. Boom anche di procedimenti per il riconoscimento della protezione internazionale: 2.507 (+96%), mentre è stato evidenziato il ritorno del sovraffollamento carcerario. «Il distretto di Bologna è ai primissimi posti in Italia» per quanto riguarda i reati commessi nei confronti delle donne, «francamente è un record del quale avremmo tutti fatto a meno», ha sottolineato De Francisci. Per spiegare meglio il fenomeno il procuratore generale ha utilizzato i dati raccolti dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio: i delitti di stalking sono passati da 888 del 2015 a 896 del 2016 e a 960 del 2017, mentre gli omicidi sono stati 10 nel 2015, 16 nel 2016 e 14 nel 2017. Segnali preoccupanti giungono anche dagli uffici giudiziari minorili. Diminuiscono i delitti in assoluto, ma sono sempre più gravi quelli commessi da bande di giovani sia per quanto riguarda i reati di natura sessuale, sia patrimoniale. 

Per il secondo anno consecutivo il De Francisci ha sottolineato inoltre la “predilezione” dei criminali per le carceri italiane, citando proprio l’esempio di “Igor il russo”: «deve far riflettere l’entusiasmo con il quale, una volta catturato in Spagna, Norbert Feher ha fatto sapere di accettare l’estradizione in Italia, visti gli sconti di pena che il nostro sistema gli potrebbe riconoscere». Di questo passo, ha aggiunto, l’Italia «diventerà ben presto una sorta di paradiso penale per i latitanti dell’Est». 

Altro tema d’attualità, la “rivoluzione” a cui andranno incontro gli uffici giudiziari bolognesi, dopo la firma nei giorni scorsi del protocollo d’intesa per la creazione della “cittadella giudiziaria” nell’ex caserma Staveco. E’ stata accolta come un «passo decisivo» dal presidente della Corte di Appello, Giuseppe Colonna. Ma «per i necessari lavori i tempi non saranno prevedibilmente inferiori ai sei-sette anni». Colonna è dunque tornato ad invocare la soluzione “ponte”dell’ex Maternità di via D’Azeglio, dove era in programma il trasferimento di almeno il polo penale attualmente in via Farini, in un’immobile privato dell’imprenditore Romano Volta, già proprietario dell’attuale sede. Il presidente Colonna, nel concludere il suo intervento, ha fatto poi un appello alla «sobrietà» delle toghe: «può apparire strano parlare di sobrietà vestiti con una toga rossa con bordi di ermellino, ma in realtà questa toga fa parte della solennità della Assemblea della Corte di Appello e di una buona consuetudine, perché anche la stessa solennità ha bisogno di forme adeguate».