Elezioni tour di Salvini nel NordEst per ringraziare gli elettori

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A Modena per chiedere il riconteggio dei voti, nel Veronese e a Trento per celebrare la vittoria. Grande abbraccio popolare con sale gremite e pubblico in piedi

Matteo Salvini, uno dei due vincitori delle elezioni del 4 marzo scorso (l’altro è il grillino Luigi Di Maio), non si arrende al successo elettorale conquistato nelle urne e continua l’azione movimentista con tre diversi comizi nello stesso giorno in altrettante città del NordEst.

Il tour post elettorale per ringraziare i cittadini della fiducia incassata è iniziato a Modena, quella che fino a poco tempo fa era la “terra rossa” per eccellenza, ora sempre più screziata da abbondanti pennellate di verde e azzurro. Per Salvini essere qui «con questo successo rappresenta una soddisfazione incredibile» ha detto nel salone della Camera di commercio di Modena. «La vittoria del centrodestra qui – attacca davanti a simpatizzanti e giornalisti – è uno dei dati più emozionanti e clamorosi. Lo dico anche a nome della mia nonna modenese: è stata una soddisfazione incredibile e penso che chi sta governando l’Emilia-Romagna debba tenere conto del fatto che ormai rappresenta una minoranza in Emilia».

A Modena Salvini ha ringraziato il suo elettorato e chiarito che della sua formazione politica non si deve avere timore. «Nessuno – scandisce – deve avere paura del cambiamento, della Lega al Governo: noi siamo la soluzione ai guai creati da altri. Essere a Modena, poi a Verona e poi a Trento non è avere tempo da perdere: vuol dire rispettare il voto degli elettori. Per noi il voto è solo l’inizio di un percorso che manterrà comunque la Lega sempre vicina al territorio».

Salvini si è occupato anche del risultato elettorale nel collegio modenese, dove la Lega ha perso il collegio uninominale del Senato per soli 46 voti con una marea di schede nulle, dove il candidato leghista Stefano Corti superato per 46 voti da Edoardo Patriarca del Pd. «Le regole valgono ovunque. Anche a Modena. Disponibile anche domani mattina, quando si vuole a ricontrollare una per una le 4.049 schede nulle. Chiedo solo che questo enorme malloppo di schede nulle venga controllato» ha detto Salvini, ribadendo che «sapere che fino alle prime ore della mattina del 4 marzo c’è in vantaggio il candidato della Lega e con le ultime sezioni è passato in vantaggio il candidato del Pd mi fa dire che c’è un rischio brogli e trasparenza che non mi piace». Se al conteggio delle schede, attualmente in Corte d’Appello a Bologna, non risulteranno errori, ha proseguito il leader del Carroccio, «magari l’esponente del Pd vince con un margine più ampio e chapeau. Se qualcuno mi dirà di no, vuol dire che c’è qualcosa da nascondere. Venire a Modena – ha concluso Salvini – non è tempo da perdere ma vuol dire rispettare il voto degli elettori».

A San Giovanni in Lupatoto, nel Veronese, Salvini ha portato il suo ringraziamento al «Veneto e Verona», nella cui provincia quello Verde «è stato il primo partito, per la fiducia che vedremo di meritarci fino in fondo». E in attesa di scoprire cosa succederà sul fronte della formazione di un esecutivo – «è mio dovere sentire tutti, poi faremo tutto quello che è possibile perché venga rispettato il voto dei cittadini».

Infine chiusura a Trento, dove Salvni prima di entrare nella gremitissima Sala della Cooperazione (tutti i 550 posti occupati, con molti in piedi e oltre un centinaio di persone rimaste all’esterno) è stato accolto da un manipolo di contestatori dei centri sociali. Poi, subito topo il collegamento con “Quinta Colonna”, il bagno di folla trentino: «c’è un centrodestra che è stato premiato, c’è un programma e gli altri ci devono dire se vogliono darci una mano ad abolire la legge Fornero, a ridurre le tasse, a impedire gli sbarchi. Sono qui per ringraziare, perché il voto trentino è stato storico, emozionante, ci riempie di gioia e ci stiamo preparando per il 3 ottobre con una squadra per riprenderci un territorio per troppo tempo governato da falsi autonomisti che non hanno fatto quello che dovevano fare».

Anche a Trento Salvini parla del futuro scenario politico: «andrò al governo solo se potrò attuare tutto, ma tutto, quello che ho promesso negli scorsi mesi. Le cose sono lì scritte – ha detto – : se ci sono contributi per migliorarle ben vengano, ma io voglio andare dal Presidente Mattarella con delle idee chiare: C’è qualcuno che ci dà una mano ad abolire la legge Fornero?”, ha detto rivolto gigionescamente alla platea.

Poco prima del comizio pubblico, l’incontro privato con i vertici della Cooperazione trentina, visibilmente preoccupata degli effetti della riforma del credito che mina quello cooperativo tra Salvini, e i neo parlamentari trentini Maurizio Fugatti, Elena Testor e Donatella Conzatti: «abbiamo parlato in modo sintetico di cooperazione e abbiamo chiesto di essere interlocutori in caso di interventi normativi. Salvini ci ha dato la disponibilità anche del gruppo parlamentare» ha detto il presidente della Cooperazione trentina, Mauro Fezzi, sottolineando come «abbiamo una grande scommessa che è quella del credito, e se il nuovo gruppo basato su Cassa centrale banca avrà successo e quindi potrà diventare un protagonista del credito a livello nazionale, credo che le ricadute su Trento saranno sull’intera società».