Inflazione a marzo impennata imprevista che dovrebbe essere riassorbita ad aprile

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Mameli (banca Intesa Sanpaolo): «l’indice sembra avere imboccato un andamento di crescita» Unimpresa: «ancora presto per parlare di normalizzazione».

A marzo, l’inflazione annua è risultata in aumento più del previsto, a 0,9% da 0,5% precedente secondo l’indice nazionale e a 1,1% da 0,7% sulla misura armonizzata. Nel mese, i prezzi sono saliti di quattro decimi sul NIC e +2,5% m/m sull’IPCA (che tiene conto del rientro dei saldi invernali su abbigliamento e calzature).

La salita dei prezzi su base congiunturale (in base all’indice NIC) è spiegata da bevande alcoliche e tabacchi (+1,7% m/m), alimentari e bevande (+0,8% m/m, per via soprattutto di formaggi e latticini e vegetali freschi) e trasporti, comunicazioni e servizi ricettivi/di ristorazione (+0,7% m/m ciascuno). Nei trasporti, i rincari stagionali dei servizi di trasporto aereo hanno più che compensato i ribassi dei carburanti. L’unica divisione di spesa a registrare una flessione dei prezzi è quella delle spese per cultura e tempo libero (-0,4% m/m).

L’inflazione di fondo è salita per il terzo mese, a 0,9% da 0,6% a/a precedente (i prezzi core sono aumentati di mezzo punto ovvero più dell’indice generale). Anche i beni a più alta frequenza di acquisto, nonché il cosiddetto “carrello della spesa” (beni alimentari, per la cura della casa e della persona), hanno mostrato rincari significativi (+0,4% e +0,8% m/m rispettivamente, con una salita tendenziale a 1,1%, da 0,3% e – 0,6% rispettivamente).

In prospettiva, secondo Paolo Mameli dell’ufficio studi di banca Intesa Sanpaolo, «l’inflazione dovrebbe tornare a scendere ad aprile, per via del ribasso delle tariffe di elettricità e gas annunciato dall’Autorità per l’Energia (-8% e -5,7% rispettivamente). Tuttavia, il calo sarebbe transitorio, in quanto a partire da maggio l’inflazione dovrebbe riprendere un trend al rialzo, che potrebbe riportarla vicina al 2% negli ultimi mesi dell’anno».

Visione diversa per la presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara: «è ancora presto per parlare di normalizzazione dell’andamento dell’inflazione. Le serie storiche dell’Istat più recenti ci impongono grande prudenza: la variazione dei prezzi al consumo è stata altalenante e discontinua nell’ultimo periodo, anche quando la congiuntura ha mostrato i segnali più favorevoli. Siamo ancora molto lontani dal target del 2% fissato dalla Banca centrale europea e per raggiungere quell’obiettivo non basta la politica monetaria dell’Eurotower. Quello di oggi, in ogni caso, è un segnale positivo del quale ci rallegriamo, tuttavia – aggiunge Ferrara – è opportuno ribadire anche in queste circostanze come sia necessario un impegno più forte, in Italia, da parte del governo: auspichiamo che si formi al più presto una maggioranza, capace e coraggiosa».