A Londra il punto sulla capacità di trasferimento tecnologico del motorsport alla produzione di serie

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L’evento organizzato da Anfia e Ice in collaborazione con SMMT e MIA, ha messo a confronto la filiera automotive italiana
e il settore del motorsport del Regno Unito. 

Si è svolto a Londra, presso il Design Museum, il convegno dal titolo “Il trasferimento tecnologico dal motorsport al settore automotive: sicurezza attiva e passiva e alleggerimento pesi” organizzato dalla Sezione Motorsport di Anfia e da Ice-Italian Trade Agency, in collaborazione con SMMT (l’Associazione inglese dell’automotive) e MIA (l’Associazione inglese dell’industria del motorsport).

L’evento ha avuto come obiettivo la messa in comunicazione del settore automotive italiano con quelo del motorsport del Regno Unito, dando la possibilità alle aziende di entrambi i Paesi di confrontarsi su questi temi. Si è trattato del secondo convegno di questo tipo organizzato da Anfia e Ice al Design Museum di Londra, dopo quello dello scorso dicembre dedicato a car design e industrial design italiano.

In apertura, il saluto di benvenuto del direttore di ICE-Londra, Roberto Luongo, che ha ringraziato il Museo per aver ospitato il convegno, e Anfia e ICE per l’organizzazione, senza dimenticare il supporto di MIA ed SMMT, sottolineando come «il settore automobilistico italiano è una colonna portante dell’economia nazionale, ed è nostro interesse promuovere tali eccellenze in diversi contesti, assicurando una partnership con le associazioni di categoria italiane e locali e collaborando in maniera attiva, con l’obiettivo di evidenziare lo sviluppo e le innovazioni del settore, dai motori elettrici alle più aggiornate tecnologie sensoristiche».

Gianmarco Giorda, direttore di Anfia, ha realizzato una panoramica sulla filiera automotive in Italia, sul suo peso in termini di occupazione, fatturato ed export: «con la neo-costituita sezione Motorsport di Anfia, che oggi comprende 16 imprese, abbiamo intenzione di promuovere e dare maggiore visibilità, in Italia e all’estero, alle competenze specializzate e alle tecnologie innovative di questa filiera d’eccellenza, seconda in Europa, in ordine di importanza, proprio al settore motorsport inglese».

L’esperienza all’Autosport International di Birmingham, lo scorso gennaio, con una presenza istituzionale in fiera, e il convegno londinese sono i primi passi di una strategia progettuale che mira anche a supportare le nostre imprese nella raccolta di dati utili a fotografare e a comprendere l’evoluzione del comparto e nello studio delle normative tecniche che impattano sulle loro attività.

Un altro evento che vedrà in primo piano le aziende italiane del motorsport è l’edizione 2018 di “Formula SAE Italy & Formula Electric Italy”, la competizione internazionale per gli studenti di ingegneria organizzata da Anfia presso l’autodromo “Riccardo Paletti” di Varano de’ Melegari dall’11 al 15 luglio, a cui prenderanno parte, come membri delle giurie e della compagine degli sponsor e partner tecnici, oltre un centinaio di esperti del motorsport e dell’industria automotive.

Chris Aylett, responsabile di MIA, ha poi parlato della portata globale dell’industria del Motorsport, e ha ricordato che essa, oltre ad avere una posizione di leadership tecnologica e in termini di occupazione, occupa un posto importante anche nel settore dell’intrattenimento. Ha inoltre sottolineato la forza dell’industria del motorsport in Regno Unito, paragonando la “Motorsport Valley” britannica alla “Motor Valley” italiana cha va da Torino a Padova.

La successiva tavola rotonda, dove sono stati approfondititi i temi in agenda, ha visto la partecipazione di Alberto Ferrari, responsabile commerciale di Brembo, Brian Gush, direttore Motorsport di Bentley Motors, Dan Walmsley, responsabile Motorsport di McLaren Automotive, Giovanni Giudici, direttore commerciale di Vimi Fasteners, Giuseppe Barbaro, responsabile programmazione di Duerre Tubi Style, Massimiliano Marsiaj, responsabile area sviluppo di Sabelt, Simon Wood, responsabile tecnico di Lotus Cars e Stefano Agostoni, coordinatore della divisione automotive di CSI. Durante la discussione, i relatori hanno illustrato l’esperienza delle rispettive aziende nell’adattare la progettazione dei componenti dall’uso in pista a quello su strada. Si è convenuto che i materiali leggeri impiegati per i componenti da corsa risultano sufficientemente resistenti da essere utilizzati anche sui veicoli stradali, ma si è avuta anche una convergenza di opinioni sul fatto che i limitati requisiti di durata richiesti nelle corse, spesso rendano non fattibile un trasferimento diretto di questi componenti.

Un elemento di discussione particolarmente interessante ha riguardato, poi, il flusso di tecnologie automotive che si trasferiscono dalla strada alla pista: è il caso del sistema ABS e dei sistemi di monitoraggio della pressione degli pneumatici. I partecipanti alla tavola rotonda hanno espresso parere unanime anche sul fatto che il desiderio degli acquirenti di auto di lusso di personalizzare le proprie vetture, mette i produttori di automobili e i componentisti di questo segmento di mercato in condizione di offrire servizi di progettazione e design su misura non disponibili per il mercato di massa.

Un altro elemento chiave su cui si è dibattuto è stato il crescente utilizzo di veicoli elettrici, sia su strada che su pista, che pone a tutte le aziende differenti sfide, specialmente in quanto i veicoli elettrici, in particolare le auto da corsa, sono effettivamente più pesanti delle loro omologhe tradizionali.