Trentino: per le elezioni provinciali scende in campo il polo dei Civici

Mentre il Pd traccheggia, il Patt esce allo scoperto rilanciando la candidatura del presidente uscente Rossi. Il Centro destra apre al contributo di altre formazioni politiche. 

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superare la crisi elezioni trentino

di Stefano Elena

A sei mesi dalle elezioni regionali e provinciali, in Trentino inizia a crescere la febbre politica, specie tra le fila della maggioranza uscente di centro sinistra autonomista che oggi naviga in una gravissima crisi di consensi, oltretutto profondamente divisa al suo interno sulla figura del candidato presidente da proporre come coalizione.

Proprio dalle fila della maggioranza uscente, il Patt cerca di dare la spallata imponendo il proprio presidente uscente, Ugo Rossi, per un mandato bis, suscitando i dubbi, mal di pancia e ritrosie varie da parte dei suoi partner di governo Pd e dell’Upt, consci del fatto che la ricandidatura di Rossi, già profondamente minata sul lato della credibilità personale e degli scarsissimi successi conseguiti nel corso della legislatura, è come partecipare ad una corsa con un cavallo azzoppato. Semmai, il problema più grave è che a fronte di un candidato uscente bolso, non esiste al momento un candidato di spicco capace di calamitare e trainare i partiti del centro sinistra autonomista che sono usciti sonoramente bastonati dalle Politiche e che si vedono erodere giorno dopo giorno la base di consenso. Difficile trovare un cireneo quasi sicuramente votato alla sconfitta.

Aria totalmente differente in casa del centro destra trentino, che ha trionfato alle scorse politiche infliggendo un sonoro cappotto alla maggioranza provinciale e che ora vede all’orizzonte la plancia di comando dell’Autonomia speciale trentina dopo vent’anni di opposizione. Se all’interno della compagine di centro destra non prevarranno i personalismi e le ripicche personali che hanno minato la possibilità di vittoria di un lustro fa, la vittoria del 21 ottobre prossimo è data praticamente certa da tutti, anche perché i cinque anni di governo della maggioranza uscente di centro sinistra autonomista sono stati deludenti su praticamente tutti i fronti, con il risultato che oggi il Trentino è addirittura arretrato per ricchezza e cresciuto a livelli inimmaginabili per il tasso di povertà dei residenti (quasi un quarto della popolazione), mentre il vicino Alto Adige corre spedito verso nuovi successi. Ovvio che gli elettori abbiano una sana voglia di cambiare cavallo per vedere se il cocchio trentino riesce finalmente ad essere competitivo nella gara della crescita e dello sviluppo sociale ed economico. Ma molto dipende anche dalla personalità del cavallo che il centro destra metterà in pista, che è chiamato a costruire e a tessere reti e alleanze piuttosto che a procedere con la logica dello schiacciasassi.

In mezzo si piazzano le formazioni d’ispirazione civica che pare siano finalmente riuscite a dare consistenza a quello che potrebbe essere a tutti gli effetti il terzo polo della politica trentina, forte di un’espressività che va oltre i tradizionali confini dell’appartenenza partitica, anche se molti dei suoi appartenenti sono fuoriusciti da partiti di cui non condividevano più né programmi, né metodi di azione politica. Un terzo polo, quello che fa riferimento a Rodolfo Borga, Geremia Gios e Walter Kaswalder, che sembra guardare più ai probabili vincitori che a quelli dati per sicuri perdenti, nell’ambito di una «logica di alternativa che si rende necessaria affinché le nostre comunità recuperino fiducia nel futuro. Alternativa che è indispensabile per porre le basi di uno sviluppo che sappia recuperare valori antichi interpretandoli con strumenti moderni». Anche da questa realtà, che a tutti gli effetti potrebbe costituire un nuovo centro di gravità per l’Autonomia trentina anche per bilanciare un centro destra un po’ troppo sbilanciato verso la destra, l’apertura «al contributo di quanti condividendo la necessità e l’urgenza di un cambiamento, sono disponibili a dare il loro apporto per migliorare le nostre proposte. Apertura che riguarda anche tutte le persone che, con spirito di servizio, in questi anni si sono impegnate, in schieramenti diversi, per lo sviluppo della comunità trentina».