Più contributi agli immigranti? Ennesima piroetta del centro sinistra autonomista trentino

La denuncia della Civica Trentina “spinge” la maggioranza a rimangiarsi il provvedimento. Rossi: «un errore tecnico». Civettini: «fatta giustizia. Sarebbe stata una clamorosa ed illegittima penalizzazione delle aziende trentine». 

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La delibera galeotta con cui la provincia di Trento concedeva maggiori benefici alle imprese promosse da immigrati e richiedenti asilo a discapito di tutte le altre imprese (vedere https://www.ilnordestquotidiano.it/2018/05/23/nuova-imprenditorialita-la-provincia-di-trento-pensa-piu-agli-immigrati-che-ai-trentini/) è durata giusto una settimana.

Nella seduta immediatamente successiva, la Giunta provinciale di centro sinistra autonomista ha fatto la classica conversione ad “U” dinanzi alla denuncia sollevata dal consigliere provinciale Claudo Civettini (Civica Trentina) che aveva sollevato l’incongruenza, cancellando il passaggio contestato.

Una sorta di “vorrei ma non posso” che ha ispirato qualche “manina” che ha infilato nel testo della delibera mandata all’approvazione della Giunta provinciale il passaggio con cui si stabiliva un aumento del 10% dei contributi alle imprese costituite «esclusivamente da migranti o richiedenti asilo», evidenziando, oltre al problema di carattere meramente tecnico, anche quello politico che ha una valenza doppia: oltre ad avere ideato un provvedimento di chiaro sapore ideologico a meno di sei mesi dalle elezioni provinciali, emerga anche il fatto che gli assessori provinciali leggono poco e male quello che vanno ad approvare.

Il presidente della provincia, l’autonomista Ugo Rossi, prova a buttare acqua sul fuoco: «un errore che abbiamo corretto perché così il bando era inapplicabile. L’obiettivo era ragionevole, favorire l’integrazione degli immigrati, ma lo strumento non regge». Già: se solo quanto andava in approvazione alla Giunta fosse stato minimamente degnato di attenzione, la cosa non sarebbe sfuggita, evitando una figura di tolla. Strano il silenzio che si leva dall’assessorato allo sviluppo economico retto dal vicepresidente della giunta provinciale, il piddino Alessandro Olivi, espressione di una parte politica che non ha mai fatto mistero di guardare ai “nuovi cittadini” come un potenziale bacino elettorale da cui attingere per rimpinguare i propri voti ormai fuggiti verso lidi pentastellati o leghisti: sembra che il suo assessorato che materialmente ha predisposto la delibera sul tema sia letteralmente evaporato nel nulla.

Sul fronte opposto, chi gongola è l’autore della scoperta che ha inchiodato per l’ennesima volta la maggioranza di centro sinistra autonomista all’incapacità di governo dell’Autonomia speciale: per noi si tratta chiaramente di una grande vittoria poiché così, implicitamente, la giunta provinciale ammette e riconosce che la propria delibera sarebbe stata una clamorosa ed illegittima penalizzazione delle aziende trentine in favore dell’indefinibile – e indefinita – galassia delle aziende gestite “esclusivamente da migranti o richiedenti asilo” – chiosa Claudio Civettini della Civica Trentina -. Ringrazio con l’occasione pure tutti coloro si son fatti belli accodandosi, ma senza dirlo, alla denuncia di Civica Trentina, teniamo a precisare come questa sia una vittoria politica anche, anzi soprattutto, di un modo di fare opposizione serio, basato sull’attento controllo dell’operato della giunta e non su slogan urlati dal forte appeal demagogico». Una stilettata bell’e buona verso i potenziali partner (Forza Italia e, soprattutto, Lega) di una possibile, futura maggioranza di centro destra che, sull’onda del travolgente risultato incassato alle scorse Politiche, si muove nella tessitura delle alleanze come un elefante in un negozio di cristalleria.