Cresce il comparto della metalmeccanica tra Padova e Treviso

Dopo il balzo nel 2017 (+4,4%), la crescita si assesta nel I trimestre 2018 con un +0,6%. Tra Treviso e Padova si concentra il 41% della meccanica veneta, 95.000 addetti, 10,7 miliardi di export (40,4%). 

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Prosegue la fase espansiva dell’industria metalmeccanica, spina dorsale del manifatturiero di Padova e Treviso, nonostante il rallentamento fisiologico. Nel primo trimestre 2018 la produzione aumenta su base annua dello 0,6%, dopo il +4,4% messo a segno nella media del 2017.

La spinta viene dalla domanda interna (+2,9%), mentre le esportazioni segnano un aumento tendenziale del +1,5%, sostenuto dalle vendite extra-Ue (+3,9%), piatte le vendite in Europa (+0,1%). Prosegue il recupero dell’occupazione, pari al +1,1% nel primo trimestre (dopo il +2,5% nel 2017). Ancora positiva la dinamica degli ordinativi su base annua (+3,8%), sia pure meno tonica rispetto al balzo nel 2017 (+8,8%). Nonostante la fase di incertezza e i nuovi rischi geopolitici, le aspettative e la propensione delle imprese ad investire sono moderatamente positive. Il 42,6% prevede un aumento della produzione nel prossimo semestre, il 45,5% ordini esteri in salita. Un terzo delle imprese (32,1%) aumenterà gli investimenti.

È il quadro che emerge dall’indagine sulla congiuntura dell’industria metalmeccanica realizzata da Confindustria Padova e Unindustria Treviso, in collaborazione con Fondazione NordEst, su un campione di 250 aziende delle due province. Tra Treviso e Padova opera un distretto metalmeccanico aggregato con 9.914 imprese (41,2% del comparto in Veneto) e oltre 95.600 addetti (40,2% del totale). Un volume di esportazioni di oltre 10,7 miliardi di euro nel 2017, pari al 40,4% del totale regionale.

Uno dei primi poli meccanici e meccatronici in Italia, con una proiezione internazionale che nel 2017 si è tradotta in un aumento delle esportazioni del 6,7% (+7,4% extra-Ue). E un’area del nuovo “triangolo industriale” italiano, impegnata nella trasformazione 4.0, in cui le politiche del nuovo Governo, è questo l’auspicio, potranno misurarsi con la vita reale delle imprese.

«L’iniziativa con Federmeccanica è un evento corale per far conoscere il ‘cuore’ dell’industria italiana e dei nostri territori, che mi auguro sarà al centro della politica del nuovo Governo per il lavoro e la crescita – dichiara Mario Ravagnan, presidente della Sezione metalmeccanici di Confindustria Padova -. In un contesto in cui ha pesato l’instabilità politica e oggi rischi geopolitici e dazi, l’attenzione dovrà essere massima in Italia e in Europa per scongiurare una guerra commerciale, recuperare produttività attraverso la contrattazione in azienda e dare supporto e fiducia agli operatori. A Padova e Treviso l’iniziativa è alla vigilia dell’integrazione tra le nostre associazioni, che darà ancor più voce e forza alla nostra eccellenza metalmeccanica».

«Nella grande associazione che andremo a costituire con l’assemblea del 15 giugno – dichiara Antonella Candiotto, presidente del Gruppo metalmeccanico di Unindustria Treviso – batte già un “cuore” metalmeccanico, ricco di specializzazioni, competenze e fortemente proiettato all’innovazione in tutti gli ambiti. Un protagonista della storia industriale di questo territorio fortemente proiettato al mondo e alle nuove frontiere aperte dalla digitalizzazione. Un asset che parte dal capitale umano, che tanto nel contratto nazionale quanto in quelli aziendali è al centro di modelli avanzati di welfare, formazione continua, investimenti in sicurezza, nuova organizzazione dei tempi di lavoro».