Automobili ad alimentazione alternativa: in Europa la strada è ancora lunga

Studio dell’Anfia sull’evoluzione del mercato e prospettive future di un mercato ancora marginale a livello continentale, se si eccettua paesi come la Norvegia che hanno sussidiato pesantemente l’auto elettrica. 

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automobili ad alimentazione alternativa

Il mercato delle automobili ad alimentazione alternativa in Europa è ancora marginale elo studio condotto da Anfia lo dimostra. Su un mercato complessivo di 4,3 milioni di auto nuove, quelle ad alimentazione alternativa (gas, gpl, ibride, ibride ricaricabili ed elettriche) è ancora marginale.

A gennaio-marzo 2018 il mercato delle autovetture nuove in Europa risulta in leggera crescita rispetto ai volumi dell’analogo periodo del 2017: +0,6% con circa 4,3 milioni di unità.
Continua il trend negativo per il mercato delle auto diesel, in calo tendenziale del 17%, pari ad una perdita di 331.000 unità e una quota di mercato del 38%. Aumentano invece le vendite di auto a benzina che crescono del 14%, pari a 295.000 unità in più rispetto al volume delle vendite di gennaio-marzo 2017 e conquistano il 55% del mercato. L’incremento del mercato delle auto a benzina è pari al volume delle auto ad alimentazione alternativa vendute nei primi 3 mesi dell’anno.

La contrazione del mercato diesel sta determinando un aumento delle emissioni medie di CO2 delle nuove auto vendute che si è già evidenziato nel 2017. Secondo i dati preliminari dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, l’emissione media di CO2 delle nuove auto immatricolate nel 2017 è stata di 118,5 g/km, in aumento di 0,4 g/km rispetto alla media del 2016. Dal 2010, anno di avvio del monitoraggio previsto dalla legislazione europea, le emissioni medie sono diminuite di 22 g CO2/km. Per raggiungere il target del 2021 di 95 g CO2/km, occorre che la media delle emissioni si riduca ancora di 23,5 g/km, un’impresa impossibile senza il contributo delle auto nuove diesel, che producono meno CO2 delle auto a benzina.

Un fattore incidente sulla produzione di CO2 è la massa delle autovetture, che risulta in aumento per le auto a benzina di 27 kg rispetto al 2016, mentre quella delle auto diesel è rimasta costante negli ultimi due anni.
I mercati delle auto diesel che registrano le perdite in volumi più consistenti sono: Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Belgio, Irlanda e Austria; il calo delle auto diesel in questi sette Paesi vale il 90% del calo complessivo registrato nel trimestre. L’Italia registra una flessione del mercato diesel del 3% circa. I Paesi Bassi invece registrano un aumento delle vendite di auto diesel del 7%.

In UE/EFTA vivono 525,5 milioni di persone e circolano oltre 265 milioni di autovetture, pari ad 1 autovettura ogni 2 abitanti. L’automobile rappresenta il mezzo più utilizzato negli spostamenti, pari all’83% del traffico passeggeri misurato in passeggeri per km (dato 2015, Eurostat), con quote più basse solo in alcuni dei nuovi Paesi Membri.

Nell’UE, escluso EFTA, lo stock delle auto registrate (259,7 milioni) ha un’età media di 11 anni (media UE 2016, ACEA), in aumento costante dal 2007 (era di 8,4 anni). La quota delle auto ad alimentazione alternativa è il 5,1% del parco, quota che include le auto a metano, GPL, elettriche, ibride plug-in, fuel cell (escluso ibride tradizionali).

Sull’evoluzione più o meno rapida del mercato delle auto nuove ad alimentazione alternativa occorre considerare alcuni fattori significativi, tra i quali la diffusione della rete distributiva dei carburanti alternativi o di ricarica per i veicoli elettrici; misure a sostegno del mercato ad alimentazione alternativa (tasse sui carburanti, incentivi all’acquisto); nel caso della mobilità elettrica si aggiungono anche il costo per l’acquisto dell’auto, che è più alto se comparato ad un’auto con motore a combustione interna; la percentuale di popolazione urbana rispetto a quella rurale (Italia 69% vs UK 83%, Paesi Bassi 90%, Francia 80%, Germania 75%, dati di fonte Nazioni Unite); il reddito pro-capite della popolazione (quello della Norvegia è il più alto dell’UE/EFTA)

Nel 2017, in Unione europea, le immatricolazioni di autovetture ad alimentazione alternativa hanno quasi raggiunto la soglia del milione di unità (953.355 unità), in crescita del 39% sul 2016, esattamente 265 mila vetture in più. Nei primi tre mesi del 2018, secondo i risultati preliminari di ACEA, le nuove immatricolazioni di autovetture ad alimentazione alternativa superano le 295.000 unità, in crescita tendenziale del 25%.
Secondo la tipologia di alimentazione, il mercato si compone di oltre 88.300 auto elettriche, di cui 43.600 a batteria (incluso fuel cell) e 44.700 ibride plug-in (incluso extended range); 145.200 ibride (mild&full) e 61.900 auto a gas (gas naturale, GPL, E85-metanolo).

Nell’UE15 la crescita del mercato delle auto ad alimentazione alternativa è del 27%. Con circa 256.000 immatricolazioni, l’area rappresenta l’86,7% del mercato europeo delle sostenibili.
Nell’area dei nuovi Paesi membri la crescita del mercato ad alimentazione alternativa è del 21%. Con quasi 15.000 nuove registrazioni, l’area rappresenta appena il 5% del mercato.

Nell’area EFTA il mercato delle auto sostenibili aumenta dell’8,5%. Con oltre 24.000 nuove registrazioni, l’area rappresenta l’8,3% del mercato (era il 9,5% un anno fa).
Complessivamente la quota delle auto “ecofriendly” nell’UE/EFTA è pari al 6,9% del mercato complessivo. In UE/EFTA 1 auto ogni 48 immatricolate (tutte le alimentazioni) è elettrica (ECV), valore che sale a 1 auto ogni 59 immatricolate se si esclude l’EFTA. Per quanto riguarda le aree UE15 e UE Nuovi Membri, il rapporto è rispettivamente di auto ECV ogni 56 e ogni 221 immatricolate, mentre per l’area EFTA il rapporto precipita a 1 vettura ECV su 6 immatricolate.

Secondo questo rapporto, il paese leader per quanto riguarda le vendite di auto elettriche è la Norvegia (1 auto ogni 2 immatricolate sul mercato totale nazionale), seguita dalla Svezia (1:14), Finlandia (1:23), Paesi Bassi (1:30) e Svizzera (1:32). A fondo classifica si trovano Estonia, Lituania e Slovacchia che hanno un rapporto di 1 autovettura ECV ogni 500 immatricolate.

Il totale di auto ibride (HEV, escluso PHEV e EREV) immatricolate nel I trimestre 2018 rappresenta quasi la metà delle auto ad alimentazione alternativa (49,1%), con una variazione positiva del 22,9%, mentre il mercato delle auto a gas cresce del 12,2%, con una quota del 21%, pari a 2,4 punti in meno rispetto alla quota realizzata un anno fa.

Tra i Paesi europei, Norvegia, Svezia e Finlandia sono quelli che a gennaio-marzo 2018 hanno il mercato ad alimentazione alternativa che pesa di più rispetto al proprio mercato totale (tutte le alimentazioni): in Norvegia la quota delle autovetture ad alimentazione alternativa ha superato la metà del mercato (58,6% di quota), in Svezia è il 14% del mercato, seguono Finlandia, con una quota di alternative sul totale del mercato del 13,9%, Italia con l’11,9% di quota, Paesi Bassi con l’8,6%, Spagna e Svizzera con il 6,4%. Gli altri major markets europei, Germania, Francia e UK, hanno quote di auto ad alimentazione alternativa sul proprio mercato rispettivamente del 4,7%, 6,0% e 5,1%.

I cinque major markets europei hanno immatricolato 201.000 nuove autovetture ad alimentazione alternativa, con una quota che vale il 6,6% del relativo mercato complessivo nei primi 3 mesi del 2018.

In Italia il mercato delle auto “ecofriendly” ha superato le 68.000 unità, +9%. Il 67,6% del mercato è costituito da auto
a gas, il 29,7% da auto ibride tradizionali e il 2,7% da auto ricaricabili (puro elettrico e plug-in). Le auto ad alimentazione alternativa rappresentano l’11,9% del mercato. Le auto a gas hanno anche una penetrazione nel parco 8 circolante molto significativa: a fine 2017 rappresentano l’8,4% di tutte le registrazioni. Le auto con altre alimentazioni alternative sono appena lo 0,5% del parco.