L’A27 diventi gratuita e l’A22 sia definitivamente proprietà di Anas

Bond: «il sistema delle concessionarie autostradali generano tanti guadagni per i privati ma pochi investimenti a favore degli utenti che pagano pedaggi molto cari». 

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a27 diventi gratuita

Il crollo del ponte Morandi di Genova sull’Autostrada A10 ha dato la stura al ripensamento del sistema di gestione della rete autostradale italiana, con M5s e Lega che propongono la revoca della concessione in capo ad Autostrade per l’Italia (gruppo Atlantia-Benetton) che gestisce circa 3.000 dei 6.000 chilometri della rete. In questo contesto, la proposta del deputato bellunese di Forza Italia, Dario Bond, che consiglia di fare da subito due azioni: la gratuità dell’A27 e il passaggio dell’A22, la cui concessione è scaduta da 4 anni, dalla concessionaria Autobrennero Spa all’Anas senza ulteriori proroghe pasticciate.

«Se i privati non investono nelle opere di miglioria e adeguamento della rete autostradale che hanno in concessione, tanto vale nazionalizzare e aiutare i cittadini e le imprese. Si inizi con il rendere gratuita la tratta autostradale A27 tra Belluno e Mestre e a passare l’A22 dall’Autobrennero Spa ad Anas – dice Bond -. Nei periodi delle vacanze estive e invernali, si registrano migliaia di passaggi al giorno verso la montagna e verso il mare, con notevoli ricavi per i privati, ma le condizioni dell’A27, soprattutto nel tratto da Vittorio Veneto a Belluno e Longarone, non sono certo di alta qualità. In più – prosegue Bond – l’A27 è un’opera incompiuta perché una volta arrivati a Pian di Vedoia, si finisce in un “cul de sac”, con incolonnamenti lunghi chilometri. Azzerando o riducendo pesantemente i pedaggi sulla Venezia-Pian di Vedoia, si aiuterebbe il turismo e la gente della montagna».

Bond vede bene la proposta fatta solo pochi giorni fa dal presidente di Unioncamere del Veneto, Mario Pozza, di prolungare l’A27 verso Monaco di Baviera: «è una proposta sensata che darebbe finalmente al Veneto uno sbocco verso i mercati del Nord Europa e che sgraverebbe di parte del traffico l’A22, ormai satura e dove la circolazione è sempre più difficile. Per l’economia del Veneto sarebbe un importante leva strategica per l’internazionalizzazione e mi fa piacere che l’assessore regionale alle infrastrutture Elisa De Berti abbia ribadito che il prolungamento dell’A27 è all’interno delle strategie di Eusalp, oltre ad essere uno degli obiettivi della legislatura regionale».

Bond “apre” anche alla nazionalizzazione della rete autostradale esistente: «non chiedo nulla di nuovo, ma solo il rispetto degli accordi originari alla base del rilascio delle concessioni. Gran parte della rete autostradale italiana è stata costruita nella seconda metà del secolo scorso, a partire dagli anni Sessanta. Lo Stato non aveva i soldi sufficienti per realizzarle in proprio e s’inventò lo strumento della concessione, con cui la proprietà dell’infrastruttura autostradale da realizzare era dello Stato (ente concedente), ma gli oneri per la realizzazione e per la gestione erano a carico del concessionario privato, il quale rientra della spesa con un congruo utile per il periodo di durata della concessione, in origine fissata in trent’anni, al termine della quale in concessionario sarebbe automaticamente cessato e il bene passato nella piena disponibilità dello Stato, che avrebbe anche potuto togliere il pedaggio».

Ma così non è stato. «Sì, perché la classe di governo nazionale e locale composta da Dc, Pci (in tutte le sue successive declinazioni) e Psi hanno preferito “aiutare” gli “amici”, prorogando le concessioni già in essere per altri lustri, per di più senza gara pubblica, solo con la scusa di effettuare ammodernamenti dell’esistente o fare qualche bretella qua e la, ovviamente ripagata dall’estensione della concessione su tutta la tratta già realizzata ed ammortizzata, magari anche con un incremento complessivo del pedaggio. Si è venuta a creare una rendita di posizione clamorosa che ha finito con l’impoverire imprese e famiglie con pedaggi sempre più esosi e con servizi sempre più scarsi – continua Bond -. Eclatante a questo proposito il caso di Autostrade per l’Italia del gruppo Atlantia-Benetton: solo nel 2017 Autostrade ha fatto ricavi per 3,94 miliardi di cui 3,6 miliardi solo sui pedaggi. Ma è il livello della marginalità industriale che è da record. Tolti i costi, il margine lordo si è attestato l’anno scorso a 2,45 miliardi. Ogni 100 euro di ricavi, 62 euro è la profittabilità industriale. E al netto di tasse e ammortamenti vari, l’utile netto è stato di quasi un miliardo di euro. A fronte di investimenti che raggiungono a malapena il 10% del margine lordo. Così non si può andare avanti ed è necessario che la rete torni ad essere in mano allo Stato».

Se per la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia le procedure sono indubbiamente complesse, viceversa più facile è il passaggio della concessione di A22 dalla concessionaria Autobrennero Spa all’Anas. «In questo caso, la concessione A22 è scaduta già da quattro anni. Il ministro Delrio ha cercato in tutti i modi di favorire gli enti locali del Trentino Alto Adige che detengono la maggioranza assoluta della concessionaria – il resto è ripartito tra agli altri enti locali attraversati dal tracciato – guidati dalla stessa maggioranza dell’allora governo di centro sinistra. Lo Stesso Delrio era in procinto di essere “paracadutato” nel collegio sicuro di Bolzano per essere rieletto in Parlamento, poi andato in sorte a Maria Elena Boschi. Al ministero delle Infrastrutture i dirigenti sono contrari alla strada scelta dalla politica per riassegnare la concessione per altri trent’anni al Trentino Alto Adige tramite l’“in house”, dove avrebbe una presenza importante anche l’Anas. Meglio semplificare e rendere omaggio alla concessione originaria, passando l’A22 direttamente all’Anas e da subito, in modo che questo possa impegnarsi nel potenziamento dell’arteria con la realizzazione della terza corsia, portando alle casse dello Stato gli incassi che oggi finiscono nella mani della maggioranza di centro sinistra autonomista che governa il già privilegiato Trentino Alto Adige. Con una gestione Anas di A22 – sottolinea Bond – potremmo avere pedaggi più bassi e un servizio migliore, degno di un’arteria d’importanza strategica».

Di qui l’appello che Bond fa al governo giallo-verde: «gratuità da subito per l’A27 e passaggio all’Anas con taglio dei pedaggi per l’A22».