Emigrazione: 15 ragazzi discendenti da emigrati giuliani ricevuti in Regione

Roberti: «contatti ben saldi grazie all’opera delle associazioni degli emigrati». 

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discendenti da emigrati giulian

Quindici ragazzi e ragazze fra i 18 e i 35 anni provenienti da Argentina (7), Brasile (3), Uruguay (2), Australia (2) e Sud Africa(1), discendenti da emigrati giuliani, sono stati ricevuti dall’assessore ai corregionali all’estero del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, a conclusione del XX stage Giovani organizzato dall’Associazione Giuliani nel Mondo (Agm) con il sostegno della Regione.

Insieme a loro, accompagnati da presidente e direttore dell’Agm, Dario Locchi e Fabio Giberna, anche cinque ultrasettantenni originari di Pirano, Monfalcone, Capodistria e Pola, attualmente residenti in Uruguay, Australia e Brasile, protagonisti della VII edizione del soggiorno EverGreen.

«Queste iniziative – ha affermato Roberti – contribuiscono concretamente a mantenere ben saldi i legami tra il Friuli Venezia Giulia e i suoi corregionali all’estero. Sono rapporti che spaziano tra l’affettività nei confronti delle proprie radici e la prospettiva di avviare o implementare collegamenti professionali così come corridoi commerciali. La Regione – ha garantito Roberti – appoggia convintamente l’attività delle associazioni di corregionali all’estero e, a questo proposito, stiamo anche rimodellando la struttura operativa dedicata per essere sempre più vicini alle esigenze reali di chi, con grande impegno e dedizione, opera per favorire il mantenimento e lo sviluppo dei contatti in tutto il mondo».discendenti da emigrati giuliani

Tra i vari interventi che hanno contraddistinto l’incontro, i ringraziamenti per «una settimana molto formativa e conoscitiva» formulati dal più giovane partecipante, il diciottenne Bruno Settecase, studente di architettura a Rosario, in Argentina, e la commossa testimonianza di Maria Josè Cettina de Luca Coltro, presidente del circolo Agm di Curitiba, in Brasile, che ha ringraziato «chi ci consente di ritrovare la nostra identità o di scoprire chi erano e da dove venivano i nostri padri, nonni e ormai anche bisnonni. Questa opportunità – ha sottolineato la presidente – ha un valore immenso per tutti noi, dai più giovani, che solo in questo modo possono prendere coscienza del passato e instaurare rapporti personali e professionali per il loro futuro, ai meno giovani che hanno la possibilità di rivivere ciò che hanno lasciato ed apprezzarlo nella forma attuale».

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