Al Cimec di Trento inaugurata una nuova “macchina” per il cervello

La nuova risonanza da 3 tesla è una delle più potenti per la ricerca clinica nelle malattie come Parkinson, sclerosi multipla e Alzheimer. 

0
888
Cimec

A Mattarello il Centro Mente/Cervello dell’Università (CIMeC) di Trento ha presentato le sue attività, le applicazioni della risonanza magnetica appena acquistata e l’utilizzo dei laboratori di stimolazione transcranica e magnetoencefalografia. Uno strumento potente e all’avanguardia, prezioso per “fotografare” lo stato di forma e il comportamento del cervello e quindi studiare tutte le malattie che lo affliggono come il Parkinson, la sclerosi multipla e l’Alzheimer.

«La Fondazione Caritro ha sostenuto fin dall’inizio il progetto di sviluppare un centro che studiasse il funzionamento del cervello – ha detto Carlo Miniussi, direttore del CIMeC -. Lo scorso ottobre abbiamo celebrato i primi 10 anni. Il CIMeC è cresciuto, ha intessuto una rete di collaborazioni internazionali di primo livello. Al tempo stesso vogliamo essere un centro di ricerca universitario che si occupa di neuroscienze anche a servizio dei bisogni del territorio, a cominciare dalle persone con patologie del sistema nervoso come la malattia di Alzheimer o altre demenze».

Con i suoi 3 Tesla e una dotazione strumentale di primissimo ordine, la nuova RM è tra le macchine più potenti ed evolutepresenti sul mercato mondiale per la ricerca clinica. La nuova risonanza è in grado di soddisfare le sofisticate richieste dei progetti di ricerca attivi al Centro Mente/Cervello in termini di qualità delle immagini, di velocità e di stabilità nel tempo. Tra le numerose iniziative scientifiche portate avanti al CIMeC, la macchina sarà fondamentale per lo sviluppo dei tanti progettiattualmente finanziati dal Consiglio Europeo della Ricerca (ERC), contribuendo a consolidare il ruolo dell’Università di Trento nel panorama internazionale della ricerca.

Il CIMeC ha presentato, inoltre, l’utilizzo dei laboratori di stimolazione transcranica, metodica sperimentale utilizzata anche nella ricerca per interventi non farmacologici sui malati di Alzheimer, e la magnetoencefalografia, che permette di ottenere informazioni molto dettagliate su come comunicano tra loro i neuroni.Cimec

Fra le numerose attività di ricerca che il CIMeC conduce, particolare rilievo è dato ai temi dell’età matura. C’è il lavoro diagnostico/riabilitativo sui deficit cognitivi svolto al Centro di Riabilitazione Neurocognitiva, CeRiN, e quello finalizzato alla diagnosi precoce delle demenze. Di recente, poi, il CIMeC ha promosso una rete interdipartimentale di ricercatori e ricercatrici all’interno dell’Ateneo per affrontare il tema dell’invecchiamento attivo e della plasticità cognitiva e neurale attraverso una prospettiva multidisciplinare.

© Riproduzione Riservata