Il governo del “basta tasse” tartassa i Suv

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governo del “basta tasse” tartassa i Suv

Cadrebbero nel nuovo balzello all’acquisto le vetture relativamente più pesanti. Il 30% delle immatricolazioni del mercato italiano – a tanto vale la fetta dei Suv – a rischio.

Quello nato dal famoso contratto tra Lega e Movimento 5 Stelle doveva essere il “governo del cambiamento”, ma in campo automobilistico continua la vecchia tradizione di tartassare a prescindere il settore: il governo del “basta tasse” tartassaSuv. Questa volta, dopo le auto con potenza superiore ai 250 Cv, entrano nel mirino delle gabelle i potenziali acquirenti di Suv. Uno scenario che ha fato scattare la reazione delle categorie del settore.

«Le principali Associazioni del settore (Anfia, Federauto e Unrae), rinnovano al Governo la richiesta di eliminazione dalla manovra di bilancio di ogni ulteriore gravame fiscale a carico degli automobilisti, già enormemente vessati» scrivono in una nota congiunta evidenziando come «i primi a farne i conti sarebbero i cittadini virtuosi che acquistano una nuova vettura, che in ogni caso inquinerà meno di una “vecchia”, il mercato dell’auto subirà una pesante flessione, con conseguenze per l’occupazione e per le entrate dello Stato: meno veicoli venduti corrispondono a meno imposte incassate. Ricordiamo che nel 2017 la contribuzione derivante dall’acquisto dei veicoli (versamento IVA e IPT), è stata di 9,4 miliardi di Euro». Insomma, il solito boomerang autolesionistico, già sperimentato co il superbollo sulle auto potenti le cui immatricolazioni (con conseguente gettito fiscale e tributario) sono crollate a favore del leasing e noleggio a lungo termine estero, con tanti saluti pure alla sanzionabilità nelle contravvenzioni al Codice della strada.

«Evidenziamo nuovamente che, essendo la norma tarata sulla CO2, un climalterante e non un inquinante, non appare corretto parlare di “politiche per il miglioramento della qualità dell’aria” che hanno come obiettivo la riduzione di smog, inquinamento e polveri sottili – scrivono nella loro nota Anfia, Federauto e Unrae -. In termini ambientali, non vi sarebbero particolari effetti positivi perché nelle strade italiane continuerebbero a circolare veicoli con oltre 20 anni di età, mentre si tasserebbero, disincentivandone l’acquisto, veicoli di ultima generazione con prestazioni ambientali superiori alla media del parco circolante. La misura quindi sarebbe inefficace e impatterebbesu vetture del segmento premium, già assoggettate al superbollo, e del segmento medio, mono-volumi e multi-spazio, usate dalle famiglie italiane e dai piccoli operatori economici».

«Pur ritenendo positivo un incentivo strutturale pluriennale (bonus) all’acquisto dei veicoli a basse emissioni nell’ottica della neutralità tecnologica ed avendo avanzato proposte concrete a sostegno di tali misure, ribadiamo la totale contrarietà del settore ad ogni previsione legislativa relativa a un aggravio di costi (malus) per chi acquista un nuovo veicolo di ultima generazione. Ancora una volta, chiediamo che la misura venga ripensata, insieme agli operatori del settore, e posticipata al 2020, in coerenza con il timing dei nuovi obiettivi europei, per far sì che siano calibrati al meglio anche gli effetti sul mercato e sulla produzione industriale. L’auspicio è che il Governo “del cambiamento” non si uniformi a misure vecchio stampo come il superbollo, che ha ampiamente dimostrato il suo fallimento».

Già, soprattutto in un mercato, italiano ed europeo, dove il “famigerato” Suv non è più solo sinonimo di un mezzo paramilitare come un Hummer, ma anche una comune utilitaria rialzata. Se la definizione del nuovo segmento da tassare entrerà solo quella generica di Suv, a rischio anche molti modelli di successo di casa FCA, dalla Fiat 500X alla Jeep Renegade e Jeep Compass, prodotte nel Belpaese, che tutto possono dirsi che oggetti di lusso e status simbol, mentre che ne vorrà uno costoso e di lusso continuerà ad utilizzarlo fottendo il fisco e l’intelligenza degli amministratori pentaleghisti ricorrendo al leasing e noleggio a lungo termine estero, risparmiando pure.

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