Elezioni europee, l’alleanza SVP-FI innesca le critiche della base azzurra

Ma in Veneto si scatena la protesta visto che la Regione rischia di perdere un seggio a favore del partito altoatesino. Giorgetti: «Forza Italia assomiglia a Saturno che divora i propri figli». 

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alleanza SVP-FI

Alleanza SVP-FI in vista delle elezioni europee di maggio prossimo, in Alto Adige. Il partito etnico tedesco SVP si sta riposizionando per mantenere il proprio rappresentante nel Parlamento di Bruxelles. Per fare rieleggere l’uscente Herbert Dorfmann il partito di Arno Kompatscher e Philipp Achammer ha deciso di cambiare cavallo, mollando il tradizionale partner PD a favore di Forza Italia. Una scelta che non si sa quanto sia vincente, sia per avere mollato un PD oggettivamente in crisi ma fedele e storico alleato, sia perché il partito azzurro non sta passando uno dei suoi periodi migliori, anzi.

L’alleanza SVP-FI è una scelta verticistica, imposta direttamente da Arcore che è andata di traverso alla base veneta, la quale si vedrà defraudata di uno dei suoi due attuali seggi, con il restante che è a serio rischio per via del consenso sempre più sparuto in Regione. Di questo malessere se ne è fatto interprete il capogruppo in Consiglio regionale veneto di Forza Italia-Alleanza per il Veneto, Massimo Giorgetti: «Forza Italia assomiglia sempre di più a Saturno, figura mitologica che divorava i propri figli. Infatti nello stesso modo, Forza Italia divora i propri eletti infischiandosene di chiunque, compiendo errori su errori. Scegliere di allearsi alle europee nel NordEst con il partito sudtirolese della Svp, significa perdere un europarlamentare al NordEst ed in Veneto, è senza dubbio una scelta incomprensibile che danneggia ulteriormente il nostro territorio».

Secondo Giorgetti «le critiche che ho fatto in questi anni e i problemi che ho sollevato è evidente che non erano, come diceva l’ex coordinatore regionale Paroli, sbagliate ma erano invece corrette e assolutamente fondate. Credo sia ormai chiaro a tutti che Forza Italia ciclicamente sacrifica il Veneto sull’altare di accordi al ribasso, come accadde per esempio 10 anni con la Lega, senza ricavarne nulla. I primi a subire questa scelta sono gli eletti che non trovano spazio per portare avanti le istanze dei cittadini e in secondo luogo gli elettori che si sentono abbandonati dal partito che hanno votato e scelgono di votare per altri più affidabili. Mi pare di capire quindi – conclude Giorgetti – che non ero io il problema e che, prima o poi, capita a tutti subire le scelte sbagliate di un partito, Forza Italia, che invece di aggregare e di attrarre, si chiude in sé stesso, perdendo attrazione ed elettorato».

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