Friuli Venezia Giulia: incentivi ai pescatori per la raccolta della plastica in mare

Scoccimarro: «un contributo pubblico per ripulire il mare dai rifiuti che a terra saranno destinati al riciclaggio». 

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plastica in mare

La lotta all’inquinamento marino provocato dalla plastica vedrà promotrice la Regione Friuli Venezia Giulia – attraverso una sinergia a livello parlamentare – di un’iniziativa che coinvolgerà i pescatori, ai quali verrà riconosciuto un contributo economico per la raccolta della plastica in mare che porteranno a terra destinati al riciclo.

Lo ha annunciato a Trieste l’assessore regionale all’ambiente, Fabio Scoccimarro, intervenendo alla Conferenza intitolata “Un mare di plastica”, nel corso della quale la biologa marina Paola Del Negro ha parlato delle pesanti conseguenze sulla salute umana provocate dalla quantità di plastiche presenti negli oceani e nei mari.

In particolare, è stata illustrata la formazione, attraverso le correnti, di ben cinque isole costituite da immondizie (all’80% materiali plastici), di cui una – nel nord del Pacificogrande quanto la Gran Bretagna. Ogni anno, finiscono in mare circa 8 milioni di tonnellatedi plastica, di queste il 20% proviene dalle navi mentre il restante 80% da terra. La lunga conservazione del materiale causata dal tempo necessario ai batteri per degradarlo (dai 400 ai 600 anni) rappresenta non solo un danno estetico per l’ambiente, ma un pericolo concreto per la vita degli animali e dell’uomo, principalmente a causa delle microplastiche che entrano nel ciclo alimentare.

Come ha sottolineato l’assessore, la sensibilità verso l’ambiente è profondamente cambiata rispetto a qualche decennio fa. Anche da parte delle istituzioni pubbliche, «che mai oggi deciderebbero, come venne fatto nel 1972 a seguito dell’attentato terroristico alla Siot, di scaricare dell’olio esausto in una grotta del Carso. Un cambiamento culturale – ha rimarcato Scoccimarro – che va favorito e in qualche modo incentivato, come nel caso dell’iniziativa che coinvolgerà i pescatori, i quali, a differenza di quanto accade ora, non dovranno pagare per lo smaltimento delle plastiche recuperate in mare, ma anzi per questo si vedranno corrispondere un riconoscimento economico. Si tratta di una piccola, rispetto alla dimensione globale del problema, ma significativa e concreta azione per contrastare un fenomeno che rischia di danneggiare gravemente l’intero ecosistema».

Scoccimarro, infine, ha anche ricordato i provvedimenti regionali che vanno a sostenere l’impiego di materiale ecocompatibile nell’attività delle società sportive, intervenendo sul solco di quel cambiamento culturale necessario a imprimere una svolta sulla consapevolezza collettiva dei pericoli legati all’inquinamento da plastiche.

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