Preziosi, bijoux e orologi: ecco i dati del settore orafo e gioielleria

Consumi mondiali in crescita del 3% nel terzo trimestre con Cina, USA, Emirati e Germania tra i paesi più positivi; in avanzo per 3,17 mld di euro il saldo commerciale del settore orafo gioielliero italiano nel periodo Gennaio - Settembre; esportazioni in crescita in USA, Canada e Giappone. 

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orafo e gioielleria

Sono stabili i consumi orafo e gioielleria in Italia. Testimonianza ne sono le vendite del Natale 2018. Secondo le stime, il 12,7% degli italiani ha acquistato preziosi, bijoux o orologi: una percentuale in linea con quella del 2017 (12,3%).

Il dato dell’Osservatorio Federpreziosi Confcommercio è certamente positivo all’interno del contesto di mercato per i consumi in generale, soprattutto se considerato unitamente al fatto che gli italiani per il 75,6% hanno dichiarato di voler mantenere il budget di spesa per i preziosi e il 17,2% ha dichiarato di averlo aumentato.

Anche la composizione della distribuzione sui canali di acquisto resta stabile, con una leggera crescita delle gioiellerie tradizionali rispetto ai centri commerciali a fronte del costante incremento degli acquisti on line – sia su negozi digitali generalisti come Amazon che sulle e-boutique dei vari marchi.

Per quanto riguarda le esportazioni, in generale quello orafo e gioiellieria si conferma un settore strategico per l’industria manifatturieradel “Made in Italy” con un saldo commerciale in avanzo per 3,17 miliardi di euro nei primi 3 trimestri del 2018. I dati elaborati da Confindustria Moda – Federorafi, attestano che nei primi tre trimestri dell’anno appena concluso il valore complessivo dell’export supera i 4,7 miliardi di euro mentre quello dell’import oltrepassa il miliardo e mezzo (metalli preziosi e gemme esclusi).

Dopo un 2017 di crescita a doppia cifra e un avvio molto positivo del 2018 e nonostante il lieve rallentamento dell’export italiano nell’autunno scorso tra gli operatori del settore si respira un’aria di ottimismo sulla chiusura del 2018. In particolare, è positivo il segno in alcuni mercati come UK, Sudafrica, Canada, Giappone e Russia aprendo anche opportunità a ulteriori crescite. La Svizzera (hub di riesportazione) rimane il primo importatore del “Made in Italy” seppure con una leggera decrescita (-1,4%) mentre, a causa del lento “assorbimento” dell’introduzione di VAT e dazi doganali che hanno creato un temporaneo rallentamento delle importazioni, risultano ancora in calo gli Emirati Arabi. Pesano sull’area inoltre le dinamiche geo-politiche che impattano direttamente – sia in positivo sia in negativo – sui flussi commerciali.

Di segno positivo, invece, la Gran Bretagna dove l’acquisto di prodotto italiano sale del 18,2%. Riprende nel 3 trimestre la crescita degli ordini di prodotto “Made in Italy” in USA con un incremento pari a + 12,3% sullo stesso periodo dell’anno precedente.

Se si considerano i consumi mondiali di gioielleria, i primi nove mesi dell’anno segnano una situazione di sostanziale stabilità (-1%) rispetto al 2017 con un ultimo trimestre in crescita del 3%. Su questo dato pesa la sostanziale crescita dei consumi cinesi (+18%) dove è atteso un progressivo incremento delle vendite di prodotto “Made in Italy” per effetto delle politiche di apertura del mercato verso l’import con l’importante riduzione dei dazi da Luglio 2018. E anche dagli Emirati arriva un segnale positivo per i consumi con un +9% sull’anno precedente. Nel terzo quadrimestre soffrono invece India, e Turchia, dove pesano dinamiche di paese che impattano il potere di spesa dei consumatori. La Russia, infine, registra una sostanziale stabilità.

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