La BA(ggio) S(infonietta) alla Società Filarmonica di Trento

In programma pagine dei compositori di inizio ’900. 

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BA(ggio) S(infonietta)

Sul palco della sala dei concerti della Società Filarmonica di Trento, lunedì 11 febbraio (ore 20.30) arriva la BA(ggio) S(infonietta), fondata da Davide Cabassi, pianista top price winner del Van Cliburn Competition e DECCA artist, un’ensemble multiforme e cangiante composto dai migliori musicisti italiani alla riscoperta di repertori desueti e di combinazioni strumentali sorprendenti.

Ne fanno parte Marco Pierobon, per anni prima tromba del Maggio Musicale Fiorentino, poi della Chicago Symphony e della Filarmonica della Scala, nonché solista straordinario e animatore del Gomalan Brass Quintet. Fiorenzo Ritorto, malgrado la giovanissima età, collabora con l’Accademia della Scala e la Fondazione Toscanini e ha già suonato da solista tutti i concerti importanti del repertorio cornistico. Anton Dressler, fondatore del “Kaleido Ensemble”, dedicatario di numerosi composizioni contemporanee, vanta una ricca discografia dove propone anche la sua musica per clarinetto e live electronics. Anna Maria Barbaglia collabora come primo fagotto con orchestre quali La Fenice, i Pomeriggi Musicali e il Teatro Comunale di Bologna; si dedica agli strumenti storici e suona nei maggiori Festival Europei ad essi dedicati. b, vincitore di importanti concorsi flautistici internazionali, è primo flauto in diverse orchestre in Bielorussia, Austria e Germania; suona in duo con la pianista Tatiana Larionova. Alice Costamagna, laureata alla Royal Academy di Londra, dal 2015 membro stabile dell’orchestra Toscanini, è appassionata camerista. Federico Mazzucco, dopo gli studi alla Hochschule di Basilea, collabora con varie orchestre italiane; fa parte e anima numerosi gruppi cameristici. Elena Faccani, membro stabile dell’Orchestra del Teatro alla Scala, è concertista affermata in numerosi gruppi cameristici. Marco Decimo è uno dei più straordinari violoncellisti italiani; camerista eclettico ha un repertorio sterminato e desueto. Appassionato docente tiene i corsi di Musica da Camera al Conservatorio Nicolini di Piacenza.

La BA(ggio) S(infonietta) trasporta la serata nei ruggenti anni Venti con un programma molto ricercato, teso tra incursioni nel mondo fantastico e giri di danza. L’immediatezza comunicativa del tango, dello swing e del jazz, generi centrali del paesaggio sonoro dell’epoca, conquistò il pensiero di diversi compositori. La pista dal ballo si prolunga così con grande naturalezza fino al palcoscenico concertistico.

Intitolato inizialmente Primavera, il Concertino VII/11 di Janàček (1925) si ispira al mondo dell’infanzia e della natura. Ogni movimento racconta una scena ambientata in un bosco: nel primo si sente un riccio un po’ scontroso, nel secondo uno scoiattolo che gioca tra i rami, poi gli uccelli e animali notturni, e infine una “scena da favola, in cui tutti gli animali litigano tra di loro”. Anche Bohuslav Martinu ci conduce in un mondo fiabesco con La revue de cuisine (1927), un balletto in cui gli utensili da cucina si animano come per magia. Racconta infatti la storia d’amore (con lieto fine) tra una pentola e un coperchio, minacciata da una frusta da cucina e da uno strofinaccio. La suite da concerto (1930) contiene due delle danze più di moda all’epoca – il tango e il charleston – e ricrea l’atmosfera tipica delle orchestrine jazz. Casella guarda invece con ironia ed eleganza ad altri balli (la Gavotta e la Tarantella) nella sua Serenata (1930), con cui si era conquistato il premio ex-aequo (con Bartók) a un concorso indetto dalla Musical Fund Society di Filadelfia.

Si chiude in bellezza con tre celebri pagine jazzistiche di Šostakovič: due Walzer (il secondo è quello che risuona anche nel film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick) e il Thaiti Trot op. 16, arrangiamento della canzone Tea for Two tratta dal musical No, no, Nanette(1924). Il brano è il risultato di una scommessa con l’amico Nikolaj Mal’ko: riorchestrare la famosa melodia in meno di un’ora. Šostakovič ci riuscì in quarantacinque minuti.

Programma

J. Brahms (1833 – 1897)

Variazioni su un tema di Schumann op. 9 (trascr. per ottetto di D. Glanert)

A. Casella (1883-1947)

Serenata op. 46

Marcia. Allegro vivace e ritmico – Notturno. Lento e grave – Gavotta. Vivacissimo e spiritoso –Cavatina. Adagio molto e sentimentale ma senza parodia – Finale: Tarantella. Vivacissimo alla napoletana

L. Janàček (1854-1928)

Concertino VII/11

Moderato – Più mosso – Con moto – Allegro

B. Martinu (1890-1958)

Suite dal balletto La revue de cuisine

Prolog: Marsch. Allegretto – Tango. Lento – Tempo di Charleston – Finale: Tempo di Marcia. Allegretto

D. Šostakovič (1906-1975)

Jazz Dances Suite

Walzer n. 1 dalla Jazz Suite n. 1

Tahiti Trot op. 16 dalla Jazz Suite n. 1

Walzer n. 2 dalla Jazz Suite n. 2 per orchestra di varietà

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