Filiera del legno, accordo tra Confartigianato Marca Trevigiana e banca Intesa Sanpaolo

A disposizione delle imprese del triveneto un plafond di 100 milioni di euro complessivi, finalizzato a promuovere progetti legati alla la gestione del legname proveniente dai boschi colpiti dal maltempo. 

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filiera del legno
Da sx, Luigi Busnardo, direttore Area Imprese BL e TV Intesa Sanpaolo, Vendemiano Sartor presidente Confartigianato Marca Trevigiana, Bruno Mazziol, presidente sezione legno arredo Confartigianato Marca Trevigiana, Vito Sanfilippo, direttore Consorzio Veneto Garanzie

Banca Intesa Sanpaolo e Confartigianato Imprese Marca Trevigiana hanno sottoscritto un importante accordo per fornire un ulteriore supporto alla filiera del legno delle zone duramente colpite dal maltempo che a fine ottobre 2018 ha causato ingenti danni al territorio. L’intesa prevede la possibilità per le aziende di ricorrere ai confidi territoriali di riferimento, nel caso di Treviso il Consorzio Veneto Garanzie.

La banca ha stanziato un plafond di 100 milioni di euro complessivi a favore delle imprese della “Filiera del Legno” al quale si potrà attingere per finanziare le imprese del trevigiano, anche con possibile accesso al plafondCircular Economy” utilizzabile, in questo caso, ai fini del rimboschimento, di attività rigenerativa dell’ecosistema e di prelievo del legname, in modo da evitarne il degrado.

Dalle prime stime, si tratta di circa 15 milioni di alberi caduti da raccogliere in tempi brevi, per cui si rendono necessari interventi urgenti e articolati. In considerazione di questa consapevolezza, Intesa Sanpaolo e Confartigianato Imprese Marca Trevigiana mettono in campo le proprie specificità al fine di fare squadra e affiancare le imprese della filiera ad essere parte attiva sia nella gestione del materiale da raccogliere sia nella successiva opera di rimboschimento.

«La sussidiarietà è una delle cifre distintive del nostro sistema associativo. Non possiamo pertanto mancare di intervenire per il rilancio di un territorio, peraltro limitrofo, che all’indomani del disastro idrogeologico sta cercando di riattivarsi e rianimarsi – afferma Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana ‐. La provincia di Treviso è la prima tra le sette venete per numero di aziende attive nella filiera del legno: 2.417 di cui 1.005 artigiane, pertanto Confartigianato non può che essere tra i fautori e protagonisti della rinascita del territorio bellunese. La firma di questo accordo oltre ad essere un atto di responsabilità a tutela del patrimonio naturale, è un’opportunità concreta di crescita per le nostre aziende associate. L’intesa si fonda su vero approccio di filiera. A partire da dove nasce il legno, il bosco sino al cliente. Siamo riusciti a trasferire agevolazioni a tutti i soggetti interessati dall’albero alla posa in opera».

«Negli ultimi mesi abbiamo svolto numerosi incontri nel Triveneto con i diversi attori del territorio per ascoltare sia le necessità più immediate per affrontare l’emergenza sia quelle indispensabili per rilanciare un’ attività economica importante per le nostre valli montane, in un’ottica di sistema consapevoli dell’importanza di fare squadra ‐ ha dichiarato Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo ‐. Una buona cura del patrimonio boschivo aiuta a rilanciare l’economia montana e nel contempo a mantenere curato l’assetto idrogeologico. Come banca del territorio, ci sentiamo responsabili anche del patrimonio naturale delle nostre montagne e mettiamo a disposizione specifici prodotti finanziari per andare incontro alle esigenze della filiera del legno».

«Il Consorzio Veneto Garanzie ‐ precisa il presidente Mario Daniele Citron ‐ non poteva rimanere inerte di fronte ai cruenti eventi atmosferici di fine ottobre 2018. Ha scelto così di sostenere le imprese della provincia mediante il rilascio di garanzie maggiori, più veloci e a costi ridotti».

Nel dettaglio, possono beneficiare degli interventi le seguenti imprese.

Imprese Boschive

Al fine di incrementare la capacità produttiva delle imprese boschive, anche mediante incremento del grado di meccanizzazione, Intesa Sanpaolo mette a disposizione diverse modalità di finanziamento: dal credito per l’acquisto dei macchinari al leasing finanziario ed operativo con patto di riacquisto dei macchinari. Su questo ultimo punto sono stati avviati i primi contatti con i principali operatori del settore.

Segherie

Al fine di consentire lo stoccaggio del legname proveniente dall’emergenza e agevolarne la vendita in modo graduale nel tempo, Intesa Sanpaolo mette a disposizione un finanziamento dedicato caratterizzato da un preammortamento di 2 anni su una durata complessiva di 4 anni ed un rimborso del capitale graduale (35% del capitale rimborsato nel 3° anno e il 65% nel 4° anno).

Inoltre, a seguito di una quantità straordinaria di legname, può essere necessario un incremento della meccanizzazione dell’azienda, come ad esempio l’implementazione degli impianti per la corretta conservazione della materia prima, nuove macchine per la movimentazione e la trasformazione del legname. Anche in questo caso la Banca mette a disposizione finanziamenti dedicati.

Filiera del legno


Il Programma Filiere messo a disposizione dalla Banca consente al capofila di trasferire ai loro fornitori strategici una serie di vantaggi, tra cui il miglioramento del rating sulla base del rating del capo filiera (Champion), per un miglior accesso al credito e lo smobilizzo dei crediti nei confronti del capo filiera.

Attività di rimboschimento

Oltre alla gestione dell’emergenza per la fase di esbosco, stoccaggio e lavorazione del legno, è di fondamentale importanza una strategia per il rimboschimento dei soprassuoli colpiti.
La Banca, per supportare le aziende forestali ed i privati, nelle attività di rimboschimento mette a disposizione finanziamenti dedicati che per le aziende prevedono una durata fino a 20 anni e per i privati una durata fino a 10 anni.

Radiografia della filiera legno veneta

Le imprese venete coinvolte nella filiera del legno sono quasi 10.000.
Una su due è artigiana e, nei territori maggiormente coinvolti dalla tempesta dello scorso novembre (Belluno, Vicenza e Treviso) si contano 4.706 imprese, di cui il 49% artigiane.
Un settore manifatturiero che risulta essere sempre più importante per il “Made in Italy”. Le 9.988 aziende pesano per il 25% sulla produzione italiana della filiera, il Veneto è anche la prima regione italiana nel mobile per addetti, quasi 50.000, e fatturato (6,5 miliardi di euro).
La filiera del legno e arredodel Veneto nel 2017 ha realizzato esportazioni per 2,9 miliardi di euro, pari al 26,2% del totale nazionale, con un incremento del 13,9%rispetto ai valori esportati nel 2008, confermandosi un’eccellenza del nostro territorio.

I dati economici e congiunturali confermano la centralità del Veneto nella filiera del legno‐arredo consegnandoci il ritratto di un territorio strategico, stabilmente ai primissimi posti a livello nazionale con delle particolarità interessanti se si scende nell’analisi dei vari settori che la compongono. Partendo da quelle di prossimità del bosco – le segherie – ad esempio, emerge come il 68% delle 383 realtà abbiano sede nelle tre provincie interessate: Treviso è al vertice con 133 imprese seguita da Vicenza 90 e Belluno 37.

Se si passa poi alla compagine artigiana della filiera, emerge con forza la specializzazione della provincia di Belluno dove l’artigianato “pesa” per il 74% con punte del 92% nella carpenteria in legno, segue Vicenza con il 51% dato superiore alla media regionale “ferma” al 49%. Treviso, più area di trasformazione, vede scendere la quota artigiana al 42%. Il valore artigiano del sistema legno è certamente uno dei fattori che contribuisce all’eccellenza produttiva, al design ed alla innovazione incrementale. E motivo per cui la filiera del legno‐arredo può diventare il laboratorio (estendibile anche ad altri comparti) nel quale sviluppare modelli innovativi per entrare in nuovi mercati.

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