Conftrasporto Confcommercio su Via della Seta e “dosaggio” dei Tir in Austria

Merlo: «paradosso italiano, rischiamo di perdere risorse europee per la Tav. Ma andiamo a cercarne in Cina per altre opere». Uggè: «fare cessare il contingentamento austriaco al passaggio dei Tir».

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Conftrasporto Confcommercio interviene su due temi di grande attualità per il mondo del trasporto e della logistica italiana.

Agli strenui sostenitori dell’adesione “tout court” dell’Italia al progetto della Via della Seta, il presidente di Federlogistica Conftrasporto Confcommercio, Luigi Merlo, dichiara che «giustificare il teorico traffico marittimo crescente da e per il far Est per motivare l’adesione dell’Italia alla Via della Seta è una pericolosissima semplificazione, a tratti una vera e propria mistificazione. Se fosse vera questa tesi, ogni grande nazione dovrebbe gestire un porto o la ferrovia nei Paesi con cui commercia – prosegue Merlo -. Non si capisce per quale motivo l’unica condizione per incrementare i traffici con la Cina dovrebbe essere quella di cedere pezzi di sovranità del nostro Paese».

Secondo Merlo sono necessarie «regole comuni, libero scambio, accordi doganali, reciprocità, lotta alla contraffazione, infrastrutture adeguate. Questo dovrebbe favorire gli scambi indipendente da chi gestisce le infrastrutture. E’ paradossale che mentre l’Italia rischia di perdere quelle europee per la Tav, cerchi risorse dalla Cina per altre opere, ed è altrettanto assurdo che, mentre l’Unione europea sta mettendo in discussione l’assetto della portualità italiana rispetto al complesso tema dei aiuti di Stato, si impedisca a una nazione di investire nelle proprie infrastrutture consentendo invece di farlo a un’altra nazione. Se si completasse il disegno di Pechino, nell’arco di 10-15 anni si rischierebbe di veder dipendere da un unico Paese il 70% delle principali infrastrutture strategiche mondiali».

Conftrasporto Confcommercio chiede l’intervento urgente del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, nei confronti dell’Austria. Al centro del contendere, il calendario sul “dosaggio” dei Tir al Brennero, che appare ancora più restrittivonel II semestre 2019.

«L’Italia deve pretendere la cessazione del contingentamento dei Tir alla frontiera con la Germania, una misura che ha, come unico scopo, quello di penalizzare gli autotrasportatori italiani – dice il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto, Paolo Uggè-. La lettera inviata lo scorso febbraio al commissario europeo ai Trasporti Violeta Bulc è stata certamente una presa di posizione importante, ma non basta».

Secondo Uggè «l’Austria sta proseguendo in maniera imperterrita, e ha deciso di prorogare il dosaggio alla frontiera con la Germania anche nel secondo semestre di quest’anno, portando le giornate interessate alla misura a ben 32, contro le 27 del 2018. Questa cosa non è più accettabile, dato che abbiamo ancora ben presenti le immagini dello scorso anno quando, alla frontieracon la Germania e alla faccia della lotta all’inquinamento tanto cara al governo austriaco, si formò una colonna di oltre 20 Km di mezzi pesanti in attesa di poter rientrare in Italia».

Conftrasporto chiede quindi al ministro Toninelli di inviare una protesta ufficiale nei confronti dell’Austria, invitandola a eliminarequesta restrizione, che – come è già stato riconosciuto dalla commissaria europea Violeta Bulc – è contraria alle normative comunitarie.

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