Con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento arriva Kolja Blacher

Il violinista berlinese sarà impegnato a Bolzano e a Trento nel duplice ruolo di direttore e solista.

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Orchestra Haydn Kolja Blacher

I prossimi concerti della 59a Stagione sinfonica (martedì 2 aprile a Bolzano – Auditorium, ore 20.00 e mercoledì 3 aprile a Trento – Auditorium, ore 20.30) dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento vedranno il debutto sul podio del violinista berlinese Kolja Blacher, impegnato nel duplice ruolo di direttore e solista.

La locandina dei due appuntamenti sinfonici si aprirà sulle note dell’OuvertureCoriolano” di Ludwig van Beethoven. Nel 1807 Beethoven scrisse per la tragedia «Coriolano» di Heinrich Joseph von Collin una Ouverture fosca e tragica, possentemente drammatica, vero e proprio geniale codicillo della grande «Sinfonia del destino». È certamente una delle pagine più esemplari del sinfonismo epico ed eroico di Beethoven.

Kolja Blacher imbraccerà quindi un prezioso Guarneri del Gesù del 1730 per dare voce al Concerto per violino e orchestra in sol minore op. 26 di Max Bruch. Come scrive Sergio Sablich, questa è l’unica partitura veramente popolare di un autore che in seno al movimento romantico tedesco si colloca in una posizione defilata e conservatrice, lontana da ogni radicalismo di stampo moderno. Eseguito per la prima volta il 24 aprile 1866 a Koblenz, con Otto von Königslöw come solista, venne presentato nella versione definitiva il 7 gennaio 1868 a Brema, con Joseph Joachim come solista. Da allora il Concerto di Bruch non ha smesso di affascinare i violinisti ed incantare il pubblico; presentato dai maggiori violinisti come Ferdinand David, Henri Vieuxtemps e Pablo de Sarasate, divenne ben presto celeberrimo.

Infine, la Sinfonia n. 1 in do maggiore, op. 21 di Ludwig van Beethoven, pagina che si colloca all’apertura del nuovo secolo (la prima esecuzione è del 2 aprile 1800) e che guarda in realtà verso il secolo appena concluso, lasciando trasparire accenni mozartiani e una influenza del suo maestro Haydn, specialmente nel finale i cui primi abbozzi risalgono al 1795.

Kolja Blacher ha studiato alla Juilliard School di New York con Dorothy DeLay e poi con Sándor Végh a Salisburgo. È apparso tra l’altro con l’Orchestra della Radio ndr di Amburgo, la Baltimore Symphony Orchestra, i Berliner Philharmoniker, la Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, i Düsseldorfer Symphoniker, l’Orchestra della Gewandhaus  di Lipsia, i Münchner Philharmoniker e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, collaborando con Claudio Abbado, Asher Fisch, Mariss Jansons, Vladimir Jurowski, Dmitry Kitajenko, Kirill Petrenko, Matthias Pintscher, Dennis Russell Davies, Markus Stenz, Joseph Swensen e Simone Young.

È sempre più intensa la sua attività di solista e direttore, con la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestra della Komische Oper di Berlino, la Camerata Bern, i Dresdner Philharmoniker, l’Orchestra Filarmonica di Hong Kong, la Jerusalem Symphony Orchestra, i Festival Strings Lucerne, la Melbourne Symphony Orchestra, l’Orchestra Verdi di Milano, l’Orchestre de chambre de Paris, l’Orchestra da camera di Stoccarda, la Taiwan Philharmonic Orchestra e la Württembergisches Kammerorchester. Il suo repertorio spazia da Bach fino alla musica contemporanea (Concerti di Weill, Zimmermann, Henze e Lindberg); con l’Orchestra da camera di Monaco di Baviera ha presentato la prima esecuzione tedesca degli Electric Preludes per violino elettrico a sei corde di Brett Dean.

Numerose le incisioni discografiche, fra le altre anche con Claudio Abbado, con cui ha avuto una stretta collaborazione sin dai tempi dei Berliner Philharmoniker – di cui è stato primo violino di spalla per sei anni – e poi con la Lucerne Festival Orchestra.

Blacher insegna alla Hochschule für Musik Hanns Eisler di Berlino, dove vive con la sua famiglia; suona un violino Guarneri del 1730, messogli a disposizione dalla Signora Kimiko Powers.

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