Il Tar Veneto respinge i ricorsi di Deda e Devar Claims per il centro commerciale di Due Carrare

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É stata la seconda sezione del Tar Veneto, presieduta dal giudice Alberto Pasi, a respingere il ricorso di Deda immobiliare e Devar Claims contro il vincolo di inedificabilità apposto dalla Soprintendenza dei Beni Culturali, dell’area circostante il Castello del Catajo in cui sarebbe dovuto sorgere il nuovo centro commerciale di Due Carrare.

Deda s.r.l. è stata assistita dall’avvocato Franco Zambelli partner Zambelli & Tassetto; mentre per Devar Claims s.r.l. hanno agito gli avvocati milanesi dello studio Todarello & partners Fabio Todarello, Matilde Battaglia, con l’avvocato veneziano Vittorio Fedato.

Deda aveva avviato la realizzazione di un’operazione immobiliare attraverso la progettazione di un centro commerciale nel Comune di Due Carrare, in un’area di circa 150.000 mq, con 38.000 mq di superficie coperta, e la costruzione di una collina per mitigare e schermare la vista della struttura dal Castello del Catajo, che sorge a circa 1 km di distanza.

A fine 2017 la Soprintendenza aveva comunicato a Deda l’avvio del procedimento per l’apposizione di un vincolo di tutela indiretta, che è stato adottato nell’aprile del 2018. Il vincolo ha un’estensione di circa 3 kmq e comporta l’inedificabilità dell’area in cui era prevista la struttura commerciale.

Deda ha presentato ricorso contro il provvedimento di costituzione del vincolo. Il Tar Veneto, oltre a ribadire la legittimità del vincolo che “risulta porsi in una logica di continuità e di completamento della tutela fino a prima già apprestata dai soggetti pubblici coinvolti”, ha richiamato il Piano ambientale del Parco dei Colli Euganei del 1998 secondo cui “l’intera UP (unità di paesaggio) è polarizzata sul complesso della villa, e sul suo ruolo simbolico e fruitivo a livello territoriale” ed indica tra le relazioni da conservare quelle visive imponendo “l’esclusione di interventi che possano pregiudicare la fruibilità e l’efficienza” prevedendo il divieto “della costruzione o dell’ampliamento di edifici, manufatti, barriere vegetali od elementi di arredo urbani o stradale che possano intercettarle o precluderle”, specificando che tra le relazioni visive da conservare vi è il “fulcro visivo da grande distanza, con asse principale da est (innesto dall’autostrada)” costituito dal complesso della villa”.

Così il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, con sentenza pubblicata lo scorso 10 aprile, ha respinto il ricorso e condannato Deda al pagamento delle spese di lite.

Differente la posizione di Devar Claims, il cui ricorso è, invece, stato dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione, in considerazione del fatto che Devar “è titolare di una situazione giuridica riconducibile al credito ipotecario sul terreno della Società Deda Srl e subisce pertanto pregiudizi solo in via riflessa ed indiretta dalle limitazioni imposte dal vincolo.”

Nel luglio del 2017 Deda aveva ottenuto l’attestazione del piano di risanamento, realizzato grazie all’intervento di Devar Claims e di Orion Capital Mangers. Il piano prevedeva l’acquisizione di circa 20 milioni di euro debiti, su un passivo di 25, da parte di Devar e l’acquisizione dell’area di proprietà di Deda srl da parte di Orion Capital Managers per realizzare il nuovo centro commerciale, in una joint venture con Deda, del valore di circa 110 milioni di euro.

Scopri tutti gli incarichi: Vittorio Fedato – Fedato Vittorio; Matilde Battaglia – Todarello & Partners; Fabio Todarello – Todarello & Partners; Franco Zambelli – Zambelli-Tassetto;