Emilia Romagna: via libera alla “Iresa”, la tassa antirumore per gli aerei

La Regione introduce l'imposta che penalizza atterraggi e decolli degli aerei che scelgono rotte su aree molto abitate. Riguarderà solo il “Marconi” di Bologna. Gettito stimato fino a 2 milioni di euro l'anno.

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tassa antirumore

La regione Emilia Romagna nel finale della legislatura inventa l’Iresa, la nuova tassa antirumore per disincentivare atterraggi e decolli su Bologna per gli aerei che scelgono rotte di avvicinamento o decollo che vanno ad interessare aree molto popolate.

la nuova tassa antirumore Iresa (Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili) è resa operativa da una legge approvata in Assemblea legislativa su proposta della Giunta regionale, che interessa i velivoli in arrivo e in partenza dal “Marconi” (unico aeroporto in regione con un traffico superiore ai 10.000 movimenti aereo annui) di Bologna che generano situazioni difficili per il rumore che provocano.

Entrerà in vigore dal 1 gennaio 2020 e i proventi, stimati fino a due milioni di euro l’anno, saranno destinati dalla Regione a realizzare interventi che possano contribuire a diminuire il disagio di chi vive nei pressi dell’aeroporto.

«Abbiamo accolto le istanze di numerosi cittadini che da tempo subiscono il disagio di un rumore eccessivo causato dal traffico aereo nelle loro abitazioni – afferma l’assessore regionale ai trasporti, Raffaele Donini – e nelle comunità di riferimento, come scuole e asili. E’ un provvedimento di giustizia, a tutela della salute dei cittadini, che molte città europee hanno già e che anche l’Emilia Romagna ha deciso di adottare. Con questa imposta vogliamo disincentivare decolli e atterraggi sopra la città, in particolare sul quartiere Navile – prosegue Donini -, e incentivare le rotte su zone meno popolose, come ad esempio l’area artigianale di Bargellino».

Il provvedimento prevede inoltre che le entrate che deriveranno dall’applicazione dell’imposta saranno destinate ad opere di mitigazione nelle aree più sensibili. «Gli introiti, che stimiamo fino a due milioni di euro circa – sottolinea Donini-, saranno destinati dalla Giunta anche per risarcire cittadini e comunità, come indennizzo, ad esempio, per i doppi vetri o riparare dal rumore edifici scolastici».

La tassa verrà applicata in riferimento al peso massimo dell’aeromobile e al livello di emissioni accertato e non supererà la misura massima di 0,50 euro per ogni tonnellata o frazione di tonnellata al decollo. È anche previsto che l’imposta possa essere rimodulata tenendo conto della distinzione tra voli diurni e notturni.

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