Rovereto rafforza l’offerta museale con l’inaugurazione del Museo della Città

Il ristrutturato palazzo Sichardt-Jacob sarà la nuova ala espositiva della Fondazione Museo civico di Rovereto, con un occhio alla storia della città e alla multimedialità. 

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museo della città

La città di Rovereto si rappropria di uno dei suoi gioielli artistici, palazzo Sichardt-Jacob, dopo un lungo lavoro di restauro e consolidamento che hanno portato alla luce alcune caratteristiche artistiche che hanno indotto l’amministrazione comunale a trasformare il progetto originario di farne una sede per uffici del limitrofo palazzo comunale in nuova sede della Fondazione Museo Civico di Rovereto, dedicato a valorizzare la storia, i personaggi e i giacimenti culturali della città, tanto da essere battezzato “Museo della città”.

museo della città
Sala dedicata all’opera del compositore musicale Riccardo Zandonai

Lo storico edificio di via Calcinari, costruito nel 1739, già sede del Museo civico fino al 1995 è stato interamente restaurato dagli architetti Brunella Avi, Adriano Volpato, Oscar Nichelatti e Camilla Gazzini con un investimento da parte del comune di 5,25 milioni di euro. L’edificio ospita un itinerario che spazia dal territorio ai personaggi che hanno reso famosa nel mondo la città di Rovereto, ad una selezione di reperti archeologici rinvenuti in Italia e nel mondo, assieme a quelle che son definite «collezioni di arte varia», composte da mobili e abiti antichi, piastrelle da stufa, albarelli di farmacia, strumenti di ricerca otto-novecenteschi, bicicli, slitte, portantine, serrature e ritratti signorili perfettamente conservati, uno spazio dedicato ad un altro protagonista cittadino come Fortunato Depero e il futurismo, movimento di cui fu uno dei principali artefici.

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Sala dedicata al Futurismo

Il Museo della Città si articola su tre piani espositivi. Il piano terra è dedicato all’accoglienza dei visitatori, cui viene consegnato una sorta di maggiordomo digitale impersonato da un tablet che accompagna nella scoperta guidata di quanto esposto nelle sale del museo. Al primo piano, dedicato alla bellezza, affronta i temi del paesaggio urbano e naturale, della geologia e dell’archeologia, della geopolitica e delle acque. Al secondo piano si sale al “talento”, tema che ritrae le eccellenze cittadine degli ultimi cinquecento anni: dagli Agiati all’Illuminismo, passando per il ruolo delle donne nella cultura borghese ottocentesca e per le guerre mondiali. Salendo ancora le scale, al terzo piano c’è l’area della “dedizione”, con le sale di restauro e l’Open Lab, un laboratorio attrezzato con microscopi e stampanti 3D a disposizione, su appuntamento, di ricercatori e professionisti.

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Sala dedicata al territorio

Il Museo della Città sarà visitabile gratuitamente per tutta l’estate e va ad inserirsi nel percorso culturale cittadino composto, oltre che dal più famoso di tutti, il Mart, dalla vicina Casa Depero, al Museo della Guerra, al Museo Civico di Rovereto.

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