Colline del Prosecco LV sito italiano Patrimonio dell’Umanità Unesco

Dopo le Olimpiadi Invernali 2026, nuovo “miracolo” di Zaia. Oggi atteso quello sull’autonomia, ma sarà difficile, forse impossibile causa M5s.

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Colline del Prosecco
Le Colline del Prosecco Patrimonio dell'Umanità Unesco a San Pietro di Barbozza

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio dell’Umanità Unesco. Un evento storico per la Marca Trevigiana reso possibile dalla determinazione di Luca Zaia, governatore della Regione Veneto, che aveva lanciato il sogno già quand’era ministro dell’Agricoltura e che ora lo ha visto concretizzarsi a Baku, in Azerbaijaan, in occasione della conferenza annuale Unesco.

Le Colline del Prosecco diventano così il cinquantacinquesimo sito italiano (ora il Belpaese ne ha il maggior numero al mondo), con ben 8 nel Veneto, il decimo al mondo iscritto alla categoria di “paesaggio culturale” e si aggiunge agli altri 1.092 località del pianeta.

Colline del Prosecco
La delegazione italiana a Baku festeggia l’ingresso delle Colline del Prosecco tra i patrimoni dell’Umanità Unesco.

«Ci avevamo creduto sin dall’inizio, 10 anni fa, quando demmo avvio al percorso per candidare questa porzione così unica e particolare del territorio veneto a Patrimonio dell’Umanità» esulta Zaia, fiero del doppio successo in poche settimane nel suo anno d’oro di presidenza che l’ha visto centrare con Milano-Cortina la vittoria nelle candidature per le Olimpiadi Invernali del 2026.

Il risultato ha visto tutto il mondo della politica salire sul carro del vincitore: tra le molte, da segnalare quella del ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, che osserva come «il risultato prova anche la posizione di primissimo piano che l’Italia riveste in seno all’Unesco e l’ottimo gioco di squadra del sistema-Paese», mentre il collega delle Politiche agricole e turismo, Gian Marco Centinaio guarda al riconoscimento come «un punto di partenza per il futuro. Adesso la sfida che ci attende è quella della conservazione dei caratteri specifici e tradizionali di questo splendido territorio quale patrimonio da trasmettere alle future generazioni, a beneficio dell’intera Umanità».

Colline del Prosecco
Festeggia anche la delegazione della Regione del Veneto.

Particolarmente soddisfatti del risultato a Baku i cinque comuni della Docg delle Colline del Prosecco, si brinda con il Cartizze, la vetta enologica del Prosecco: «ora una grande sfida ci aspetta da qui in avanti – dice il sindaco di Conegliano, Fabio Chies – rimbocchiamoci le maniche e abbandoniamo i campanilismi per lavorare in un’unica direzione in maniera omogenea».

Il riconoscimento Unesco avrà una forte ricaduta sul movimento turistico e sul consolidamento nel mondo dello spumante Prosecco, già oggi leader nelle vendite di vino italiano nel mondo, che spopola in paesi come la Gran Bretagna, dove quasi una bottiglia di bollicine su tre ha questa etichetta, e all’estero è ormai il simbolo della “Dolce Vita” all’italiana.

I primati del Prosecco nel mondo sono sottolineati dalla Coldiretti. Lo conferma l’aumento record delle esportazioni nel 2019, pari al 25%, con la previsione di raggiungere il valore di un miliardo di euro a fine anno. Previsioni basate sui dati Istat relativi al primo bimestre 2019. «Un risultato atteso – rileva la Coldiretti – che riconosce l’importanza di un territorio dallo straordinario valore storico, culturale e paesaggistico in grado di esprimere una produzione che ha saputo conquistare apprezzamenti su scala mondiale». Secondo l’Istat, sono state vendute all’estero due bottiglie Doc su tre, dei 466 milioni venduti lo scorso anno. La Gran Bretagna è di gran lunga il Paese che ne consuma di più. La paura della “Brexit” ha fatto crecere del 18% nel 2019 le esportazioni di Prosecco in Gran Bretagna, dove è stata corsa agli acquisti per fare scorte del prodotto più apprezzato dagli inglesi, tradizionali bevitori di birra.

Colline del Prosecco
Le Colline del Prosecco patrimonio dell’Umanità a Farra di Soligo.

Secondo Coldiretti, come effetto contrario, il Prosecco è anche uno dei prodotti più imitati e “taroccati” del “Made in Italyalimentare, come testimoniano i casi clamorosi scoperti in passato, dalla vendita di falso prosecco alla spina o in lattina, fino alle bottiglie-truffa di “Meer-secco”, “Kressecco”, “Semisecco” e perfino “Whitesecco”.

Quando l’Italia presentò la prima candidatura delle Colline del Prosecco, l’area proposta a patrimonio Unesco era simile alla denominazione dell’area viticola del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e copriva una superficie di 20.334.20 ettari. Lo “State Party” ha rivisto i confini sulla base della decisione del World Heritage e di Icomos, e ora la “core zone” del sito è costituita da una superficie di 9.197,45 ettari, sulle aree dorsali dei vigneti, “paesaggio maggiormente in grado di soddisfare le esigenze di autenticità”.

«Un territorio piccolo e impervio, dove la difficoltà tra i filari è compensata dal saper fare e dalla passione di ognuno dei viticoltori» sottolinea il presidente del Consorzio Prosecco Docg, Innocente Nardi, secondo cui per tutelare la qualità «non è più possibile pensare di aumentare la produzione». Nel 2018, causa una vendemmia 2017 leggermente ridotta per motivi climatici, era stata immessa sul mercato una produzione di Prosecco Docg minore dell’1% sull’anno precedente, compensata però da una crescita in valore del 3,8%. Ora è imperativo proseguire su questa strada, facendo crescere il prezzo medio del Prosecco, in modo da aumentarne il prestigio e la ricaduta economica sul territorio, in modo da consentirne un’adeguata manutenzione.

Tornando alla politica e alla stretta attualità, nelle ultime settimane a Zaia, che si conferma essere uno dei migliori politici italiani del momento, in un panorama che fa a gara per il record di sciatteria e di pressapochismo, sono riusciti ben due miracoli: ora è atteso al terzo, quello della conquista dell’autonomia regionale, cui il vertice pomeridiano a Palazzo Chigi si preannuncia quanto mai infuocato, con una Lega determinata ad ottenere il risultato dopo mesi di ammuina paralizzante da parte del Movimento 5 Stelle. Dopo i fatti dimostrati da Zaia, ora tocca a Salvini dimostrare di essere all’altezza del suo sodale di partito. In caso contrario, meglio andare tutti al mare, sciogliendo un Parlamento e votare il prima possibile per eleggereuna maggioranza veramente coesa e politici finalmente capaci.

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