Friuli Venezia Giulia in vigore i contributi per l’acquisto di veicoli ecologici

Scoccimarro, «inclusi nei benefici anche i mezzi bifuel». Le sovvenzioni variano da 1.500 a 5.000 euro e sono cumulabili con quelli nazionali. 

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contributi per l’acquisto di veicoli ecologici
L'assessore regionale alla difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro

Sono in vigore da agosto i contributi per l’acquisto di veicoli ecologici della regione Friuli Venezia Giulia, con importanti novità rispetto alle norme del 2017. I contributi riguardano, infatti, non solo i veicoli elettrici o ibridi ma anche quelli bifuel(benzina/metano) e non solo i veicoli nuovi ma anche quelli a chilometro zero o usati. Peccato che anche la Regione demonizzi assurdamente il Diesel, soprattutto quello a norma Euro 6D obbligatorio dal 1 gennaio 2021, di cui iniziano già ora ad apparire i primi modelli omologati che consentono un drastico abbattimento degli ossidi di azoto, particolato e, soprattutto, l’emissione di anidride carbonica, tanto da renderli a livello di emissioni globali più efficienti di un veicolo elettrico.

Come ha spiegato l’assessore regionale alla difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro, «l’obiettivo è di togliere dal parco circolante i mezzi inquinanti. Si tratta quindi di un cambio di passo culturale rispetto al quale l’amministrazione regionale vuole dare un segnale forte, facendo leva anche sulla cumulabilità dei contributi regionali con quelli statali».

Il regolamento regionale indica l’entità dei contributi per l’acquisto di veicoli ecologici per chi rottama veicoli Diesel Euro 0, 1, 2, 3, 4 e veicoli benzina 0, 1, 2, 3, 4, 5: 5.000 euro se si acquista un veicolo elettrico nuovo o usato a chilometro zero (2.500 se veicolo usato); 4.000 euro per l’acquisto di un veicolo ibrido nuovo o usato chilometro zero (2.000 se veicolo usato); 3.000 euro per l’acquisto di un veicolo bifuel (benzina/metano) (1.500 se veicolo usato). L’usato che beneficia del contributo – va precisato – deve esser stato immatricolato da meno di due anni.

Oltre all’ampliamento delle categorie dei veicoli rottamabili – passati dalle sei del precedente regolamento alle dieci di quello attuale – si registra un’altra novità che concerne i requisiti del richiedente: l’innalzamento del tetto di reddito nel nucleo familiare da 85.000 a 150.000 euro per poter accedere al beneficio. Forse decisamente troppo, visto che una famiglia che ha 150.000 euro di reddito può tranquillamente acquistare un veicolo anche di caratteristiche ben superiori a quelle incentivabili. Oppure concedersi lo sfizio di essere alla moda con la seconda o terza auto questa volta elettrica.

Nel 2018 pervennero 240 domande di contributo regionale, tutte accolte, per un impegno di 950.000 euro, inferiore rispetto al 1,4 milione stanziato nella finanziaria del 2017. «Con le novità e gli ampliamenti introdotti – ha rilevato Scoccimarrocontiamo di soddisfare nel 2019 500 domande. Tuttavia, se si dovesse verificare un’esplosione di rottamazioni e vendite ne saremmo ben felici e saremo in grado di adeguare l’importo globale», che alla luce della legge regionale di stabilità conta su una disponibilità di 1.392.287,00 euro.

Grazie alla cumulabilità delle misure regionali e statali, chi acquista un veicolo elettrico in Friuli Venezia Giulia ottiene un contributo globale che raggiunge i 11.000 euro, ancora largamente insufficiente per consentire una reale convenienzarispetto ad un veicolo ad alimentazione tradizionale. Per quanto riguarda la disponibilità di colonnine elettriche per la ricarica delle vetture, è stato reso noto che la loro dotazione salirà a 200-250 in Friuli Venezia Giulia già entro il 2020.

Comunque sia, non bisogna sottacere come l’impatto ambientale reale di un veicolo a trazione totalmente elettrica sia parise non superiore a quello di un veicolo ad alimentazione tradizionale, soprattutto se a metano o a gasolio. Continuare ad insistere sul sovvenzionamento dei veicoli elettrici si finisce con il danneggiare, oltre all’ambiente, pure la filiera industriale italiana, favorendo solo veicoli d’importazione e con tecnologie quasi sempre orientali.

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