Coop, cala la spesa media delle famiglie

Pedroni: «lanceremo nuova campagna di informazione e comunicazione sul rapporto tra i valori di Coop e la sua offerta di prodotti e servizi».

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Disoccupazione e situazione economica, immigrazione e, con minore afflato eppur presente, ambiente: sono le priorità dei cittadini italiani rispetto agli altri popoli europei alle prese nella prima metà del 2019 con la stagnazione economica secondo il “Rapporto Coop 2019-Consumi e stili di vita degli italiani di oggi” realizzato dall’Ufficio studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori).

Se la recentissima nascita del nuovo governo dopo l’improvvisa crisi politica di metà agosto cambia repentinamente lo scenario, la variazione attesa del Pil a fine anno anche nella sua versione più ottimistica si attesta appena sopra lo 0(+0,1%), anche se potrebbe fare meglio già il prossimo anno allungandosi verso il 2020 (+0,7%).

I fattori d’incertezza legati alle guerre commerciali in atto, allo sgonfiamento del fenomeno della globalizzazione e a una politica monetaria che sembra aver esaurito le frecce al suo arco sono ulteriori minacce all’orizzonte che non possono non colpire l’Europa ma anche e soprattutto l’Italia, tra i più deboli tra quelli comunitari. L’Italia è l’unico tra i grandi (e insieme solo alla Spagna che però vanta ben altra vitalità economica) a non essere ancora riuscita a far risalire il reddito pro capite ai livelli di pre crisi del 2007, con un gap di ben 9 punti percentuali ancora nel primo trimestre 2019, mentre la media europea è sopra di oltre 3 punti (con la Germania che svetta di 13, la Francia di 7,3 e il Regno Unito di 5,4).

Non è un caso se già nel 2018 dopo 5 anni di aumenti seppur moderati si è assistito a un dietrofront della spesa media delle famiglie che segna sì un +0,3% a valori correnti, ma tenendo conto della dinamica inflazionistica in termini reali la contrazione è pari al -0,9% con ampi divari territoriali (10.000 euro annui separano i consumi mensili delle famiglie del NordOvest dalle famiglie delle Isole e del Sud con in testa i 3.020 euro dei lombardi a fronte dei 1.902 euro dei calabresi).

Si arresta la spesa anche nell’alimentare dopo 3 anni positivi e si ferma quasi a 5 punti percentuali sotto i livelli pre-crisi. Peraltro, la dinamica dei prezzi alimentari sia lo scorso anno che nei primi sette mesi del 2019 resta perfettamente allineata all’inflazione generale e guardando al medio periodo i prezzi alimentari italiani sono cresciuti meno della media europea. Prudenti e guardinghi, gli italiani non solo indirizzano le loro principali voci di spesa a beni di prima necessità e servizi  (il 64% dichiara di “spendere solo per il necessario”), ma hanno allentato gli investimenti finanziari privilegiando i depositi bancari e alimentando le loro riserve di liquidità. C’è più denaro circolante rispetto al periodo pre-crisi e continua ad aumentare il tasso di risparmio delle famiglie; era il 7,8% nel 2017, l’8,1% nel 2018 e già 8,4% nel primo trimestre 2019.

«In un quadro di raffreddamento dei consumi e di accelerazione dei trend di fondo nei comportamenti delle persone, Coop ha avviato nel 2019 una revisione profonda delle sue politiche – spiega Marco Pedroni, presidente Coop Italia -. Da un lato, abbiamo fortemente potenziato le scelte consumeriste sull’ambiente, sul benessere alimentare e sulla convenienza dell’offerta; dall’altro, si è realizzato un cambiamento negli assetti interni di Coop Italia e di ANCC che ci permetterà di affrontare con più forza i nodi strategici del futuro. A fine settembre lanceremo una nuova campagna d’informazione e comunicazione che evidenzierà lo stretto rapporto tra i valori di Coop e la sua offerta di prodotti e servizi. Il prodotto a marchio Coop, che continua a crescere nelle quote, sarà il perno delle nostre azioni future e lavoriamo su questo in stretta correlazione con la propensione green degli italiani e le loro scelte d’acquisto come evidenziato nel Rapporto Coop».

Pedroni traccia anche un bilancio delle vendite Coop nel 2018: «sono state di 13,4 miliardi di euro, nel 2019 stimiamo una conferma di questo dato, in un quadro che vede da un lato razionalizzazioni della rete e dall’altro un numero limitato di nuove aperture. In questa fase gli investimenti di Coop sono di oltre 500 milioni rivolti in gran parte al miglioramento dell’offerta nell’attuale rete di punti vendita».

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