Porto di Trieste: continua crescita trasporto su ferro (+7%)

Diffusi dati I semestre 2019. Crescita a doppia cifra settore container (+13%). In Slovenia nasce Amber RFC che collega centri industriali e terminali intermodali in Polonia, Slovacchia, Ungheria e Slovenia.

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Il porto di Trieste è sempre più sostenibile grazie all’incremento del trasporto su ferro, la cui crescita è continuata anche nel primo semestre 2019 (+7,37% con 5.171 treni movimentati), rispetto allo stesso periodo del 2018. Doppia cifra per la crescita del settore container: incremento del 13,33% per un totale di 391.068 TEU movimentanti. Bene infine il settore delle rinfuse solide, che registra un +27,55% con 1.010.302 tonnellate.

I principali dati di traffico dello scalo registrati del primo semestre 2019 sono stati presentati a una platea di oltre 400 oepratori internazionali e nazionali della logistica dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino al “Trieste Intermodal Day – TID”, nuovo incubatore sulla logistica e l’intermodalità europea del futuro.

Una performance, quella del ferro, che sta acquisendo un valore sempre più rilevante per i traffici dello scalo giuliano. Nel Punto Franco Nuovo i treni sono stati 4.007 con una variazione positiva del +6,68%, trainata dai risultati del terminal container con 1.944 treni (+24,38%) e del molo V con 1.204 treni (+17,23%). Buoni anche i risultati del porto industriale, che ha raggiunto i 1.164 treni (+9,81%).

Anche il settore delle autostrade del mare, a naturale vocazione stradale, tende a virare verso la rotaia: il 24% di tutti i camion imbarcati o sbarcati a Trieste, principalmente da e verso la Turchia, oggi è trasferito su treno, a beneficio della rete autostradale europea che può essere sgravata da tale traffico.

Nonostante una lieve flessione dei volumi totali delle merci movimentate nei primi sei mesi dell’anno, pari al -1,44% con 30.721.066 tonnellate complessive, i dati di traffico del porto di Trieste dimostrano risultati positivi nelle principali categorie merceologiche, tra cui spiccano il settore container e quello delle rifuse solide. Lieve calo rispetto al I semestre del 2018 invece per il settore delle rinfuse liquide, con 21.102.476 tonnellate (-1,87%) e per il settore delle merci varie (-2,98%). Nuovo decremento per il compartoRo-Ro”, che nel primo semestre ha segnato una flessione del -28% con 111.987 unità transitate.

«La caratteristica principale del porto di Trieste è il fatto di essere soprattutto europeo. Ci occupiamo al 90% di un bacinodi mercato che lavora per l’Europa, quella centrale, dell’Est e del Nord, di conseguenza impieghiamo molto i collegamenti ferroviari, esattamente l’opposto di ciò che avviene nel resto d’Italia e d’Europa, perché i nostri mercati di riferimento possono essere lontani anche un migliaio di chilometri – afferma D’Agostino -. Nel settore dei container, collegato a tutto il traffico intercontinentale con il Far-East, ben il 55% del movimentato che sbarca o si imbarca a Trieste usa la ferrovia. Questo indicatore è in continua crescita e già oggi supera la quota del 50% che l’UE ha posto come obiettivo di trasferimento modale del traffico europeo di merci per il 2050». Questa, aggiunge D’Agostino, «è la strada per un porto competitivo come il nostro, in grado di incrementare i traffici guardando anche alla sostenibilità ambientale».

A Trieste, conclude D’Agostino, «possiamo e dobbiamo fare entrambe le cose. Per questo abbiamo lanciato l’incubatore TIDproprio in questa città, in questo porto, che da sempre ha la ferrovia nel suo Dna».

Intanto, in Slovenia Capodistria ha ospitato la presentazione ufficiale dell’Amber Rail Freight Corridor (Amber RFC), corridoio ferroviario, operativo già dallo scorso gennaio, che collega centri industriali e terminali intermodali in Polonia, Slovacchia, Ungheria e Slovenia. Scopo del corridoio è promuovere il trasporto merci ferroviario transfrontaliero tra i quattro paesi, ha ricordato Gerhard Troche, amministratore delegato del progetto.

L’Amber RFC è il più recente tra i dieci corridoi ferroviari merci Ue operativi e il primo corridoio istituito su iniziativa degli Stati membri dell’Ue interessati all’iniziativa. Capodistria svolge un ruolo importante per l’Amber RFC, essendo il punto di ingresso meridionale del corridoio e poiché offre un porto marittimo in espansione sulle rive del mare Adriatico, un’importante origine e destinazione di molti treni che utilizzano il corridoio.

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