Quadrante Europa di Verona: siglato l’accordo per il “Quarto Modulo”

Rete Ferroviaria italiana e Consorzio Zai investono per il potenziamento del trasporto combinato gomma-rotaia, anche in previsione della crescita del traffico sulla tratta del Brennero. Investimento di circa 59 milioni di euro. 

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Quadrante Europa accordo potenziamento. Da sx Federico Sboarina, Elisa De Berti, Maurizio Gentile, Matteo Gasparato

Incrementare la capacità complessiva dell’interporto Quadrante Europa, intercettare sempre più volumi di traffico mercia favore del trasporto combinato gomma-ferro e rafforzare la funzione strategico-logistica dello scalo di Verona. Sono questi gli obiettivi del progetto di potenziamento infrastrutturale illustrato a Verona dall’amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) Maurizio Gentile e dal presidente del Consorzio ZAI Matteo Gasparato, alla presenza dell’assessore ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti della Regione Veneto, Elisa De Berti, e del sindaco di Verona, Federico Sboarina.

Il principale intervento per il potenziamento di Quadrante Europa consiste nella realizzazione del nuovo “Quarto Modulo”, attrezzato con cinque binari lunghi 750 metri – standard europeo di lunghezza dei treni merci -, gru a portale e aree di stoccaggio. Gli interventi consentiranno di aumentare la capacità complessiva del terminal intermodale di Verona Quadrante Europa, per offrire un’adeguata risposta ad una crescente domanda di trasporto combinato ferroviario, destinata ad aumentare con il completamento e l’entrata in esercizio della Galleria di Base del Brennero, nonché con lo sviluppo dell’AV/AC verso Est.

Per questo motivo, il potenziamento di Quadrante Europa prevede il collegamento diretto con la Direttrice del Brennero e con la linea ferroviaria per Bologna. Queste azioni sono in linea con le strategie di sviluppo intraprese da Rete Ferroviaria Italiana per promuovere lo sviluppo del trasporto merci e lo scambio modale dalla gomma al ferro per centrare l’obiettivo finale di promuovere l’integrazione fra la rete ferroviaria, gli interporti e i porti, condizione questa necessaria per ottenere la massima sinergia nella logistica del trasporto delle merci in un’ottica di massima sostenibilità e in linea con gli obiettivi stabiliti dal Libro Bianco dei Trasporti dell’Unione Europea: trasferire il 30% del trasporto merci oltre i 300 km di percorrenza su ferro entro il 2030 e il 50% entro il 2050.

L’investimento complessivo, comprensivo del potenziamento della stazione ferroviaria, è di circa 59 milioni di euro. Lo sviluppo della progettazione degli interventi, considerata la loro importanza strategica, è cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del progetto “Veneto Intermodal”, presentata da un consorzio guidato da Consorzio ZAI Interporto Quadrante Europa, con i partner Rete Ferroviaria Italiana, Regione Veneto e Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Settentrionale. Il completamento delle opere è previsto nel 2026.

«L’impegno primario di Rete Ferroviaria Italiana – ha dichiarato Maurizio Gentile – è individuare le azioni più efficaci per lo sviluppo della rete, procedendo secondo una logica coerente e di sistema. Stiamo lavorando con tutti gli attori in gioco per far sì che il sistema di trasporti del Paese possa accogliere nel migliore dei modi le opportunità che deriveranno dall’apertura della Galleria di Base del Brennero, nel 2028, nonché dall’avanzamento verso Est dell’Alta Velocità/Alta Capacità. Inoltre i nostri programmi di investimento per il trasporto mercicirca 4 miliardi di euro – prevedono molteplici interventi su tutte le lineeche afferiscono ai corridoi europei, con adeguamenti del modulo, della sagoma limite e del peso assiale, in modo tale da rendere il sistema italiano perfettamente integrato con il nostro mercato domestico di riferimento, l’Europa».

«Oggi Quadrante Europa opera avendo in mente quali potranno essere gli sviluppi futuri del settore del trasporto ferroviario e intermodale, soprattutto con i potenziamenti infrastrutturali ferroviari sull’Asse Est-Ovest e l’apertura del tunnel di base del Brennero e delle tratte di accesso a Sud, da Fortezza fino a Verona – afferma Matteo Gasparato – e riteniamo di affrontare i temi “intermodalità” e “sostenibilità” in un’ottica integrata e con i partner più importanti, RFI, regione Veneto e comune di Verona. Non ci limitiamo quindi a gestire la quotidianità “subendo” il traffico ma adottiamo un approccioproattivo” guardando alla pianificazione europea, nazionale e regionale delle infrastrutture ed inserendoci in questo percorso al fine di promuovere la massima sostenibilità del trasporto merci. Verona è pronta a giocare un ruolo da leader tra i terminal intermodali europei in pieno accordo con la Commissione Europea, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le istituzioni regionali e locali».

«Investimenti importanti che guardano con lungimiranza al futuro del Quadrante Europa – spiega Federico Sboarina -, puntando al potenziamento e all’aumento della capacità complessiva del terminal scaligero. Stiamo parlando del più importante interporto italiano per volumi di traffico e il primo d’Europa per qualità del servizio».

«Un intervento strategico che la Regione Veneto sostiene con convinzione – ha affermato Elisa De Berti -. Un progetto che connette il Veneto ai mercati nazionali e internazionali e che serve soprattutto a potenziare il trasporto sostenibile delle merci. L’allungamento dei moduli di linea permetterà, infatti, di trasportare una quantità maggiore di merci su ferro, sgravando da questo compito il trasporto su gomma».

L’interporto Quadrante Europa interseca i corridoi ferroviari europei TEN-T ScandinavoMediterraneo e Mediterraneo e rappresenta uno snodo fondamentale sia per la direttrice Nord – Sud, attraverso il valico del Brennero, sia per i collegamenti Est–Ovest, principale asse di sviluppo delle imprese italiane che esportano nell’Est Europa.

Nel 2018 sono transitate a Quadrante Europa circa 28 milioni di tonnellate di merci, di cui ben 8 milioni via treno. Sono stati lavorati circa 16.000 treni annui, con una media di quasi 60 treni al giorno. L’Italia esporta il 70% delle proprie merci verso l’Europa e la maggior parte verso i paesi nordici e quindi soprattutto attraverso il Brennero lungo il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, che è il principale asse di collegamento dell’Italia con il resto d’Europa. Il Brennero è il primo valico alpino, con un traffico maggiore della somma dei traffici dei valichi con la Francia e la Svizzera: vi transita il 10,5% degli scambi commerciali totali Italiani.

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