A Udine il XV Forum internazionale dell’Euroregione Aquileiese.

Iniziativa dell’associazione culturale Mitteleuropa. Zanin: «maggiore attenzione all’Europa dell’Est». Fedriga: «Friuli Venezia Giulia baricentro dello sviluppo dell’UE verso Est». 

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Euroregione Aquileiese
XV Forum internazionale dell'Euroregione Aquileiese. Da sx, il presidente dell'Associazione Mitteleuropa Paolo Petiziol, il rettore del'Ateneo di Udine Roberto Pinton, il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, il presidente della Regione Massimiliaro Fedriga, il sindaco di Udine Pietro Fontanini, Antal Nikoletti Cei Alternate Secretary General, il vicepresidente di Confindustria Udine Cristian Vida

Il Castello di Udine ha ospitato il XV Forum internazionale dell’Euroregione Aquileiese, nel salone del Parlamento, organizzato dall’Associazione Culturale Mitteleuropa sul tema “Il risveglio della Mitteleuropa – Nostalgia del futuro”.

Al Forum dell’Euroregione Aquileiese in apertura ha portato il saluto dell’Assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia il presidente Piero Mauro Zanin, secondo cui «per dare futuro e nuovo ossigeno all’Europa dell’Ue, nello spirito degli ideali dei padri costituenti, è il momento di guardare con maggiore attenzione e interesse a Est, a quel vasto territorio dell’Europa centro orientale che sta dimostrando grande capacità di sviluppo e organizzazione in termini di infrastrutture e servizi. Dobbiamo puntare a valorizzare la dimensione economica complessiva che produce beni utili alle persone e in questo modo favorire quell’ascensore sociale capace di dare alle generazioni speranza nel futuro».

Secondo Zanin «a trent’anni dalla caduta del muro di Berlino, l’istituzione europea, che si è mossa inizialmente sotto la trazione franco-tedesca, per poi vivere l’organizzazione burocratica e autoreferenziale di Bruxelles, tesa a privilegiare un approccio centrato sulla tecnicalità dei problemi più che sulle necessità reali della gente, deve rapidamente ritrovare il rapporto con i cittadini. La risposta, però – ha avvertito Zaninnon può essere l’arroccamento negli Stati nazionali, non solo perché il PIL dell’Ue nel suo complesso è superiore a quello di Usa e Cina, ma perché va recuperata la dimensione dei popoli e delle regioni, incentrata sui valori e sulle comuni radici cristiane, e coltivato un modello di sviluppo compatibile con le esigenze dei cittadini».

Il governatore regionale Massimiliano Fedriga candida la Regione a diventare «una piccola Cernobbio in modo tale che relazioni diplomatiche e business già esistenti tra il nostro territorio e i paesi del Centro-Est Europa possano trovare un momento di incontro e confronto». Alla presenza del presidente del Forum Euroregione Aquileiese, Paolo Petiziol, del sindaco di Udine, Pietro Fontanini, e di numerose autorità istituzionali, Fedriga ha evidenziato come i Paesi che appartengono all’area del Centro-Est Europa rappresentino da sempre «il punto di riferimento naturale non soltanto sotto il profilo storico ma anche per lo sviluppo geopolitico che il nostro territorio ha portato avanti nel tempo».

In particolare, Fedriga si è soffermato su due argomenti che potrebbero interessare in futuro un rapporto di collaborazione tra il Friuli Venezia Giulia e le realtà che fanno riferimento all’area della Mitteleuropa. Il primo è quello della logistica «per il quale la nostra regione sta portando avanti il progetto per la creazione di una grande piattaforma che, oltre ai nostri snodi in questo settore, interessi anche gli interporti della Carinzia e di Budapest. Vogliamo quindi creare un servizio a favore di tutto il Nord e Centro-Est Europa, diventando così una porta di ingresso verso il Far East ma anche il volano per la crescita dei singoli territori e la creazione di nuove opportunità di lavoro».

Il secondo aspetto sul quale si è soffermato il governatore del Friuli Venezia Giulia è lo sviluppo della rete di relazioni nel settore della ricerca applicata anche alla logistica. «Siamo l’unica regione d’Italia – ha evidenziato Fedriga – tra le 50 più innovative esistenti in Europa. Questo è un valore che va coltivato e potenziato, perciò stiamo creando una fondazione che abbia il compito di accompagnare l’ingresso nel mercato delle tantissime start up esistenti».

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