L’influenza arriva in anticipo, primo caso grave a Udine

150.000 a letto in Italia con altre forme virali. Appello degli esperti alla vaccinazione. Riccardi: «in Friuli Venezia Giulia campagna vaccinale rafforzata».

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Riccardo Riccardi, vicepresidente della regione Friuli Venezia Giulia e assessore alla sanità, presenta la campagna vaccinale antinfluenzale.

L’influenza arriva in Italia in anticipo e già miete numerose vittime costrette a letto da una maggiore aggressività rispetto agli anni scorsi. Si tratta di un’influenza che arriva dai Paesi dell’emisfero meridionale dove l’inverno è agli sgoccioli e minaccia complicanze anche per le persone sane, con il primo caso grave registrato all’Ospedale di Udine, dove a settembre un uomo di 50 anni, senza altre patologie, è stato colpito da una forma influenzale grave finendo in rianimazione. Il paziente adesso, dopo tre settimane di ricovero, è in via di miglioramento.

La Società italiana di terapia antinfettiva (Sita), che ha reso noto il caso di Udine, ribadisce l’importanza della vaccinazione antinfluenzale universale e lancia di nuovo l’appello a vaccinarsi. Gli infettivologi – che avevano già stimato nelle scorse settimane una stagione che colpirà 6 milioni di persone – sottolineano le caratteristiche del paziente: una persona di 50 anni perfettamente sana e senza nessun’altra malattia, che non rientra quindi tra le categorie a rischio. «Se questi sono i segnali, con una prima diagnosi già alla fine di settembre, e se si ripeterà lo scenario registrato in Australia e altre parti del mondo, andremo incontro a una stagione di influenza particolarmente aggressiva, con circolazione di virus influenzali molto diversi: H3N2, come nel caso in questione, H1N1, virus B – dice Matteo Bassetti, presidente della Sita -. Questo caso suggerisce che la forma influenzale di quest’anno, anche se non dovesse avere i numeri straordinari come quelli dell’inverno 2017-18, può colpire anche le persone sane e rafforza il messaggio che la vaccinazione deve essere universale perché non esiste categoria di soggetti risparmiata dalle potenziali complicanze».

A Parma, il 25 settembre, era stato isolato il primo virus influenzale di stagione da un tampone faringeo di una bambina di 6 anni ricoverata nel reparto di pediatria generale e d’urgenza. Intanto, prima dell’ingresso vero e proprio dell’epidemia influenzale le cosiddette forme parainfluenzali in questo inizio d’autunno hanno già messo a letto 150.000 persone in tutta Italia.

«Con gli sbalzi termici entrano in azione gli oltre 262 tipi di virus respiratori -, spiega Fabrizio Pregliasco, virologo del Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’Università di Milano -. L’epidemia influenzale vera e propria si presenterà con l’arrivo delle temperature più basse, per adesso abbiamo in circolazione tutte forme parainfluenzali con raffreddore, tosse, dolori muscolari».

Intanto, il Friuli Venezia Giulia rafforza la campagna vaccinale contro l’influenza che prenderà il via giovedì 24 ottobre prossimo avendo come punti di riferimento per le vaccinazioni i medici di base e le farmacie, oltre alle Aziende con la pubblicazione online di tutte le informazioni sui loro portali.

Secondo il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi «l’obiettivo è conseguire una copertura della popolazione maggiormente esposta il più vicina possibile a quella dei primi Anni Duemila, quando la percentuale degli ultrasessantacinquenni vaccinati raggiungeva il 70% del totale, contro il 57,3% del 2018».

Riccardi ha evidenziato come «diffusione dell’epidemia sia passata dai circa 44.000 casi del 2013-14 ai 98.000 del 2018-19, con il relativo aumento dei decessi (da 1 a 13)». La Regione ha acquistato 50.000 dosi di vaccino anti influenza in più rispetto alla campagna 2018 ed è offerta gratuitamente alle donne in gravidanza, over 65, coloro i quali pur avendo un’età inferiore ai 65 anni risultano affetti da patologie tali da aumentare il rischio di complicanze, ricoverati lungodegenti, familiari di soggetti a rischio, addetti ai servizi pubblici di primario interesse collettivo e il personale a contatto con animali che, è stato evidenziato, potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani.

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