Il Trio Manara-Travaglini-Plano per la Società Filarmonica di Trento

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Per il cartellone autunnale dei concerti della Società Filarmonica di Trento, venerdì 25 ottobre (ore 20.30) arriva un Trio che nasce dall’amicizia, dal piacere di affrontare un preciso repertorio, dalla voglia di mettere a frutto tre grandi professionalità, l’intenso e variegato lavoro esercitato a fianco dei massimi protagonisti della vita musicale degli ultimi decenni.

Tre strumentisti che continuano a incontrarsi e separarsi nel loro esercizio quotidiano del concertismo. Francesco Manara, diplomatosi al Conservatorio di Torino nel 1990, nel 1992 è stato scelto da Riccardo Muti per ricoprire il ruolo di Primo Violino Solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala, posto a tutt’oggi ricoperto. In questo ruolo collabora con i massimi direttori d’orchestra, da Baremboin a Chailly, Dudamel e Gherghiev. È fondatore del “Trio Johannes”, premiato al Concorso Internazionale di Trieste, a quello di Osaka e alla “Concert Artists Guild Competition” di New York. Docente all’Accademia della Scala, suona un Giovanbattista Guadagnini del 1773.

Alessandro Travaglini ha studiato presso il Conservatorio di Pescara e si è perfezionato al Conservatoire National Supérieur de Musique de Lyon e all’Accademia Chigiana di Siena. Già primo clarinetto nell’Orchestra Sinfonica del Teatro dell’Opera di Lione e nell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Parigi, ha collaborato con l’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma e la RAI di Milano e Torino. Ha suonato per le importanti società concertistiche al fianco di artisti come Ciccolini, Krylov e il Quartetto del Teatro alla Scala. È docente di clarinetto presso il Conservatorio di Brescia.

Vincitore del Cleveland International Piano Competition e premiato ai Concorsi Van Cliburn, Geza Anda e Valencia, Roberto Plano ha intrapreso una carriera internazionale che lo ha portato a esibirsi al Lincoln Center, Wigmore Hall, Salle Cortot, Sala Verdi di Milano. Ha suonato come solista con gli archi dei Berliner Philarmoniker, Kremerata Baltica e Festival Strings Luzern. Dal 2016 è titolare di una Cattedra di Pianoforte alla Boston University ed è stato recentemente insignito dell’American Prize.

Il tema del viaggio sembrerebbe essere il fil rouge di questo concerto, interamente dedicato alla musica del Novecento. Accanto al Trio (1932) dell’armeno Aram Chačaturjan, un’opera giovanile scritta durante gli studi al Conservatorio di Mosca, ascoltiamo Voyage (1995) del palermitano Giovanni Sollima. Come scrive Dario Olivieri, il brano racconta di “melodie scavate entro scale arabe e armonie sempre cangianti come i paesaggi che si osservano dal finestrino di un treno. La parte centrale del pezzo è come una danza, una corsa, una fuga frenetica. […] Ma dopo un istante tutto ricomincia come prima. Emozionante. Vitale. Il minimalismo ricondotto alla sua forma arcaica”.

Sullo sfondo del concerto di questa sera si intravede anche l’America, che nel Novecento rappresentò per tantissimi compositori, musicisti e intellettuali la meta di un viaggio, presto tramutatosi in esilio forzato. Prima di lasciare l’Europa Béla Bartók scrisse in una lettera a un’amica: “Questo viaggio è, in fin dei conti, un salto nell’incertezza da una certezza insopportabile”. Contrasts fu l’ultima opera che il compositore scrisse a Budapest nel settembre 1939 e la prima con cui si fece conoscere al pubblico americano nell’aprile 1940 a New York. Questa pagina cameristica è dedicata al violinista ungherese Joseph Szigeti e al clarinettista statunitense Benny Goodman, omaggiati con diversi richiami alla musica popolare, allo stile jazzistico, alle sperimentazioni moderniste.

Elementi simili caratterizzano anche la vastissima produzione del compositore francese Darius Mihaud, vicino a Erik Satie e Jean Cocteau e membro del celebre “Gruppo dei Sei”. L’America rappresentò per lui la scoperta di nuovi mondi musicali, come quello della musica brasiliana e del mondo del jazz negli anni Venti, ma anche la terra dell’esilio a partire dal 1939. La Suite op. 157b fu composta nel 1936 e racchiude le musiche scritte per la pièce teatrale Le voyageur sans bagages (Il viaggiatore senza bagaglio) di Jean Anouilh.

Programma:

 

D. Milhaud (1892-1974)

Suite op. 157b (Ouverture ‒ Divertissement ‒ Jeu ‒ Introduction et Final)

 

A. Chačaturjan (1903-1978)

Trio (Andante con dolore, con molto espressione ‒ Allegro ‒ Moderato)

 

G. Sollima (*1962)

Voyage

 

B. Bartók (1881-1945)

Contrasts

Verbunkos (Danza ungherese). Moderato, ben ritmato ‒ Pihenö (Riposo). Lento ‒ Sebes (Danza veloce). Allegro vivace

 

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