Sereni Orizzonti, truffa su prestazioni sanitarie con arresti in Italia

Inchiesta Gdf Udine: «a rischio la salute degli assistiti». Arrestato il fondatore Massimo Blasoni e altri sette manager tra carcere e domiciliari. 

0
352
sereni orizzonti
Massimo Blasoni, fondatore Sereni Orizzonti

Truffa aggravata, in materia di spesa socio-sanitaria, ai danni dei bilanci delle regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia: questa l’accusa a carico del noto imprenditore friulano Massimo Blasoni,fondatore di Sereni Orizzonti, colosso internazionale – opera anche in Germania e Spagna – nel settore delle case di riposo, dove gestisce 5.900 posti letto e occupa quasi 3.000 dipendenti in 80 RSA e 10 comunità per minori, con un fatturato di oltre 200 milioni di euro.

Per la Guardia di Finanza di Udine, la società di Blasoni ha percepito illecitamente contributi pubblici per oltre 10 milioni di eurosomma che è stata sequestrata sotto forma di beni e valori – presentando alle aziende sanitarie territorialmente competenti rendicontazioni non veritiere in ordine agli standard quantitativi e qualitativi dei servizi assicurati nelle proprie strutture. Oltre a Blasoni – conosciuto anche per le sue frequenti apparizioni televisive e gli editoriali su numerosi quotidiani nazionali – sono finite in carcere altre tre persone, mentre ulteriori quattro collaboratori sono stati posti ai domiciliari; per una nona persona il Gip ha disposto l’obbligo di firma.

Secondo le Fiamme Gialle, le strutture operative di Sereni Orizzonti, «per massimizzare i profitti d’impresa, comprimevano almassimo il costo del personale di servizio impiegato ed erogavano prestazioni diverse per quantità e qualità rispetto agli standard normativamente e contrattualmente previsti, determinando un livello minore di assistenza ad anziani e minori, anche a rischio di pregiudicarne benessere e salute». A tale scopo, venivano rendicontate anche maggiori ore di assistenza socio-sanitaria, considerando tra queste prestazioni anche quelle effettuate da personale privo delle necessarie qualifiche e, di fatto, impiegate solo nei servizi di pulizia e di cucina.

La documentazione attestante le presenze giornaliere degli operatori assistenziali e le ore di lavoro da loro realmente prestate era sistematicamente distrutta e/o occultata agli organi di vigilanza. Altre volte, prestazioni mai rese ai propri degenti erano falsamente rendicontate sulla base di fatture false emesse da professionisti compiacenti. Le irregolarità contestate a Sereni Orizzonti, che abbracciano anche i rapporti di impiego delle unità di lavoro, costituiscono anche un raggiro degli ospiti privati che, a fronte delle rette di degenza pagate, hanno ottenuto prestazioni assistenziali inferiori.

«Il fascicolo dell’inchiesta non contiene alcuna prova documentale in relazione all’ipotesi di reato contestato e siamo certi che in sede giudiziaria verrà riconosciuta l’innocenza dell’azionista di riferimento Blasoni e dei collaboratori della società», replica in una nota Sereni Orizzonti, sostenendo che «quanto è avvenuto non ha peraltro interrotto in alcun modo la normale attività nella sede centrale di Udine, subito ripresa dopo che la Gdf ha terminato la sua ispezione, così come in tutte le nostre strutture. Abbiamo già messo a disposizione dell’autorità giudiziaria la somma sequestrata a titolo cautelativo e confermiamo – conclude – che quanto è accaduto non ha in alcun modo compromesso la solidità economico-finanziaria del gruppo, che resta in grado di adempiere a tutti i suoi impegni».

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, consultate i canali social:

Telegram

https://t.me/ilnordest

Twitter

https://twitter.com/nestquotidiano

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano/

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian/

© Riproduzione Riservata