Sostenibilità ambientale, NordEst con Trento in vetta nella classifica il Sole 24Ore Legambiente

Nei primi venti posti della classifica quasi tutte città del NordEst. 

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Piazza Duomo a Trento, la città più sostenibile d'Italia.

Trento, Mantova e Bolzano, secondo la classifica stilata dal rapporto annuale di LegambienteEcosistema Urbano 2019” in collaborazione con il Sole 24Ore, sono le città migliori in Italia per la sostenibilità ambientale, mentre Vibo Valentia, Siracusa e Catania quelle meno.

Nel complesso, le città italiane migliorano la loro situazione ambientale. Ma restano ancora tante disuguaglianze, fra chi fa progressi (soprattutto al Nord che occupa quasi tutte le prime 20 posizioni della classifica, con il NordEst in posizione di primazia) e chi rimane impantanato nei problemi (soprattutto al Sud e nelle metropoli).

Il rapporto di Legambiente prende in esame le performance ambientali dei 104 capoluoghi di provincia, valutando le città sulla base di 18 parametri, fra i quali qualità dell’aria, ciclo dei rifiuti, rete idrica, trasporti pubblici, isole pedonali, ciclabilità, tasso di motorizzazione, produzione di energia da fonti rinnovabili.

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Le prime 20 posizioni dei capoluoghi italiani con la maggiore sostenibilità ambientale

Trento aveva già buoni risultati nell’analisi dello scorso anno è arrivata in testa alla classifica grazie a un miglioramentonella qualità dell’aria, nel trasporto pubblico e nella ciclabilità. Mantova, al secondo posto, era prima lo scorso anno, ma rimane una città decisamenteverde”. Bolzano, terza, ha migliorato qualità dell’aria e trasporto pubblico. Seguono Pordenone (4), Parma (5) e Pesaro (6). Nella parte alta della classifica ci sono quasi tutte città del Nord, con qualche eccezione, come Oristano (9), Cosenza (14), Teramo (28) e Nuoro (35).

La parte bassa della classifica ospita soprattutto città del Sud, ma non solo. Ci sono pure Monza (79), Imperia (90), Alessandria (95) e Massa (96), oltre a diverse metropoli: Genova (73), Napoli (84), Bari (87), Torino (88), Roma (89). In fondo alla classifica ci sono Vibo Valentia e Siracusa, che da anni non forniscono dati a Legambiente, e Catania (102).

«Gli indicatori parlano anche quest’anno di un’Italia che si muove in maniera disomogenea – si legge nel rapporto -. Nel complesso migliora, ma sono tante le città in allarme smog o incapaci di assicurare un corretto ciclo dei rifiuti». I dati sulle polveri sottili Pm10 sono in netto miglioramento, ma meno della metà delle città rispettano tutti i limiti di legge. La media italiana della raccolta differenziata è arrivata al 55%, con Ferrara, Treviso, Mantova, Pordenone, Parma e Trento oltre l’80%, segno che produrre pochi rifiuti da avviare allo smaltimento finale è possibile con una corretta organizzazione.

In media, il 36% dell’acqua potabile non arriva ai rubinetti, ma in 18 città la metà dell’acqua immessa nelle condutture viene dispersa. Migliora complessivamente, seppur di poco, il servizio di trasporto pubblico. Milano, Brescia, Pavia sono le città dove prendere il bus è più facile. Il tasso di motorizzazione dei capoluoghi italiani, invece, sale in un anno da 63,3 auto ogni 100 abitanti a 63,9. Lucca e Venezia sono le città migliori per andare a piedi, Reggio Emilia per andare in bici. Cresce l’estensione media delle isole pedonali: 0,47 metri quadri per abitante (era 0,45 lo scorso anno). Le fonti rinnovabilicoprono il 100% del fabbisogno elettrico delle famiglie in 27 capoluoghi. Sono 90 i capoluoghi che hanno almeno un impianto solare termico o fotovoltaico sugli edifici pubblici.

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