Apindustria Confimi Verona: Renato Della Bella riconfermato presidente

L’associazione delle Piccole e Medie Imprese di Verona, riunita in assemblea generale all’Auditorium Verdi della Fiera, ha rinnovato la fiducia all’imprenditore veronese. 

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Renato Della Bella, già presidente di Apindustria Confimi Verona dal 2016, è stato riconfermato alla guidadell’associazione delle Piccole e Medie Imprese di Verona, realtà che conta quasi 800 aziende associate, che occupano 16.000 addetti con un fatturato complessivo di circa 5 miliardi di euro.

Alla 57a assemblea dei soci, che si è svolta all’Auditorium Verdi della Fiera di Verona, sono stati rinnovati i componenti del consiglio direttivo, ora composto da Patrizia Aquironi, Fausto Borin, Giovanni Capone, Maria Paola Carlesi, Claudio Cioetto, Luigi Dal Prete, Alessia Faggioni, Marco Gatti, Nicola Mazzi, Francesco Menegalli, Simone Santagata, Marina Scavini, Teresina Tolin e Renato Della Bella.

«Oggi abbiamo deciso di lanciare al nostro territorio dei messaggi, delle proposte chiare, con la convinzione che queste possono essere un punto di partenza di una discussione, di un confronto che si deve riaccendere su temi vitali per il futuro di Verona – ha commentato

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Il presidente rieletto di Apindustria Confimi Verona, Renato Della Bella.

Renato Della Bella -. Noi di Apindustria Confimi Verona avvertiamo in maniera molto netta un deficit di discussione, un deficit di approfondimento a livello cittadino praticamente su tutte le scelte strategiche che riguardano il nostro territorio; da anni avvertiamo un assordante silenzio, avvertiamo la mancanza di un tavolo di coordinamento in cui si faccia sintesi e nel quale si possano condividere gli obiettivi e le azioni necessarie a raggiungere nel più breve tempo possibile quegli obiettivi ritenuti strategici. Quindi, partendo da questa considerazione – ha rimarcato Della Bella–, è necessario che la classe dirigente di Verona, tra cui noi, beninteso, faccia un salto di qualità molto netto nella propria disponibilità a confrontarsi, nel rendere pubblici alcuni dibattiti per fare sì che le decisioni che vengono prese non siano solo di alcuni ma che derivino dalla sintesi delle posizioni di tutte le menti propositive della città».

Tra le decisioni importanti il completamento o potenziamento delle infrastrutture necessarie affinché la mobilità di personee merci avvenga con velocità e standard che l’Europa e il mondo richiedono: dall’aeroporto di Verona al completamento della linea Brescia-Padova, dalla Tav e Tap all’Interporto che dovrebbe nascere a Isola della Scala fino a infrastrutture come minori per collegare Verona al Polesine e la Valpantena al capoluogo scaligero.

Su burocrazia e tassazione è intervenuto Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria: «ci stanno condannando adabbassare le serrande. Se i governi che arriveranno non daranno effettivamente una mano su queste tematiche, continueremo ad assistere a un copione drammatico in cui 250 imprese al giorno chiudono e altre vanno via dal nostro Paese. Se non tamponiamo immediatamente questa falla con operazioni che abbiano un senso, la soluzione non la troveremo certo nella tassazione».

All’assemblea generale sono intervenuti poi Federica Mirandola e Michele Ghibellini, rispettivamente alla guida di ApiDonne e ApiGiovani, Claudio Cioetto presidente di Api Legnago. Infine erano presenti il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e Manuel Scalzotto, presidente della provincia di Verona.

Infrastrutture, legalità, formazione: sono i focus sui quali si è concentrato l’appuntamento che, a partire dal tema “Protagonisti uniti e consapevoli. Determiniamo il nostro futuro”, ha avuto come relatori l’ex magistrato Gherardo Colombo con la relazione “La legalità e il rispetto delle regole”, e il sociologo Umberto Galimberti con l’intervento dal titolo “La condizione giovanile nell’età del nichilismo”.

Di fronte al temuto rischio di infiltrazioni mafiose, ha detto Gherardo Colombo, «il consiglio è prevenire, rendersi impermeabili». Da un parte si tratta di esercitare la propria libertà: «dire sì o no. Capisco che, quando un imprenditore si trova con l’acqua alla gola, faccia fatica a dire no al corruttore e che in questo caso le conseguenze possano essere drammatiche. Qui può entrare in gioco il ruolo dell’associazione». Un’associazione come Apindustria Confimi Verona, ha spiegato, «può dotare i suoi associati di strumenti preventivi, a partire dalla formazione. Altro valido aiuto potrebbe essere cercare strumenti di agevolazione del credito. Ma soprattutto assumersi responsabilità che il singolo non sarebbe in grado di sostenere». Una cosa è quando la denuncia arriva dalla singola persona, che diventa facile preda di ritorsioni; una cosa è quando giunge dalla categoria di appartenenza nella sua collettività. «Se le associazioni, insieme ai corpi intermedi, riescono a creare questo cordone di protezione attorno alle proprie imprese attrezzandole degli strumenti preventivi idonei, le organizzazioni criminali troveranno meno porte aperte».

«La formazione delle nuove generazioni è fondamentale per preparare le future classi di dirigenti e imprenditori», ha sottolineato Umberto Galimberti, grazie a una formazione specifica con associazioni ed enti deputati a creare abilità. In generale, la scuola non educa, ha rimarcato: «Quando ce la mette tutta riesce a istruire, ma l’istruzione è una semplice trasmissione di contenuti mentali da chi li ha a chi non li ha. Educare significa portare i ragazzi dalle pulsioni alle emozioni, per avere una risonanza emotiva dei loro comportamenti, di modo che capiscano la differenza tra parlare male di un professore e prenderlo a calci. Un discernimento che non possiedono più». È necessario tornare all’apprendimento dei sentimenti, ha esortato, intesi come facoltà cognitive: «Elementi culturali che si imparano. Occorre tornare a riempire la scuola di cultura cioè di letteratura, libri, anziché di computer, smartphone, lavagne elettroniche, registri digitali, che non servono a niente».

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