“Naviris” è il nome della joint venture tra Naval Group e Fincantieri

Intanto la Commissione europea avvia un’indagine approfondita sull’operazione di acquisizione ex Stx. 

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Fincantieri Giuseppe Bono Naval Group Hervé Guillou

Mentre Fincantieri e Naval Group danno vita alla joint ventureNaviris”, la Commissione Ue apre un’indagineapprofondita sull’acquisizione da parte di Fincantieri degli Chantiers de l’Atlantique (ex Stx). L’operazione è stata notificata il 25 settembre scorso e il 30 ottobre è prevista la scadenza della prima fase, quella entro cui le parti avrebbero dovuto offrire spontaneamente rimedi ai timori che l’antitrust aveva espresso già a gennaio, quando accettò di valutare il caso.

La Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita temendo che l’operazione possa ridurre la concorrenzanel mercato mondiale della costruzione di navi da crociera. «La domanda di navi da crociera è in piena espansione in tutto il mondo. Chantiers de l’Atlantique e Fincantieri sono due leader mondiali in questo settore. Per questo motivo valuteremoattentamente se l’operazione proposta possa nuocere alla concorrenza nel settore a scapito dei milioni di europei che ogni anno scelgono di trascorrere vacanze in crociera», ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.

In questa fase la Commissione teme che «in un mercato già concentrato e con limitazioni di capacità, l’operazione proposta possa eliminare l’importante forza concorrenziale rappresentata da Chantiers de l’Atlantique», scrive Bruxelles, che ha individuato «ingenti ostacoli all’ingresso nel mercato della costruzione di navi da crociera, dovuti alla natura altamente complessa di questo settore», visto che sono richieste «infrastrutture specifiche, consolidate competenze ingegneristiche e progettuali, così come notevoli capacità di gestione per coordinare le centinaia di fornitori e subappaltatori che intervengono in tutto il processo di costruzione».

La Commissione ha stabilito in via preliminare che «non è presumibile l’emergere di nuovi costruttori qualificati in tempo utile a contrastare i probabili effetti negativi dell’operazione, che potrebbe quindi ridurre seriamente la concorrenza in questo mercato determinando un innalzamento dei prezzi, una riduzione della scelta e un freno all’innovazione». Inoltre l’antitrust «ha stabilito in via preliminare che i grandi clienti non avrebbero potere contrattuale sufficiente a contrastare l’eventualerischio di aumento dei prezzi derivante dall’operazione».

Bruxelles ha ora 90 giorni lavorativi, quindi fino al 17 marzo 2020, per adottare una decisione. L’avvio di un’indagine approfondita, ricorda la Commissione, «non pregiudica l’esito del procedimento».

Fincantieri ha espresso il proprio «dissenso verso la predetta decisione, ancor più se motivata, come riportato, dalla riduzione da “tre a due” dei player europei. In Europa, infatti, anche a seguito dell’operazione, sarebbero comunque presenti tre costruttori di navi da crociera rispetto ai quattro attuali».

Come è noto, l’acquisizione dei cantieri francesi non raggiunge le soglie di fatturato sulle concentrazioni previste dalle norme europee per le operazioni che devono essere notificate alla Commissione a causa della loro dimensione europea. Ciò nonostante, l’otto gennaio scorso la Commissione europea aveva accolto la domanda presentata dalla Francia, alla quale si era associata la Germania, che invitava tuttavia a esaminare, appunto, la proposta di Fincantieri.

Intanto, Fincantieri e Naval Group hanno dato vita alla joint venture paritaria (50/50) tra le due società annunciando il nomedella nuova società: “Naviris”, che evoca una robusta alleanza a garanzia di un know-how di qualità superiore, proiettata verso uno scenario internazionale. Il nome è stato presentato a Genova durante l’ultimo “Steering Committee” (che si riunisce ogni trimestre alternativamente in Francia e in Italia) e rappresenta un nuovo passo in avanti nella forte collaborazione tra Fincantieri e Naval Group.

Naviris rappresenta una grande opportunità per entrambi i gruppi e i loro ecosistemi di migliorare la propria capacità di servire le rispettive Marine nazionali, di acquisire nuovi contratti di esportazione, di sviluppare nuove tecnologie e, in definitiva, di aumentare la competitività dei comparti navali dei due Paesi. La costituzione della joint venture è attesa come programmato entro la fine dell’anno.

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