Delegazione della provincia cinese di Hebei in vista al Veneto

Interesse per la collaborazione tra le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 e Milano-Cortina 2026. Marcato: «il sistema produttivo delle Pmi venete è un modello internazionale». 

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provincia cinese di Hebei
Il vicedirettore dell’Ufficio affari esteri del Governo del Popolo della provincia di Hebei, Li Jun, con l'assessore veneto, Roberto Marcato.

Visita della delegazione della provincia cinese di Hebei, guidata dal vicedirettore dell’Ufficio affari esteri del Governo del Popolo, Li Jun, alla regione Veneto, dove sono stati ricevuti a Venezia dall’assessore regionale allo sviluppo economico, Roberto Marcato, in rappresentanza del Presidente Luca Zaia, per un tavolo istituzionale con i rappresentanti delle categorie e delle università.

Ad inizio giornata, avevano già avuto un incontro a Padova presso la Camera di commercio, al quale hanno partecipato anche il segretario generale dell’Ente camerale, Roberto Crosta, il presidente del VIMM (Istituto Veneto di Medicina Molecolare), Francesco Pagano, e il direttore di Galileo Visionary District, Emiliano Fabris, cui è seguita una visita all’Interporto patavino.

«L’imprenditoria veneta non solo si conferma il traino dell’economia nazionale, ma è anche riconosciuta un riferimento internazionale affidabile. Un’ulteriore conferma la abbiamo avuta oggi – ha detto Marcato -. La provincia cinese di Hebei, forte di una collaborazione trentennale, chiede di consolidare i rapporti reciproci in tutti i settori economici. Una grande opportunità potrebbe già profilarsi con il passaggio di testimone tra le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 e quelle di Milano-Cortina 2026. Dalla sinergia dei vari ambienti produttivi e organizzativi legati ai due eventi, infatti, il Veneto può confermarsi un avamposto strategico per la Nuova Via della Seta e nelle relazioni con la Cina. È un’occasione di grande rilievo, visto che i flussi commerciali degli ultimi anni confermano uno spostamento dell’asse verso Oriente».

provincia cinese di hebei
L’incontro tra la delegazione della provincia cinese di Hebei con le organizzazioni economiche del Veneto

Per Marcato «la Repubblica popolare cinese, dieci anni fa era il quindicesimo acquirente del “Made in VenetoProdotto in Veneto” e oggi è il nono, arrivando ad assorbire il 2,7% delle esportazioni dalla nostra regione. Nel 2018 le esportazioniverso la Cina hanno sommato 1.689.546.901 euro, segnando una crescita contenuta (+0,2%), ma costante. Hebei, nello specifico, ha quasi 80 milioni di abitanti, è una delle regioni più grandi dello Stato e la sesta per rilevanza economica; si tratta di un’area importantissima. La sua storia industriale è legata alla produzione dell’acciaio, un settore che in questo momento storico è altamente strategico. Guardare a quest’angolo del Globo e favorire forme di collaborazione solide e concrete è fondamentale».

A favorire i legami tra Veneto e Hebei c’è anche una coincidenza storica: «l’edizione immediatamente precedente ai giochi olimpici e paralimpici di Milano-Cortina 2026 è quella di Pechino 2022, durante la quale Hebei ospiterà alcune importanti gare nella località di Zhangjiakou – sottolinea Marcato -. Ci viene offerta l’opportunità di sinergie significative perché i due eventi si presentano con un’architettura molto simile, basata sulla diffusione delle gare in varie località, anche di pianura, in modo da sfruttare il più possibile le strutture già esistenti. Il nostro modello è visto come un riferimento, considerato che per la provincia della Repubblica popolare si presenta la possibilità di agire nell’ottica della crescita sostenibile, intervenendo sulla propria economia tradizionalmente legata all’industria pesante».

Non solo: «c’è un fortissimo interesse da parte di Hebei a capire la particolarità del nostro sistema produttivo che ha come punto di forza le PMI, le piccole e medie imprese – conclude l’assessore allo sviluppo economico -. In esso, infatti, riconoscono un modello europeo vincente, trapiantabile nella loro terra. Nella provincia cinese, infatti, è in corso un ragionamento in questa direzione, perché sono convinti che per allargare la base del benessere è necessario ridurre la dimensione aziendale. Noi siamo ben lieti di mettere a disposizione il nostro know-how e rinsaldare rapporti che siano proficui per entrambi e facciano bene innanzitutto alla nostra economia».

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