Celebrati i 65 anni della fondazione dell’Unione degli Istriani

Fedriga: «Unione degli Istriani fondamentale per raccontare la storia dell’esodio e delle foibe».

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unione degli istriani

Se tanti eventi tragici legati ai 350.000 esuli italiani che lasciarono l’Istria per sfuggire al regime jugoslavo comunista e al terribile fenomeno delle foibe, delle persecuzioni degli antititini sono oggi comunemente conosciuti, ciò si deve anche alla benemerita attività dell’Unione degli Istriani, che rappresenta la minoranza di lingua italiana in Slovenia e Croazia e gli esuli che ripararono a Trieste, prima, e nel resto d’Italia, poi.

Questo il convincimento di tanti politici e di tante persone che sono intervenute per portare una testimonianza alla cerimonia per i 65 anni della costituzione dell’Unione degli Istriani, svoltasi in Regione Friuli Venezia Giulia, organizzazione – da tempo presieduta da Massimiliano Lacota – che negli anni ha stretto rapporti e collaborazione con numerosi enti e istituzioni di altre regioni e anche di altri stati, confinanti e più in là.

Al termine della cerimonia, alla quale sono intervenuti, tra gli altri i sindaci delle quattro province della Regione, sono state premiate le persone che si sono distinte per il loro impegno a favore della causa degli esuli istriani.

Oltre al governatore, nel corso della cerimonia sono stati assegnati anche gli attestati di merito dell’Unione degli Istriani a esponenti del mondo della cultura e della politica che nel quinquennio 2014-19 hanno sostenuto le attività dell’associazione, tra i quali gli assessori regionali Pierpaolo Roberti e Alessia Rosolen, il vice sindaco di Trieste, Paolo Polidori, l’ex assessore regionale Gianni Torrenti, l’esperto di comunicazione Giancarlo Lancellotti, una associazione austriaca, sindaci, non solo del Friuli Venezia Giulia.

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La consegna dell’attestato di merito dell’Unione degli Istriani all’assessore Pietrpaolo Roberti con alla sinistra il governatore, Massimiliano Fedriga, e alla destra il presiedete dell’Unione, Massimiliano Lacota.

Intervenendo a margine della premiazione, Roberti ha detto «che il vero riconoscimento va all’Unione degli Istriani e alle associazioni che hanno saputo tramandare la memoria di quanto accaduto» evidenziando l’impegno della Regione per la revoca dell’onorificenza “Al merito della Repubblica” conferita al despota Tito: «quel provvedimento è un controsenso rispetto alla norma che ha istituito la Giornata del ricordo per commemorare le vittime delle foibe, un’onta che va lavata per restituire dignità sia a chi ha subito quelle tragedia sia al nostro Paese».

Rosolen ha sottolineato «la valenza dell’operato dell’Unione degli Istriani nel portare con convinzione alla luce una verità a lungo giudicata scomoda, che è però fondamentale per comprendere appieno la storia e i drammi del confine orientale».

«Oggi c’è chi si scandalizza per le “fake news” diffuse attraverso i social network, senza tenere conto delle menzogne diffuse dal nostro Paese, anche attraverso canali ufficiali, per cinquant’anni sui drammi delle foibe e dell’esodo, negando così le sofferenze patite da molti suoi figli. La Regione Friuli Venezia Giulia – scandisce il governatore Massimiliano Fedriga – alzerà sempre la voce, in modo democratico e civile, perché questo non possa più avvenire. Proprio in questo quadro si inserisce la collaborazione avviata con l’Unione degli Istriani che ha dato vita in modo instancabile a molte iniziative per far conoscere tragedie sulle quali, troppo a lungo, è calato un colpevole silenzio. Oggi siamo consapevoli di quanto avvenuto dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma è una conoscenza ancora poco diffusa in buona parte dell’Italia e dell’Europa. E’ giusto, quindi, far sapere che le foibe non sono state un dramma abbattutosi solo sugli italiani d’Istria, ma una persecuzione violenta volta a distruggere tutte le voci contrarie al regime di Tito, che condannò a morte anche molti dissidenti sloveni e croati

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