A Modena nasce E-Hub, il primo hub per startup di iniziativa privata

A Techboard Group, azienda attiva nel campo dell’elettronica, il merito di avere fatto il primo passo che sta riscuotendo l’interesse di molti imprenditori. Malagoli: «così avviciniamo le idee innovative all’impresa già consolidata».

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A Techboard Group, azienda attiva nel campo dell’elettronica, il merito di avere fatto il primo passo che sta riscuotendo l’interesse di molti imprenditori. Malagoli: «così avviciniamo le idee innovative all’impresa già consolidata».

Gli imprenditori mecenati, anche illuminati, esistono ancora e il modenese Fabio Malagoli, fondatore ed amministratore delegato di Techboard Group attiva nel campo dell’elettronica e degli applicativi informatici, è uno di questi con il lancio di E-Hub, il primo hub totalmente privato per l’innovazione dedicato alle startup.

L’idea di Malagoli nasce da una ristrutturazione e riqualificazione degli spazi operativi dell’azienda, azione che libera 1.000 metri quadri di superfice. Da qui l’idea di attrezzarli per fare qualcosa d’innovativo: ospitare all’interno dell’azienda delle startup attive nello stesso campo d’attività per farle crescere e, magari, per cogliere qualche opportunità di sviluppo anche della propria azienda. Il tutto investendoci del proprio, sia per l’erogazione di servizi alle startup che per immettere capitare nelle iniziative che si dimostrino essere più promettenti.

Davvero una bella idea, presidente Malagoli, la creazione di un hub per le startup direttamente all’interno di un’azienda già consolidata.

Era un po’ che ci stavo pensando, sia per dare una destinazione agli spazi che abbiamo liberato all’interno dell’azienda dopo la razionalizzazione e riqualificazione degli spazi produttivi, sia per trovare nuove idee da utilizzare nella produzione dell’azienda. Unire la capacità innovativa dei giovani e delle startup con quelle di un’azienda matura mi è parso il percorso giusto da sperimentare.

In cosa consiste E-Hub?

Vogliamo favorire concretamente la capacità di chi ha un’idea di realizzarla, mettendosi in proprio, senza burocrazia, mediante azioni semplici e concrete. A chi ci sottopone un progetto nel campo di attività in cui opera Techboard Group, viene valutata attentamente e se meritevole la ospitiamo in uno dei 15 spazi dedicati alle startup, oltre a 10 posti di lavoro condiviso per chi non ha come obiettivo l’imprenditorialità, ma vuole mettere a disposizione la sua esperienza di studio o professionale, magari per acquisirne di nuove. Alle startup mettiamo a disposizione esperienza, praticità, laboratori attrezzati, linee produttive, magazzini, relazioni con i clienti e fornitori, italiani ed esteri, con la possibilità di partecipare a possibili iniziative di valore.

In quali campi è attivo Techboard Group?

Siamo nati come azienda produttrice di circuiti stampati, che nel tempo si è evoluta a fornire servizi a valore aggiunto nel campo dell’elettronica, dalla progettazione e produzione dell’hardware, alla realizzazione del firmware nonché del software di gestione del prodotto. In questo modo siamo in grado di reggere una concorrenza sempre più agguerrita, offrendo maggiore valore al nostro prodotto. Poi, nel 2012 abbiamo acquisito la triestina Syac attiva nel campo della video sorveglianza, prodotto pensato, progettato e sviluppato al 100% made in Techboard, grazie al quale possiamo fornire soluzioni professionali per la sicurezza all’avanguardia che sono apprezzati in tutto il mondo.

Quanto le viene a costare l’avventura di E-Hub?

Abbiamo investito circa 2 milioni di euro nella razionalizzazione e ristrutturazione degli spazi produttivi, che vanno anche a vantaggio dell’azienda. Dalla razionalizzazione abbiamo liberato 1.000 metri quadri, che sono stati allestiti per realizzare 15 spazi per le startup e 10 per il lavoro condiviso. A regime ci saranno circa un centinaio di persone destinato a fare gruppo e a condividere esperienze e nuovi scenari tecnologici, da cui anche Techboard potrà attingere. Sul fronte dei servizi, abbiamo previsto di investire circa 650.000 euro in un quinquennio. Infine, è previsto uno stanziamento di 75.000 euro ogni anno (per un totale di 375.000 nel quinquennio) per l’investimento di capitale in una startup meritevole.

Uno sforzo non secondario. Avete valutato la possibilità di raccogliere risorse economiche anche da altri soggetti?

Al momento no. Siamo partiti solo con l’entusiasmo e le risorse dell’azienda anche per semplificare al massimo tutte le procedure. Non escludo che qualcuno possa entrare in pista, anche dopo il consenso registrato con la presentazione dell’iniziativa che ha riscosso un successo oltre le aspettative, sia dalle categorie produttive che dagli stessi aspiranti imprenditori, tant’è che da gennaio ci saranno già due startup pronte ad entrare in E-Hub, mentre una terza è in fase di valutazione.

Il suo, di fatto, è un investimento sull’innovazione.

Speriamo di ricevere stimoli, contaminazioni e idee innovative da utilizzare nei nostri processi valorizzando anche la capacità imprenditoriale ed innovativi di nuovi soggetti. Non solo: speriamo che le startup incubate in E-Hub possano crescere e diventare a loro volta nostri clienti, in un circolo virtuoso di sana crescita reciproca.

Cosa hanno detto i suoi colleghi imprenditori?

Ho colto un notevole interesse e attenzione. Come tutte le cose nuove, molti stanno alla finestra a vedere come si evolve la cosa, ma devo dire di avere ricevuto sinceri giudizi di apprezzamento da parte di molti colleghi che, lo spero vivamente, possano seguire la mia strada in modo da avviare un volano diffuso di crescita imprenditoriale ed economica del territorio.

Di fatto, la sua con E-Hub è la concretizzazione di quell’impresa sociale da sempre teorizzata ma quasi mai realizzata, un qualcosa anni luce lontano dai processi demagogici ed assistenzialistici del reddito di cittadinanza per valorizzare autenticamente capacità e conoscenze da parte dei singoli.

Questo è lo spirito dell’iniziativa: abbiamo tante cose da dare e da prendere reciprocamente per creare qualcosa di diverso reciprocamente. Si tratta di un percorso virtuoso che credo possa portarci lontano.

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