Manovra 2020: le tasse in più ci sono eccome!

Unatrans-Conftrasporto denuncia il mancato rispetto degli impegni sul rimborso delle accise sul gasolio per l’autotrasporto. Bond: «già previste nuove clausole di salvaguardia sulle accise dei carburanti».

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Tasse, tasse e ancora tasse: micro, piccole, medie o grandi che siano, il governo BisConte con la bozza di Manovra 2020 continua a tartassare famiglie ed imprese, spesso con provvedimenti controproducenti che, invece di aumentare il gettito, lo riducono.

Le federazioni dell’autotrasporto aderenti al Coordinamento nazionale Unatrans-Conftrasporto «apprendono con preoccupazione a mezzo stampa che il Governo ha presentato un emendamento che garantisce il rimborso accise soltanto fino al 1° luglio 2020, invece che fino al 1° ottobre come faticosamente concordato. Tutto ciò contravviene al buonsenso ed al dialogo avviato tra Governo ed associazioni con senso di responsabilità che ha permesso sul filo di lana di allentare la tensione che si è diffusa tra gli operatori dell’autotrasporto. Siamo convinti che il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, mantenga fede agli impegni assunti». Sperare è bene, ma fidarsi è meglio così come è opportuno prepararsi al peggio.

Non solo: in tema di accise sui carburanti, da sempre il pozzo di San Patrizio di ogni governo succedutosi al governo del paese negli ultimi 70 anni, è già sulla rampa di lancio una nuova clausola di salvaguardia, che va ad aggiungersi a quella vigente riguardante l’aumento Iva per il 2021 (l’aumento già previsto per il 2020 pare essere rientrato): per coprire i numerosi buchi e voragini che si aprono ogni giorno nella Manovra 2020, è previsto un bel rincaro su benzina e gasolio nel 2021.

Sul tema interviene Dario Bond, deputato di Forza Italia del Bellunese: «è inaccettabile che il governo non mantenga fede agli impegni presi con le categorie, come quelle dell’autotrasporto. Invito il governo a non stracciare la residua credibilità di cui ancora gode. Così come è politicamente inaccettabile il continuo ricorso alle clausole di salvaguardia che spostano nel futuro le responsabilità dell’oggi».

Ne va meglio per le tasse sugli zuccheri, sulla plastica e sulle auto aziendali, spacciate per provvedimentieducativi” o “ecologici”, che servono solo ad affossare l’economia nazionale e a rendere il sistema produttivo italiano ancora più fragile. Anche nella stessa maggioranza di governo ci sono parti che s’accorgono che di troppe tasse di può morire e si cerca di correre ai ripari, anche se la coperta è corta. A ben poco vale il taglio del 50% della tassa sulla plastica o la limatura su quella dello zucchero o, ancora, la rimodulazione della tassa sulle auto aziendali che da un lato agevola impercettibilmente i veicoli elettrici o ibridi, lasciando per il 2020 quasi invariata la tassazione per quelle con emissioni medio-basse, mentre inizia a stangare (mazziandole nel 2021) quelle costituiscono ancora la gran parte degli acquisti delle flotte.

In tutto questo bailamme di tassa-e-leva ci si può consolare con la riduzione dell’Iva (dal 22 al 5%) sugli assorbenti igienici femminili, ma solo quelli compostabili (inesistenti sul mercato) o lavabili (tra le donne hanno lo stesso successo dei pannolini per i bambini: praticamente nullo), mentre si rinuncia a mettere mano alla vera polpa della spesa inutile, quella costituita in primis dal reddito di cittadinanza che costa un botto di miliardi di euro senza creare alcun posto di lavoro degno di tale nome (solo qualche migliaio di lavori a termine) o di quota 100 che, ben lungi dal successo atteso dai suoi promotori, pure produce pochissimo ricambio tra la forza lavoro.

Non c’è che dire: dalle commissioni legislative del Senato sta venendo alla luce l’ennesimo obbrobrio fiscal-finanziario che dovrà essere fatto digerire ai parlamentari a suon di voti di fiducia già al primo giro di votazioni (la giostra della Manovra 2020 girerà ben tre volte: Senato-Camera-Senato). Un fatto che la dice lunga del malessere dilagante tra le fila della maggioranza del governo BisConte.

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