Italia a due velocità nell’evasione dei pagamenti di acqua, Imu e Tari

Secondo la Cgia mancano alle casse pubbliche pagamenti per 7,6 miliardi di euro e l’evasione è drammaticamente elevato al Mezzogiorno.

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Tra l’evasione dell’ImuTasi, della Tari e il mancato pagamento delle bollette dell’acqua, gli italianirisparmianoindebitamente 7,6 miliardi di euro all’anno. A pagare il conto, secondo la Cgia di Mestre, sono i comuni e le società che si occupano della gestione dei rifiuti urbani e/o erogano il servizio idrico, spesso controllate dalle stesse amministrazioni comunali dove operano.

L’Ufficio studi dell’Associazione artigiani veneziana che ha stimato l’evasione e le morosità degli italiani dopo aver elaborato gli ultimi dati disponibili del Ministero degli Interni (per Imu-Tasi), Laboratorio REF Ricerche, CRIF Ratings (per la Tari) e Utilitatis (per l’acqua).

«Se una gran parte di questi mancati pagamenti fosse recuperato, molto probabilmente ci sarebbe la possibilità di abbassare le tasse locali e le tariffe dell’acqua a tutti – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo -. Soprattutto nel Mezzogiorno che presenta un’incidenza sul mancato pagamento totale pari al 40%: 10,5 punti in più della media registrata al Centro e 11 in più rispetto a quella del Nord».

Con la legge di bilancio 2020 le cose sono destinate a cambiare. La “manovra” prevede la “Riforma della riscossione degli enti locali” che consentirà alle amministrazioni locali di recuperare i mancati pagamenti senza attendere i tempi di iscrizione a ruolo del debito o di predisposizione dell’ingiunzione. Parliamo dell’atto unico di accertamento che – al pari di quanto già oggi vale per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione a livello di tributi erariali – contiene in sé tutti gli elementi di titolo idoneo anche al pignoramento del conto corrente o del quinto dello stipendio.

Secondo i dati del ministero dell’Interno riferiti al 2016 (ultimo anno disponibile), a fronte di 22,1 miliardi di gettito complessivo, la stima dell’evasione Imu-Tasi ammonta a 5,1 miliardi di euro, di cui 1,87 miliardi sono ascrivibili ai proprietari degli immobili delle regioni del Nord, 1,81 miliardi a quelli del Sud e 1,4 miliardi a quelli del Centro. Per quanto riguarda la propensione all’evasione (o propensione al “tax gap”) spicca il dato della Calabria pari al 43,2%, quello della Campaniaattestatosi al 38,5% e quello della Sicilia al 36,6%. Le regioni più virtuose, invece, sono il Piemonte (“tax gap” al 21,7%), la Lombardia (20,6%), la Liguria (18,3%) e l’Emila Romagna (17,8%) che è la regione dove la propensione all’evasione è la più bassa in assoluto.

Anche per quanto concerne la stima dell’evasione della Tari, le differenze territoriali sono evidentissime. Secondo le stime emerse dai dati del Laboratorio REF ricerche e CRIF Ratings, su 9 miliardi di gettito complessivo registrato nel 2018, il mancato incasso a livello nazionale è stato di 2,1 miliardi di euro, di cui poco più di 1 miliardo in capo ai cittadini/impresedel Sud, 817 milioni a quelli del Centro e solo 286 milioni di euro a quelli del Nord. A livello regionale svetta la mancata riscossione per abitante del Lazio pari a 121,8%. Seguono la Sicilia con 77,2 euro per abitante, la Campania con 63,2 euro e la Calabria con 45,3 euro. Diversamente, si segnalano i risultati ottenuti in Lombardia e Veneto, dove l’evasione per abitante è rispettivamente di 5,6 e di 5 euro. Pressoché nullo il mancato pagamento registrato in Trentino Alto Adige e in Valle d’Aosta.

I dati emersi nell’indagine condotta da Utilitatis, infine, consentono di stimare la morosità del servizio idrico erogato agli utenti domestici solo per ripartizione geografica. A fronte  di una spesa idrica complessiva delle famiglie italiane pari a 4,6 miliardi di euro, ammonta a 364 milioni di euro la mancata riscossione registrata a 2 anni dall’emissione della fattura, di cui 226 milioni di euro fanno capo alle famiglie del Sud (11 euro per abitante), 80 milioni a quelle del Nord (3 euro per abitante) e 58 milioni a quelle del Centro (5 euro per abitante).

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