1 miliardo per lo sviluppo delle filiere produttive d’eccellenza di Padova e Treviso

Assindustria Venetocentro, Confartigianato Imprese Padova, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Intesa Sanpaolo firmano l’accordo Filiere per accrescere la competitività e migliorare l’accesso al credito.

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filiere produttive
Filiere produttive del Veneto: da sx Roberto Boschetto (Confartigianato Padova), Vendemiano Sartor (Confartigianato Marca Trevigiana), Renzo Simonato (direttore Triveneto Intesa Sanpaolo), Maria Cristina Piovesana Massimo Finco (Assindustria Veneto Centro).jpg

È stato firmato a Padova l’accordoFiliere”, nato dalla volontà comune di Assindustria Venetocentro Imprenditori Padova Treviso, Confartigianato Imprese Padova, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Intesa Sanpaolo di contribuire in maniera condivisa ed efficace alla crescita e al consolidamento delle filiere produttive, assicurando alle aziende del Padovano e del Trevigiano, la tutela del know-how manifatturiero che costituisce un fondamentale elemento di competitività e un’opportunità di lavoro e di crescita. Si avvia così una stretta collaborazione tra le associazioni dell’industria e dell’artigianato del territorio facendo sistema tra le imprese medio-grandi e le piccole realtà, unitamente al credito.

Il presupposto del programma è la valorizzazione delle piccole e medie imprese che lavorano con le grandi aziende del “Prodotto in Italia”, contribuendo alla realizzazione dei loro prodotti, nell’ambito della stessa filiera produttiva. Al centro dell’accordo il rafforzamento dei sistemi a rete, che rappresentano gli strumenti più efficaci per assicurare competitività e crescita a tutto il sistema manifatturiero locale, attraverso il coinvolgimento delle aziende committenti e dei relativi fornitori.

Le associazioni promuovono la diffusione e il consolidamento delle filiere nelle due province e Intesa Sanpaolo si impegna a sostenerne lo sviluppo mettendo a disposizione sia un plafond di un miliardo di euro per il credito, sia prodotti per rispondere alle esigenze non solo finanziarie del capofiliera e dei suoi fornitori, oltre a quelle dei dipendenti appartenenti alla stessa. In particolare, Intesa Sanpaolo ha elaborato un nuovo modello di rating che valorizza le potenzialità e gli aspetti qualitativi intangibili delle imprese, tra cui l’appartenenza ad una filiera, per migliorare l’accesso al credito dei fornitori strategici del capofiliera.

Nel Veneto hanno già aderito al contratto di filiera 75 aziende capofila con complessivi 9.000 dipendenti e oltre 800 imprese fornitrici per un giro d’affari globale di 6,3 miliardi di euro. Nel Padovano, i contratti di filiera sono 12 e coinvolgono circa 130 fornitori, 1.700 dipendenti del capofiliera per un giro d’affari complessivo di oltre 900 milioni di euro. Nel Trevigiano, i contratti di filiera sono 13 e coinvolgono circa 160 fornitori, 1.350 dipendenti del capofiliera per un giro d’affari complessivo di oltre 700 milioni di euro.

È prevista anche la collaborazione nelle rispettive iniziative sulle politiche correlate al piano nazionale Impresa 4.0 comprese le attività riguardanti i Competence Center, i Digital Innovation Hub e le strategie di Circular Economy. Inoltre verranno organizzati ricerche, studi ed eventi riferiti ad ambiti che interessano le imprese di ogni dimensione, come l’internazionalizzazione, la ricerca e l’innovazione e la digitalizzazione.

«Abbiamo siglato un’operazione “di territorio” che vede protagonista la rappresentanza associativa in un ambito importante per le imprese, soprattutto di piccola e media dimensione, come il credito – dichiara Maria Cristina Piovesana, presidente di Assindustria Venetocentro -. In AVC già da alcuni anni abbiamo voluto rendere sistemico uno strumento, come il credito di filiera, già adottato da alcuni gruppi aziendali. Conoscendone i vantaggi, abbiamo voluto ampliarne la portata ad un numero maggiore di aziende dialogando direttamente, forti della rappresentanza di migliaia di imprese, con il sistema bancario».

«Sottoscrivere accordi sottesi ad assicurare alle imprese la possibilità di sviluppare soluzioni su misura per i committenti, di elevare la qualità del servizio offerto segna la differenza poiché permette loro di posizionarsi, in qualità di protagonisti all’interno di processi di valore – afferma Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana -. Il potenziamento della collaborazione tra aziende nel territorio grazie ad intese innovative favorisce percorsi di crescita e accresce la cultura e le capacità finanziarie, essenziali per competere nel mercato».

«Firmiamo questo accordo con grande soddisfazione perché rappresenta un’importante opportunità per le nostre piccole imprese, che fino ad oggi sono state esposte ad eccessivi rischi in ambito finanziario – spiega Roberto Boschetto, presidentedi Confartigianato Imprese Padova -. Grazie a questo nuovo protocollo, potranno contare su uno strumento innovativo e su un nuovo modo di operare, frutto di una significativa sinergia tra le associazioni di rappresentanza delle piccole e grandi imprese del territorio e un istituto bancario di primo piano qual è Intesa Sanpaolo. Attraverso il meccanismo della filiera, anche i fornitori di piccole dimensioni saranno in grado di affrontare un piano di sviluppo, tutelate dalla possibilità di accesso al credito a condizioni favorevoli. Per la nostra associazione rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso di supporto, finalizzato a far emergere il valore delle filiere con l’obiettivo di consolidare l’economia del territorio».

«Il Triveneto è un territorio a vocazione distrettuale fortemente caratterizzato da imprese di medio-piccole dimensioni spesso collegate tra di loro in filiera – afferma Renzo Simonato, direttore regionale Intesa Sanpaolo -. Con questo accordo vogliamo valorizzare la capacità di fare sistema sia tra le Associazioni sia con i partner finanziari per sostenere ancora di più le imprese che in un mondo che sta cambiando velocemente, anche grazie alla spinta della rivoluzione 4.0., devono aumentare la loro resilienza e adattarsi a nuovi modelli di business».

Le filiere produttive rappresentano una caratteristica importante del tessuto produttivo del manifatturiero italiano che spiega anche la maggiore presenza in Italia di imprese di piccola e micro-dimensione e, nonostante ciò, la forte proiezione e competitività dell’offerta italiana in una pluralità di prodotti. L’analisi dei bilanci di un campione di 405 imprese inserite in filiere produttive in Veneto, evidenzia, infatti, una crescita del fatturato tra il 2016 e il 2018 del 12,3%, di gran lunga superiore a quella espressa dalle altre imprese (pari a +9,4%), con differenziali particolarmente elevati tra le imprese anche di piccolissime dimensioni. Le aziende fornitrici raggiungono gli stessi parametri di crescita del capofiliera e mostrano marginalità e patrimonializzazione del tutto simili, a indicazione dell’effetto di traino offerto dalle filiere produttive quando si è inseriti come subfornitori strategici.

Le filiere produttive ricoprono un ruolo particolarmente importante in Veneto, come è evidente anche dalla distanza media delle forniture che mediamente nella regione è pari a 92 Km e scende addirittura a 85 Km nei distretti, presentando valori minimi nelle province di Padova e Treviso nel distretto del Mobile di Treviso (65 Km) e massimi per il Tessile e abbigliamento di Treviso (127 Km). Le distanze medie di fornitura sono particolarmente basse tra le imprese più piccole: le micro imprese (con fatturato fino a 2 milioni di euro) di Padova e Treviso hanno i loro fornitori nel raggio di 66 Km; il dato sale a 117 Km per le imprese più grandi (oltre 50 milioni di euro di fatturato), riuscendo a combinare i vantaggi di prossimità dei fornitori locali e il ricorso a catene di approvvigionamento più lunghe per forniture ad esempio di tecnologia.

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