A Natale e fine anno crescono (3,3%) i consumi vini spumanti

Secondo le stime Ovse-Ceves. leader è il Prosecco, ma crescono sempre di più i brut. Boom di etichette di vitigni autoctoni. 

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spumanti d'italia

Nelle festività di fine anno, tra Natale e l’Epifania cresce ancora il consumo di vini spumanti con gli italiani che berranno più bottiglie (+3,3%) rispetto alle festività dello scorso anno, consumando in media di poco più di 2,5 milioni di spumanti al giorno. Per la sola serata di fine anno voleranno 44-48 milioni di tappi, ma saranno elevati anche i consumi di bollicine per i giorni di Natale e dell’Epifania.

Sono queste le previsioni dei consumi di fine anno di spumanti realizzate da Ovse-Ceves, sulla base di dati raccolti dagli operatori economici sul mercato e secondo una fotografia dei consumi negli ultimi 28 anni.

Per ogni festa c’è uno stile del bere spumanti: tradizione per Natale con più vini dolci e dry, per l’Epifania si brinda con i Rosè, anche se ancora molto pochi rispetto ad altri paesi mentre la festa di fine anno sarà con i vini secchi e brut. «In totale – stima l’economista Giampietro Comolli, presidente dell’Osservatorio Economico fondato nel 1991 – saranno circa 77 milioni le bottiglie di spumanti prodotte in Italia stappate per un valore alla produzione di circa 280 milioni di euro a fronte di una spesa degli italiani di 630 milioni di euro. Mentre saranno solo 3,7-3,9 milioni le bottiglie straniere, stappate soprattutto in ristoranti delle metropoli e in veglioni di locali notturni e in località di vacanza, per una spesa al consumo di altri 240 milioni. In crescita anche in consumi di Champagne».

Nelle festività di fine anno 2019 e inizio 2020 si stima una spesa di oltre 870 milioni di euro in bollicine. Rispetto all’anno precedente, l’Ovse rileva una crescita dei consumi nazionali del 3,3% (2,4 milioni di bottiglie in più), ed è il secondo anno consecutivo di crescita, dopo un lustro ad andamento piatto.

Quanto alle varie tipoligie di spumanti, dalle analisi dell’Osve emerge che il Franciacorta, il Valdobbiadene, il Trentodoc sono i vini più richiesti, di fascia alta, per le grandi cene. Con i dolci c’è il dualismo Cartizze sia brut che dry, e il tradizionale Asti. Crollodelle etichette poco note e non chiare nell’origine e nella marca, anche se copie di quelle note.

Quello che caratterizza le festività 2019-2020 è che in tutti i punti vendita si è ampliata la gamma dell’offerta, e il consumatore differenzia e diventa più infedele, con il Prosecco che catalizza l’attenzione di 7 consumatori su 10. «Azzardando la stima – dice Comolli – si stapperanno circa 48-50 milioni di bottiglie di Prosecco Docg-Doc, 10-11 milioni di metodo tradizionale classico fra Franciacorta, Trento, Alta Langa, Alto Adige, Oltrepo’, poi 6 milioni di Asti, 1 milione di autoctoni regionali e circa 8-10 milioni di altre tipologie compreso Durello, Nebbiolo, Lambrusco».

Quanto alle fasce dei consumatori, secondo Comolli «diminuisce leggermente il consumo nella fascia dei giovani (16-24 anni), volano invece più tappi fra gli ultra sessantenni che avevano rinunciato alle bollicine qualche anno fa. Circa 20-22 milioni di italiani consumatori di vino, arriveranno a consumare durante le feste circa 1,9 bottiglie a testa». Prosit!

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