A due giorni dalle elezioni in Emilia Romagna, il governo BisConte tenta il voto di scambio?

Stanziati nottetempo altri 28,4 milioni per i danni da maltempo del maggio 2019. Calderoli: «solo una coincidenza?» Salvini: «governo Conte senza vergogna». 

elezioni in emilia romagna
Il premier Giuseppe Conte in attesa dell'esito delle elezioni del 26 gennaio prossimo.

Anche se da parte della maggioranza di sinistra che sorregge un sempre più traballante governo BisConte ci si affanna a dire che il voto di domenica prossima per le elezioni in Emilia Romagna e in Calabria non sarà un voto sul governo stesso, i fatti delle ultime ore messi in campo proprio dal governo BisConte sembrerebbero andare proprio in direzione opposta, tentando il tutto per tutto per cercare di comprare il consenso degli elettori.

Conte, dal santuario di Assisi, ha detto che il voto di domenica 26 gennaio in Emilia Romagna e Calabria «non riguarda la sopravvivenza del governo, né la mia. Non è un voto sul governo, sarebbe assolutamente improprio pensare che la votazione delle comunità emiliano romagnola e calabrese possa essere un voto sul governo».

Se così effettivamente fosse, non si capisce perché in un consiglio dei ministri finito nottetempo si sia trovato il tempo (e i soldi) per deliberare un ulteriore stanziamento di 25,4 milioni di euro per interventi nei territori dell’Emilia Romagna interessati dagli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nel mese di maggio 2019 e un ulteriore stanziamento di circa 3 milioni per interventi nei territori delle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia interessati dagli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati il 22 giugno 2019.

Un tempismo quanto meno sospetto a giudizio del senatore leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato: «Toh… che coincidenza, il Governo a due giorni dal voto in Emilia Romagna curiosamente vara un ulteriore stanziamento di 25,4 milioni di euro per interventi nei territori emiliani e romagnoli colpiti dal maltempo del maggio 2019 e stanzia altri 3 milioni per altri interventi per le province di Reggio Emilia, Modena e Bologna per il maltempo del giugno 2019. Il tutto si legge “dopo ulteriori approfondimenti dell’impatto degli eventi”. Curiosa coincidenza  – chiosa Calderoli – che abbiano impiegato tutti questi mesi per approfondire e decidere, quando le richieste di aiuto erano state inoltrate nei mesi estivi. Curioso che lo stanziamento venga varato, e strombazzato mediaticamente, proprio nell’ultimo giorno di campagna elettorale. Certo a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca… Ma davvero pensano di ribaltare l’esito elettorale ed evitare la sconfitta distribuendo in extremis soldi ai territori

elezioni in emilia romagna
Il presidente uscente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, spera in una difficile rielezione.

La cosa non è passata inosservata anche agli occhi del leader della Lega, Matteo Salvini: «al governo c’è qualcuno che pensa che gli emiliano romagnoli siano fessi. Guarda caso ieri, proprio ieri, il Consiglio dei ministri con Conte e compagnia cantante, si è ricordato del maltempo che ha colpito l’Emilia Romagna l’anno scorso e ha stanziato 28 milioni di euro, a 3 giorni dalle elezioni. Questa è gente senza pudore e senza vergogna. Non vi ricorda molto da vicino Cetto Laqualunque? Ecco, Renzi Laqualunque, Conte Laqualunque, Zingaretti Laqualunque».

Che le elezioni in Emilia Romagna e in Calabria di domenica 26 gennaio siano l’ultimo appello tra la vita e la morte di tanti, troppi esponenti della maggioranza di sinistra lo testimonia anche l’altro regalino deliberato dal governo BisConte con la decisione di stanziare 3 miliardi di euro per la riduzione del cuneo fiscale per 16 milioni di lavoratori dipendenti fino a 40.000 euro di reddito lordo annuo. Sembrerebbe di assistere ad un classicoTu dai una cosa a me, io dò una cosa a te”, una sorta di captatio benevolentiae clientelare ed elettorale che, come al solito, dimentica l’altra metà del cielo composta da quei milioni di lavoratori autonomi che s’ostinano a tirare avanti la carretta con un esproprio di oltre il 60% dei loro guadagni, per altro privi di qualsiasi paracadute sociale in caso di malattia o perdita del lavoro.

Sarà interessante assistere al risultato delle urne la prossima domenica.

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