Emilia Romagna, Bonaccini al lavoro per formare una giunta forte

Possibile la vicepresidenza a Schlein. Alla cultura in testa l’ex direttore della Reggia di Casera Felicori. 

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unioncamere emilia romagna

Dopo la rotonda vittoria alle elezioni regionali in Emilia Romagna, Stefano Bonaccini si è rimesso al lavoro per formare la nuova giunta regionale che, garantisce, sarà formata «in tempi brevi».

Il nuovo governo Bonaccini sarà una giunta forte, fatta di assessori dei quali il presidente si fida ciecamente e che considera solidi e affidabili: la vittoria di domenica ha consegnato al presidente una visibilità nazionale dopo essersi contrapposto frontalmente ad un Salvini uscito scornato, tanto che non è esclusa una sua salita alla ribalta nazionale se il Pd nazionale ne avesse bisogno. Di qui la necessità di varare un governo regionale forte e che sia in grado di portare avanti la macchina con efficienza anche in sua assenza.

Tra i papabili per un assessorato in regione Emilia Romagna ci sono alcune caselle piuttosto certe, a cominciare dagli assessori uscenti, i fidatissimi Palma Costi e Andrea Corsini, che tornerà ad occuparsi di turismo. Certi anche gli ingressi dell’ex direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, vicino a Italia Viva, (prossimo assessore alla cultura dopo l’elezione nella lista civica del presidente) e il segretario regionale del Pd Paolo Calvano. A Davide Baruffi, ex deputato Pd e “ombra” di Bonaccini negli ultimi anni, il poco visibile ma cruciale ruolo di sottosegretario alla presidenza della giunta regionale.

Più incerti gli altri assetti di giunta, che dovranno tener conto della rappresentanza territoriale, di genere e di equilibri politici. Il principale riguarda il ruolo di Elly Schlein, campionessa di preferenze e leader di Emilia Romagna Coraggiosa cui è stata offerta la vicepresidenza. Incerto anche l’assessore alla sanità Sergio Venturi, altro fedelissimo di Bonaccini, che deve decidere se proseguire o meno l’esperienza.

Da Bologna sono in corsa per un posto anche la vicesindaca del capoluogo regionale Marilena Pillati, altra campionessa di preferenze, e il vice presidente uscente Raffaele Donini, del quale si parla anche per la presidenza del Consiglio regionale, ruolo su cui potrebbe essere dirottata anche l’assessore Emma Petitti. Nella rosa dei nomi c’è anche il reggiano Alessio Mammi.

Incerta la presenza dei Verdi, che sono tornati in Consiglio dopo una lunga assenza. Non esclusa anche una figura civica per tenersi amiche le piazze delle sardine. Un altro ruolo delicato sarà quello del capogruppo del Pd, che, a differenza della passata legislatura, non ha, da solo, la maggioranza assoluta in Consiglio, cui toccherà mediare con le altre formazioni dell’arcipelago della sinistra.

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