Birra agricola: serve più luppolo italiano

Secondo Copagri la domanda cresce a seguito del forte sviluppo della filiera. Bernardini: «occorre puntare sull’aggregazione tra produttori e birrifici, seguendo l’esempio del Consorzio italiano di produttori dell’orzo e della birra-Cobi». 

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birra agricola
Gli ingredienti di base per la birra: luppolo, orzo e malto.

Gli italiani consumano sempre più birra, soprattutto quella artigianale, la birra agricola, fatta dai birrifici diretta emanazione delle aziende agricole che negli ultimi anni hanno registrato un’impetuosa crescita di attività, con conseguente incremento della richiesta delle materie prime fondamentali per la produzione della “bionda”, ad iniziare dal malto e dal luppolo, con quest’ultimo che denota qualche sofferenza.

«Il forte sviluppo della filiera della birra agricola ha evidenziato la necessità di riuscire ad avere dei luppoli di origine nazionale, così da dare agli agricoltori la possibilità di fregiarsi di un prodotto 100% italiano – afferma il responsabilenazionale della filiera brassicola e presidente di Copagri Marche, Giovanni Bernardini -. Oggi tutte le birrerie agricole utilizzano per lo più malto italiano, ottenuto dalla coltivazione di orzo italiano, e il luppolo è rimasto l’unicoingrediente” che i produttori fanno fatica a reperire nel nostro Paese».

Bernardini traccia il quadro della produzione nazionale: «in Italia sono appena 60 gli ettari coltivati a luppolo, grazie al lavoro di circa un centinaio di aziende agricole con una superficie media di poco più di mezzo ettaro, che non bastano a coprire la richiesta di prodotto nazionale; parliamo di una delle cosiddette filiere minori, che oltre a rappresentare un vero e proprio scrigno di biodiversità e una risorsa importante per altri settori, come quello delle piante officinali, se opportunamente supportata può dare molto al settore primario del nostro Paese, anche in termini di reddito».

Non solo luppolo e malto: per Bernardini «è necessario agevolare gli investimenti per gli impianti di produzione e per quelli per la lavorazione e la conservazione, favorendo al contempo l’aggregazione tra produttori agricoli e birrifici. È proprio sulla base di questi obiettivi che Copagri ha promosso la costituzione del marchioBirragricola”, il quale garantisceche almeno il 70% del malto utilizzato provenga dall’azienda produttrice, e del “Cobi”, il primo Consorzio italiano di produttori dell’orzo e della birra, che opera da oltre un decennio e oggi conta oltre 150 birrifici agricoli sparsi sull’intera Penisola. Il Cobi riunisce gli agricoltori che, oltre ad essere coltivatori di orzo, sono produttori di birra agricola, facendo sì che il valore aggiunto della filiera rimanga nelle mani degli agricoltori».

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