L’Oms dichiara il coronavirus una pandemia

Lo ha detto il direttore dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, a Ginevra.

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coronavirus una pandemia

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha definito il coronavirus una pandemia. «Il Covid-19 può essere definitouna pandemia» ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nella conferenza stampa tenutasi a Ginevra, rilanciato in una serie di tweet.

«Pandemia non è una parola che usiamo con leggerezza o incautamente. È una parola che, se usata male, può causare paura irragionevole, o un’accettazione ingiustificata che la battaglia sia finita – ha aggiunto Ghebreyesus -. Descrivere la situazione come pandemica non cambia quello che stiamo facendo e quello che i Paesi dovrebbero fare. Non si è mai vista una pandemia scatenata da un coronavirus, non si è mai vista una pandemia che può essere controllata allo stesso tempo».

La dichiarazione avviene a più di due mesi dopo l’inizio della diffusione del nuovo coronavirus (Sars-CoV-2) in Cina, quando l’epidemia da coronavirus ha portato il bilancio delle vittime globale ad oltre i 4.300 e il numero di casi confermatiha superato i 120.000.

«Abbiamo emesso un segnale di allarme forte e chiaro», ha dichiarato Ghebreyesus, aggiungendo che «tutti i paesi possono ancora cambiare il corso di questa pandemia». Conosciuto anche con il nome della patologiaCovid-19”, il primo paziente di questa particolare malattia è stato identificato nella città di Wuhan alla fine del 2019. Il virus si è diffuso in decine di paesi in tutti i continenti tranne l’Antartide, con l’Italia, l’Iran e la Corea del Sud che hanno registrato il maggior numero di casi ufficialmente registrati al di fuori della Cina.

La fase pandemica è il livello 5 dell’allerta dell’Oms che prevede una serie di provvedimenti volti a contenere la diffusione della malattia attraverso misure come il tracciamento dei possibili infetti e la quarantena per i malati. Tra le misure che potrebbe avviare l’organizzazione vi è anche quella di inviare i suoi operatori per aiutare i paesi più colpiti nella gestione della crisi.

Da un punto di vista internazionale la dichiarazione di pandemia annunciata dall’Oms indica un passaggio ad un maggiore coordinamento a livello burocratico con una gestione migliore e centralizzata dell’emergenza. La dichiarazione di pandemia globale potrà avere inoltre nuovi effetti sui mercati mondiali già fragili e portare a restrizioni di viaggio e commerciali più rigorose a livello internazionale.

L’ultima volta che l’Oms ha dichiarato una pandemia è stato durante l’epidemia di influenza di tipo H1N1 nel 2009, che ha infettato quasi un quarto della popolazione mondiale, anche se tale decisione è stata criticata per aver creato un panico inutile, nonostante avesse provocato in tutto il mondo 575.400 morti. La Sars, avvenuta tra il 2002 e il 2003, non era stata considerata una pandemia, nonostante avesse colpito ben 26 paesi e provocato 774 morti e oltre 8.000 contagi. L’Oms non ha dichiarato pandemia nemmeno la Mers (Middle east respiratory syndrome-related coronavirus) diffusasi nel 2012 in Arabia Saudita e Medio Oriente, provocando 2.494 casi confermati e 858 morti.

Profondamente diversa, invece, la situazione ai tempi della Spagnola del 1918, che aveva provocato circa 50 milioni di morti superando con il suo bilancio di vittime quello della Prima Guerra Mondiale. I virus attraversavano i continenti molto più lentamente anche ai tempi della pandemia dell’Asiatica del 1957, che uccise 1,1 milioni di persone, e della Hong Kong del 1968, che uccise un milione di persone.

Secondo Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Oms, «non possiamo garantire che si raggiunganogli stessi risultati della Cina con le misure di isolamento sociale perché ogni epidemia in ogni Paese è diversa. Ma la Cina e anche altri Paesi hanno dimostrato che è possibile sopprimere questo virus e guadagnare tempo purché gli ospedali siano preparati. Occorre intervenire nella maniera più aggressiva possibile».

Stando la definizione dell’Oms, una pandemia è la diffusione in tutto il mondo di una nuova malattia e generalmente indica il coinvolgimento di almeno due continenti, con una sostenuta trasmissione da uomo a uomo. La gravità di una malattia non è il parametro decisivo perché venga dichiarata una pandemia, che riguarda invece l’efficacia con la quale una malattia si diffonde. Può accadere che una pandemia inizi con una gravità moderata e che possa diventare più grave con l’arrivo di una seconda ondata.

La dichiarazione di pandemia implica che ogni Paese metta a punto un Piano pandemico e che lo aggiorni costantemente sulla base delle linee guida dell’Oms. I piani pandemici possono prevedere misure per riorganizzare i posti letto negli ospedali, comprese le strutture di terapia intensiva, e percorsi per alleggerire le strutture di pronto soccorso; altri provvedimenti possono riguardare i numeri del personale sanitario; l’acquisto di farmaci e la messa a punto e la produzione su larga scala di un vaccino diventano prioritarie, così come l’organizzazione delle campagne di vaccinazione; in alcuni casi potrebbe anche diventare necessario fare delle scelte relative all’accesso alle terapie.

A seguito della dichiarazione di pandemia del Coronavirus, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni rilancia sulla proposta fatta al governo BisConte dal centrodestra unito: «dopo che l’Oms ha definito l’emergenza Coronavirus una pandemia credo che il governo dovrebbe fare un ulteriore approfondimento sulla nostra proposta di chiudere tutto».

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